MILANO – Una vacanza che doveva essere all’insegna della spensieratezza e dei festeggiamenti per il nuovo anno si è trasformata in un incubo per quattro studenti del liceo Virgilio di Milano. Un violento incendio, divampato nella notte di Capodanno nel locale “Le Constellation” nella rinomata località sciistica di Crans-Montana, in Svizzera, ha lasciato una scia di distruzione e dolore, coinvolgendo un gruppo di amici e compagni di classe. Quattro sedicenni, due ragazzi e due ragazze, frequentanti la terza D dell’istituto milanese, sono rimasti gravemente feriti, scatenando ore di profonda angoscia per le famiglie e l’intera comunità scolastica.
La dinamica della tragedia e le condizioni dei ragazzi
I quattro studenti, Sofia Donadio, Francesca Nota, Leonardo Bove e Kean Talingdan, si trovavano in vacanza nella località svizzera, ospiti della famiglia di Francesca che possiede una casa in zona. Inizialmente il gruppo sarebbe dovuto essere composto da sei ragazzi, ma due di loro, fortunatamente, non sono poi partiti, uno a causa di un’indisposizione. I quattro amici si trovavano nel locale “Le Constellation” quando le fiamme hanno avvolto la struttura, trasformando una serata di festa in un inferno.
Le loro condizioni sono apparse subito critiche, con ustioni estese su gran parte del corpo. La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente per trasferire i feriti nei centri specializzati. Sofia Donadio e Francesca Nota sono state trasportate e ricoverate presso il Centro Grandi Ustioni dell’ospedale Niguarda di Milano. Anche Kean Talingdan, dopo giorni di angoscia per la famiglia che non riusciva a identificarlo a causa delle medicazioni, è stato riconosciuto grazie al test del DNA e trasferito domenica pomeriggio nello stesso ospedale milanese. Resta invece ancora ricoverato a Zurigo Leonardo Bove; le sue condizioni, al momento, non ne consentono il trasferimento in Italia, nonostante un iniziale via libera. Complessivamente, sono 11 i pazienti italiani trasferiti da Crans-Montana al Niguarda.
La mobilitazione del Liceo Virgilio
La notizia ha sconvolto il liceo Virgilio. Il dirigente scolastico, Roberto Garrone, ha fin da subito cercato di coordinare le informazioni e di organizzare il necessario supporto per una comunità profondamente ferita. “Cerchiamo di attivare tutte le iniziative per gestire il possibile trauma”, ha dichiarato il preside. La scuola ha predisposto un piano di assistenza psicologica che prenderà il via mercoledì 7 gennaio, al rientro dalle vacanze natalizie.
Una squadra di psicologi specializzati nell’affrontare le emergenze accoglierà gli studenti, in particolare i compagni della terza D, per aiutarli ad elaborare il trauma. “È un rientro ‘protetto'”, ha spiegato il vicepreside Mario Secone, sottolineando come il pensiero che i ragazzi siano vivi e che un giorno torneranno a occupare i loro banchi sia l’ancora di salvezza per tutti. Sono previsti anche incontri serali di supporto dedicati ai docenti e ai genitori, per fornire loro gli strumenti necessari a gestire una situazione così complessa e dolorosa.
Un’intera comunità sotto shock
L’angoscia per la sorte dei quattro ragazzi ha unito studenti, insegnanti e famiglie in un abbraccio virtuale. I compagni di classe, descritti come un gruppo molto unito, sono provati e attendono con ansia notizie positive sulle condizioni dei loro amici. La rete dei rappresentanti di classe si è immediatamente attivata per manifestare vicinanza e offrire conforto alle famiglie direttamente coinvolte.
La tragedia ha avuto una forte eco a livello nazionale, tanto che anche il Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha espresso il suo cordoglio per le vittime della strage, annunciando che in tutte le scuole d’Italia verrà osservato un minuto di silenzio per ricordare i giovani che hanno perso la vita e per esprimere vicinanza ai feriti. Mentre le indagini delle autorità svizzere proseguono per accertare le cause e le responsabilità del rogo, l’attenzione di tutti è ora rivolta alla difficile battaglia che Francesca, Sofia, Leonardo e Kean stanno combattendo nei loro letti d’ospedale, con la speranza che possano presto tornare a riempire quei banchi vuoti che oggi pesano come un macigno nel cuore del liceo Virgilio.
