Roma – Una tragedia sfiorata nel cuore archeologico della Capitale. Nella serata di ieri, domenica 4 gennaio, poco prima delle 21:00, un pino di circa venti metri è crollato improvvisamente in via dei Fori Imperiali, una delle strade più iconiche e trafficate del mondo. L’incidente, avvenuto all’altezza del punto informativo turistico e vicino agli ingressi della nuova stazione della metro C, fortunatamente non ha causato feriti, ma ha riacceso con prepotenza i riflettori sulla questione della sicurezza e della manutenzione del vasto patrimonio arboreo di Roma.

La dinamica del crollo e l’intervento dei soccorsi

Il cedimento dell’imponente albero è stato con ogni probabilità causato dalla forte ondata di maltempo che si è abbattuta sulla città nelle ultime ore, caratterizzata da piogge intense e forti raffiche di vento. La Protezione Civile del Lazio aveva infatti diramato un’allerta meteo gialla per rischio idrogeologico. L’albero si è abbattuto sulla carreggiata, a un centinaio di metri da largo Corrado Ricci e dalla vicina Torre dei Conti, un’area quotidianamente affollata da migliaia di turisti e cittadini romani.

L’intervento delle forze dell’ordine e dei soccorritori è stato immediato e massiccio. Sul posto sono confluite squadre dei Vigili del Fuoco, agenti della Polizia di Stato e della Polizia Locale di Roma Capitale, oltre al personale sanitario del 118, mobilitato in via precauzionale. L’area è stata immediatamente transennata e messa in sicurezza, con la conseguente interruzione temporanea della viabilità per consentire le complesse operazioni di rimozione. I vigili del fuoco hanno lavorato a lungo per sezionare l’enorme tronco e liberare la strada, un’arteria fondamentale per la circolazione del centro storico.

Un problema annoso: la manutenzione del verde a Roma

L’episodio ha immediatamente sollevato un’ondata di polemiche e interrogativi sulla gestione del verde pubblico nella Capitale. Non è la prima volta, infatti, che si verificano crolli di alberi, talvolta con conseguenze tragiche. Il dibattito si concentra sulla necessità di una manutenzione preventiva e di una mappatura capillare dello stato di salute delle alberature presenti sul vasto territorio comunale. Molti esperti sottolineano come potature errate, mancanza di cure costanti e danneggiamenti alle radici durante lavori stradali contribuiscano a indebolire gli alberi, rendendoli più vulnerabili a eventi meteorologici intensi.

La procura di Roma, in passato, ha già avviato indagini su crolli analoghi, contestando a funzionari comunali e a ditte appaltatrici una scarsa programmazione degli interventi e una vigilanza carente. Questi eventi evidenziano una criticità sistemica nella gestione di un patrimonio che conta oltre 330.000 alberi solo lungo le strade.

Le reazioni della politica: accuse e richieste di intervento

La politica locale non ha tardato a far sentire la propria voce. Particolarmente dura la presa di posizione di Rachele Mussolini, capogruppo capitolina di Forza Italia, che ha definito l’accaduto “l’ennesima testimonianza di una città che vive di tragedie sfiorate”. “È un lavoro che, personalmente, ho più e più volte richiesto negli ultimi 10 anni”, ha affermato Mussolini, sollecitando un serio lavoro di ricognizione e mappatura delle alberature e criticando la gestione dell’amministrazione Gualtieri anche sul fronte della manutenzione delle caditoie, causa di frequenti allagamenti.

Sulla stessa linea si è espresso il consigliere di Forza Italia Francesco Carpano, che ha puntato il dito contro l’eccessiva centralizzazione della gestione del verde. “In una città grande come Roma, sette volte Milano, c’è una sola persona che risponde politicamente della gestione degli alberi su pubblica via: è una situazione che sfugge al buon senso”, ha dichiarato, annunciando una richiesta di ricognizione urgente in commissione Ambiente.

Queste dichiarazioni evidenziano una frattura politica sulla governance del verde urbano, con le opposizioni che chiedono maggiore decentramento e un coinvolgimento più diretto dei municipi e dei comitati di quartiere, considerati più vicini alle esigenze reali del territorio.

Un contesto di fragilità: il precedente della Torre dei Conti

Il crollo del pino ai Fori Imperiali è avvenuto in un’area già segnata da recenti criticità. A pochi metri di distanza, infatti, si trova la Torre dei Conti, interessata da un grave crollo parziale nel novembre del 2025, durante dei lavori di restauro, che purtroppo costò la vita a un operaio. Questo precedente, unito all’incidente di ieri, rafforza la percezione di una fragilità diffusa nel cuore monumentale di Roma, dove la tutela del patrimonio storico-artistico e la sicurezza dei cittadini richiedono un’attenzione e un impegno costanti e non più procrastinabili.

Di veritas

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