CRANS-MONTANA (SVIZZERA) – Arrivano notizie incoraggianti dall’ospedale Niguarda di Milano, dove è ricoverata Eleonora Palmieri, la veterinaria 29enne di Cattolica rimasta gravemente ferita nel devastante incendio che ha trasformato in tragedia i festeggiamenti di Capodanno nel locale “Le Constellation” a Crans-Montana, in Svizzera. La giovane, dopo giorni di apprensione, è stata estubata e ha ripreso conoscenza, potendo finalmente riabbracciare e parlare con i suoi genitori.
Le parole della madre: “È serena ma non ha compreso la gravità”
A confermare i lenti ma costanti miglioramenti è la madre, Cristina Ferretti, che ai microfoni della TgR Emilia-Romagna ha condiviso un cauto sollievo: “Ha subito un ulteriore intervento alle mani, l’hanno estubata. Siamo riusciti a vederla, e a parlarci anche. È abbastanza serena ma non ha ben compreso quello che è successo intorno a lei”. Parole che, pur velate dalla preoccupazione, aprono uno spiraglio di speranza per Eleonora, che ha riportato ustioni significative al volto e alle mani, una delle quali ha richiesto un delicato intervento chirurgico ricostruttivo, oltre ad aver inalato fumi tossici. Nonostante la serietà delle sue condizioni, i medici hanno fin da subito escluso il pericolo di vita, concentrandosi sul complesso percorso di cure che la attende.
Il racconto del fidanzato: “Quei 15 minuti in più ci hanno salvato la vita”
Determinante per la salvezza di Eleonora è stato l’intervento del fidanzato, il 24enne Filippo Bonifacio. È stato lui a trascinarla fuori dal caos e a trasportarla d’urgenza all’ospedale di Sion, una decisione che si è rivelata cruciale. Il suo racconto, affidato a diversi media tra cui il Resto del Carlino, ricostruisce i momenti concitati di quella notte maledetta. La coppia, insieme ad amici, aveva inizialmente festeggiato in una piazza all’aperto a Montana. “La musica doveva finire subito dopo mezzanotte, ma il dj ha deciso di continuare fino all’1.15. Quel quarto d’ora in più ci ha salvato la vita”, ha spiegato Filippo.
È stato solo dopo, recandosi al “Le Constellation”, che il destino ha presentato loro il conto. Proprio quando, dopo una lunga fila, stava per arrivare il loro turno per entrare, è divampato l’inferno. “È arrivata una massa di persone che correva nel panico. Siamo stati scaraventati fuori tutti insieme. In quel momento ho perso di vista tutti, anche Eleonora”, ha ricordato il giovane. Ritrovata poco dopo, con i capelli e il volto segnati dalle fiamme, è stata immediatamente soccorsa dal fidanzato. “Mi sono guardato intorno e sembrava un film dell’orrore”, ha concluso, una frase che racchiude tutta la drammaticità di una notte di festa trasformatasi in una strage.
L’inchiesta sulla tragedia: sicurezza e controlli nel mirino
Mentre Eleonora lotta per la guarigione, l’inchiesta sulla tragedia di Crans-Montana prosegue per accertare le responsabilità. Il bilancio ufficiale parla di 40 morti e 116 feriti. La Procura del Canton Vallese ha aperto un’indagine per omicidio colposo e lesioni colpose nei confronti dei due gestori del locale. Sotto la lente degli inquirenti ci sono le norme di sicurezza del “Le Constellation”.
Stando alle prime ricostruzioni, l’incendio sarebbe stato innescato da candele scintillanti utilizzate per festeggiare, che avrebbero dato fuoco ai pannelli fonoassorbenti del soffitto. Emergono inoltre pesanti interrogativi sui controlli: il locale non veniva ispezionato dal 2020, una lacuna che le stesse autorità comunali hanno ammesso con “profondo rammarico”. La stampa svizzera solleva dubbi sulla regolarità dei lavori di ristrutturazione eseguiti nel 2015 e sulla presunta pericolosità, già nota, dei materiali utilizzati per l’isolamento acustico. La comunità, non solo quella romagnola ma tutta l’Italia, si stringe attorno a Eleonora e alla sua famiglia, seguendo con apprensione il suo percorso e auspicando che venga fatta piena luce su una tragedia che ha spezzato troppe giovani vite.
