La strada come campo di battaglia, una lotta impari dove l’utente più debole, il ciclista, paga troppo spesso il prezzo più alto. Un tributo di sangue che ha spinto istituzioni ed ex campioni a unire le forze per una proposta di legge bipartisan che mira a riscrivere le regole della convivenza su due e quattro ruote. Un testo nato non nelle aule parlamentari, ma sull’asfalto, dall’esperienza diretta di chi ha macinato chilometri e vittorie, e che ora mette la propria autorevolezza al servizio di una causa comune: la sicurezza.

Con primo firmatario l’onorevole di Forza Italia Roberto Pella, attuale presidente della Lega del Ciclismo Professionistico, la proposta (identificata con il numero 2489) ha raccolto un consenso trasversale, trovando l’appoggio di tutte le forze politiche. Ma la vera forza di questo disegno di legge risiede nel coinvolgimento di un “dream team” di icone del ciclismo italiano: Francesco Moser, Giuseppe Saronni, Gianni Bugno, Maurizio Fondriest, Alessandro Ballan, Paolo Bettini, Claudio Chiappucci e Vincenzo Nibali. Le loro esperienze, le loro cicatrici, le loro paure sono diventate la base per articoli di legge concreti, pensati per affrontare le criticità di chi vive la strada quotidianamente.

Un Problema Urgente: I Numeri della Tragedia

L’urgenza di un intervento normativo è testimoniata dai dati allarmanti sugli incidenti. Secondo le cifre fornite dall’Asaps (Associazione Amici della Polizia Stradale), nel 2025 si sono registrati oltre 16.000 incidenti con coinvolgimento di ciclisti, con un tragico bilancio di 217 morti al 21 dicembre, in aumento rispetto ai 185 del 2024. Numeri che non sono semplici statistiche, ma storie di vite spezzate, famiglie distrutte, e che hanno reso non più procrastinabile un’azione legislativa forte e decisa.

Le Novità Principali della Proposta di Legge

La proposta di legge si articola in quattro punti cardine, pensati per intervenire su diversi aspetti della sicurezza, dalla visibilità alla protezione individuale, dalla regolamentazione della circolazione alla lotta ai furti.

  • Codice Identificativo per le Biciclette: Per contrastare il dilagante fenomeno dei furti, si propone che ogni bicicletta di nuova produzione, a partire dal primo gennaio 2026, sia dotata di un codice identificativo univoco impresso sul telaio. Questo numero verrebbe registrato presso la Motorizzazione, associato alle generalità dell’acquirente, facilitando così il recupero e la restituzione dei mezzi rubati.
  • Visibilità al Primo Posto: Obbligo di Luci: La visibilità è un fattore cruciale per la sicurezza. La proposta introduce l’obbligo di mantenere sempre accesa la luce posteriore rossa, fissa o intermittente, anche durante le ore diurne. Per i velocipedi sportivi, durante la notte, sarà inoltre obbligatoria la luce anteriore bianca. Questa misura mira a rendere i ciclisti più percettibili agli altri utenti della strada in ogni condizione di luce.
  • Casco Obbligatorio in Casi Specifici: Attualmente in Italia il casco non è obbligatorio per legge, ma solo raccomandato. La nuova proposta introduce l’obbligatorietà del casco per due categorie specifiche: i minori di 18 anni, sia come conducenti che come trasportati, e tutti i ciclisti che utilizzano biciclette con pedali a sgancio rapido o scarpe con tacchetti che fissano il piede al pedale, tipiche dell’attività sportiva.
  • Nuove Regole per la Circolazione in Gruppo: Uno dei punti più dibattuti e innovativi riguarda la circolazione. Viene superato il rigido obbligo della fila indiana. Fuori dai centri abitati, i ciclisti potranno procedere affiancati fino a un massimo di due e in gruppi di non più di dieci persone. Questa possibilità è però condizionata dal fatto che la strada sia sufficientemente larga da permettere il sorpasso in sicurezza da parte dei veicoli a motore, garantendo una distanza laterale di almeno 1,5 metri. L’obiettivo è ridurre i tempi di sorpasso di lunghi “serpentoni” di ciclisti, diminuendo così i rischi e le tensioni sulla strada.

Formazione e Cultura della Sicurezza

Oltre alle norme prescrittive, la legge punta a un cambiamento culturale. È previsto l’inserimento, all’interno dei corsi e dei test per il conseguimento della patente di guida, di contenuti specifici sulla sicurezza dei ciclisti e sul corretto comportamento da tenere nei loro confronti. Un investimento sulla formazione per creare automobilisti più consapevoli e rispettosi. Lo stesso Pella ha sottolineato come i campioni testimonial verranno coinvolti in progetti di sensibilizzazione all’educazione stradale nelle scuole superiori.

Le Voci dei Campioni: L’Esperienza che Diventa Legge

Il parere di chi ha fatto della bicicletta la propria vita è stato fondamentale. Francesco Moser, in una recente intervista, ha appoggiato le misure, sottolineando come in Italia ci sia meno rispetto per i ciclisti rispetto ad altri paesi europei. “Bisogna mettere al centro la sicurezza, per questo le auto devono rispettare i ciclisti. Ma anche viceversa, perché se sei in bici hai sempre la peggio“, ha dichiarato, auspicando una maggiore responsabilità da parte di tutti. Moser ha definito la proposta un “grande passo in avanti”, pur evidenziando la necessità di migliorare anche la rete di piste ciclabili.

L’Iter Legislativo e le Prospettive Future

La proposta di legge è stata presentata a luglio e ora attende l’esame della Commissione Trasporti della Camera. L’onorevole Pella si è detto fiducioso, auspicando un’approvazione nei primi mesi del nuovo anno, grazie all’ampio supporto politico e al sostegno del Governo. “Ringrazio tutte le autorità, il Governo e i colleghi parlamentari che hanno voluto sottoscrivere il testo“, ha dichiarato Pella, “le istituzioni e gli enti che, ciascuno per propria competenza ed esperienza, hanno partecipato alla stesura del disegno di legge. In particolare, voglio sottolineare la disponibilità dei campioni“. L’obiettivo è chiaro: trasformare le strade italiane in un luogo più sicuro per tutti, dove la passione per la bicicletta non debba più fare i conti con il rischio della vita.

Di nike

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