SCHIO (Vicenza) – Un epilogo drammatico per una vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso le comunità di Trentino e Veneto. È stato ritrovato senza vita il corpo di Simone Dal Bon, l’escursionista di 42 anni originario di Schio, di cui non si avevano più notizie dallo scorso 27 dicembre. Le operazioni di ricerca, intensificatesi negli ultimi giorni, si sono concluse nel primo pomeriggio di oggi, domenica 4 gennaio, quando i soccorritori hanno individuato il corpo dell’uomo in un canale innevato sotto Punta Favella, nel cuore del massiccio del Pasubio, sul versante veneto.

Una Scomparsa e le Ricerche Imponenti

La scomparsa di Simone Dal Bon era stata denunciata dai familiari il 29 dicembre. Inizialmente, le ricerche si erano concentrate in ambiente urbano, ma la svolta è arrivata con il ritrovamento della sua automobile, un van, parcheggiata a Pian delle Fugazze, al confine tra le province di Trento e Vicenza. Questo ritrovamento ha immediatamente spostato il focus delle operazioni in ambiente montano, ipotizzando che l’uomo si fosse avventurato per un’escursione.

Un imponente dispiegamento di forze è stato messo in campo, coordinato dal Soccorso Alpino e Speleologico Trentino e Veneto. Hanno partecipato le stazioni di Vallagarina, Riva del Garda, Schio, Arsiero e Recoaro-Valdagno, supportate da unità cinofile, cani molecolari della Scuola provinciale cani da ricerca e catastrofe, e droni dei Vigili del Fuoco. L’elicottero del nucleo elicotteri della Provincia Autonoma di Trento ha effettuato numerosi sorvoli per perlustrare dall’alto le zone più impervie.

Le ricerche si sono concentrate in particolare nella zona del Pasubio e nell’area compresa tra il monte Baffelan e il monte Cornetto, anche a seguito di alcune segnalazioni ritenute attendibili che indicavano la possibile presenza dell’escursionista lungo il sentiero 177.

Il Tragico Ritrovamento

La svolta definitiva è arrivata grazie all’acume di una squadra di terra del Soccorso Alpino. I soccorritori hanno notato delle tracce di ciaspole che, a un certo punto, si interrompevano bruscamente nel nulla. Questo dettaglio ha fatto scattare l’allarme e un successivo sorvolo dell’elicottero ha permesso di individuare dall’alto il corpo senza vita di Dal Bon, in fondo a un canale sottostante, in un ambiente estremamente impervio e difficilmente raggiungibile a piedi.

Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio delle autorità competenti, la morte sarebbe stata causata da una scivolata di oltre 150 metri lungo un vaio innevato e ghiacciato. Una caduta che, purtroppo, non gli ha lasciato scampo.

Le Complesse Operazioni di Recupero

Le operazioni di recupero della salma si sono rivelate particolarmente complesse e delicate, a causa della natura impervia del luogo del ritrovamento. Dopo aver ottenuto il nullaosta dalle autorità, è intervenuto l’elicottero dei Vigili del Fuoco di Mestre, con a bordo personale del Soccorso Alpino, per recuperare il corpo. La salma è stata poi trasportata e consegnata al carro funebre in attesa presso il piazzale del Rifugio Balasso. Le operazioni si sono concluse nel tardo pomeriggio.

La notizia ha gettato nello sconforto la comunità di Schio e tutti coloro che avevano sperato in un esito diverso. Si chiude così, con una tragedia della montagna, una settimana di angoscia e di intense ricerche.

Di veritas

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