Una svolta cruciale si profila nei corridoi di Bruxelles. Con una mossa tanto attesa quanto strategica, la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha messo sul tavolo una proposta destinata a ridisegnare gli equilibri della politica agricola e commerciale dell’Unione: lo sblocco anticipato di circa 45 miliardi di euro per la futura Politica Agricola Comune (PAC). Questa iniezione di liquidità, disponibile già dal 2028 con l’avvio del nuovo quadro finanziario pluriennale (2028-2034), mira a convincere gli Stati membri più scettici, in primis l’Italia, a dare il via libera definitivo all’accordo di libero scambio con il Mercosur, il mercato comune dell’America del Sud.
La mossa di Von der Leyen: fondi immediati per superare i veti
La proposta della Commissione, contenuta in una lettera indirizzata ai vertici di Consiglio e Parlamento europeo, rappresenta un cambio di passo significativo. In sostanza, si tratta di anticipare risorse che sarebbero state mobilitate solo in un secondo momento, durante la revisione intermedia della PAC. Gli Stati membri potranno così beneficiare di questi fondi presentando i loro piani di partenariato nazionali e regionali fin dall’inizio del nuovo settennato. Come assicurato da von der Leyen, “la combinazione di questi strumenti politici e di bilancio fornirà agli agricoltori e alle comunità rurali un livello di sostegno senza precedenti”. Questa decisione arriva dopo settimane di intense pressioni, in particolare da parte di Roma e Parigi, preoccupate per l’impatto che un accordo con il Mercosur avrebbe potuto avere sui propri settori agricoli, già messi a dura prova da recenti crisi e dalle proteste che hanno visto migliaia di agricoltori manifestare a Bruxelles.
L’esultanza dell’Italia: “Linea di buon senso ascoltata”
La reazione del governo italiano non si è fatta attendere. La premier Giorgia Meloni ha accolto con “soddisfazione” la decisione, definendola “un passo in avanti positivo e significativo nel negoziato che porterà al nuovo bilancio Ue”. Via social, ha rivendicato come la “linea di buon senso a sostegno dell’agricoltura europea portata avanti con determinazione dal governo italiano trova sempre maggiore ascolto a Bruxelles”. Sulla stessa linea il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che ha quantificato i benefici per l’Italia in circa 10 miliardi di euro aggiuntivi rispetto ai 31 già previsti tra il 2028 e il 2034. Queste nuove risorse, che si sommano ai circa 302 miliardi già vincolati alla PAC a livello europeo, permetterebbero di annullare il taglio del 22% inizialmente previsto per l’Italia, garantendo anzi un incremento rispetto al settennato precedente. “Buone notizie che confermano la serietà del lavoro svolto dall’Italia”, ha dichiarato Lollobrigida, che ha guidato il fronte dei Paesi contrari alla riforma della PAC così come inizialmente proposta.
Mercosur: la fine di un negoziato lungo 25 anni
L’iniezione di fondi per l’agricoltura è intrinsecamente legata al travagliato negoziato sull’accordo commerciale con il Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay), in stallo da oltre un quarto di secolo. Con il superamento del veto italiano, si apre concretamente la strada per un’approvazione a maggioranza qualificata. Il via libera politico potrebbe arrivare già venerdì 9 gennaio, durante la riunione degli ambasciatori dei Ventisette Paesi Ue, per poi procedere con la firma definitiva dell’intesa in Paraguay il 12 gennaio.
Se finalizzato, l’accordo creerebbe una delle più grandi aree di libero scambio al mondo, coinvolgendo oltre 700 milioni di consumatori. Per l’Unione Europea, i vantaggi si tradurrebbero in:
- Eliminazione dei dazi sul 91% delle esportazioni UE, con un risparmio stimato di 4 miliardi di euro l’anno.
- Maggiori opportunità per prodotti come vini, automobili e alcolici.
- Accesso a materie prime critiche per la transizione verde.
- Protezione per oltre 350 prodotti europei a indicazione geografica.
Allo stesso tempo, l’accordo faciliterebbe l’ingresso nel mercato europeo di prodotti sudamericani come carne, riso e soia, un punto che ha sempre generato forti preoccupazioni tra gli agricoltori europei per la potenziale concorrenza sleale, data da standard produttivi e ambientali differenti.
Le reazioni e le prossime tappe
Anche il presidente francese Emmanuel Macron, pur mantenendo una posizione storicamente critica sull’accordo, ha visto nei progressi europei “il risultato della nostra mobilitazione”. La Francia, insieme alla Polonia, potrebbe comunque mantenere la sua opposizione, ma il cambio di rotta dell’Italia appare decisivo. Il ministro Lollobrigida rappresenterà l’Italia nella riunione politica straordinaria dei ministri dell’agricoltura a Bruxelles, un appuntamento cruciale per “misurare la temperatura” tra le capitali e consolidare il consenso. Oltre ai 45 miliardi anticipati, la proposta di bilancio UE prevede anche di destinare almeno il 10% delle risorse di ciascun piano di partenariato alle aree rurali, per un totale stimato di quasi 64 miliardi di euro nel settennato. Un pacchetto complessivo che, nelle intenzioni di Bruxelles, dovrebbe garantire la competitività e la sostenibilità di un settore strategico per il futuro dell’Europa.
