CAGLIARI – Vittoria doveva essere e vittoria è stata. In una serata tattica e poco spettacolare, il Milan di Massimiliano Allegri ha mostrato il suo volto più pragmatico, espugnando l’ostico campo dell’Unipol Domus con il più classico dei risultati: 1-0. A decidere la sfida contro un Cagliari coriaceo e ben organizzato è stato il talento purissimo di Rafael Leao, che con un sinistro letale a inizio ripresa ha regalato ai rossoneri tre punti pesantissimi e la testa solitaria della classifica, almeno per una notte. Un successo che porta la firma inconfondibile del tecnico livornese, tornato da ex in Sardegna: una squadra solida, cinica e capace di soffrire, capitalizzando al massimo l’unica, vera occasione creata.
Primo tempo bloccato, zero tiri in porta
L’avvio di gara è di marca rossoblù, con la squadra di Pisacane che approccia il match con aggressività e coraggio, cercando di sorprendere un Milan inizialmente contratto. Le prime iniziative partono dai piedi di Palestra sulla fascia, le cui accelerazioni mettono in apprensione la retroguardia rossonera, senza però produrre pericoli concreti per la porta di Maignan. Il Milan, schierato con un 3-5-2 che vede Tomori, De Winter e il giovane Bartesaghi in difesa, fatica a trovare le giuste geometrie. Il centrocampo con Fofana, Modric e Rabiot prova a gestire il palleggio, ma la densità del Cagliari chiude ogni spazio, impedendo di innescare la coppia d’attacco formata da Loftus-Cheek e Leao. I primi 45 minuti si trascinano su un binario di equilibrio tattico, con le due squadre che si annullano a vicenda. Il dato più emblematico è quello dei tiri nello specchio della porta: zero. L’unico brivido arriva nel finale di tempo, quando Rodriguez atterra Loftus-Cheek in area, ma l’azione viene fermata per un fuorigioco iniziale di Leao, vanificando ogni potenziale polemica.
Il lampo di Leao che decide la partita
Se il primo tempo era stato avaro di emozioni, la ripresa si apre con un Milan trasformato, più aggressivo e determinato a sbloccare il risultato. Dopo un primo segnale da un colpo di testa di Loftus-Cheek al 49′, un minuto dopo il Diavolo passa. L’azione decisiva nasce da un’intuizione di Fofana, che verticalizza per Adrien Rabiot; il francese, dalla destra, mette in mezzo un cross teso e basso. Un’incertezza di Zappa, che scivola nel tentativo di anticipo, si rivela fatale: alle sue spalle sbuca Rafael Leao, che controlla la sfera e con un sinistro potente e preciso batte Caprile, firmando lo 0-1. Per il portoghese, non in perfette condizioni fisiche e autore di una prova fino a quel momento opaca, è il sesto centro in campionato, un gol che spezza un digiuno che durava da fine novembre.
Il gol subito non scuote il Cagliari, che fatica a creare una reazione concreta. La solidità difensiva del Milan, marchio di fabbrica della gestione Allegri, emerge con prepotenza. I rossoneri gestiscono il vantaggio senza affanni, controllando il ritmo della partita e affidandosi all’esperienza di giocatori come Modric e Rabiot per congelare il possesso palla. Allegri inserisce forze fresche, tra cui Pulisic e il debuttante Fullkrug, che all’87’ confeziona una palla d’oro per lo statunitense, il cui tiro viene però respinto da un ottimo intervento di Caprile. Il portiere del Cagliari si ripete poco dopo, neutralizzando una velenosa punizione di Modric. Nonostante gli ingressi di Pavoletti e altri giocatori offensivi, il Cagliari non riesce mai a impensierire seriamente Maignan, chiudendo la partita senza tiri nello specchio della porta.
Una vittoria da “corto muso” che vale oro
Il triplice fischio di Abisso sancisce una vittoria fondamentale per il Milan, che inizia il 2026 nel migliore dei modi. Un successo che è un manifesto del credo calcistico di Massimiliano Allegri: solidità difensiva (decimo clean sheet stagionale), cinismo e massima resa con il minimo sforzo. I tre punti proiettano i rossoneri a 38 punti, garantendo una notte da capolista in attesa delle sfide di Inter e Napoli. Per il Cagliari di Pisacane, una sconfitta che lascia l’amaro in bocca per una prestazione ordinata ma sterile in fase offensiva, con la squadra che resta ferma a 18 punti in classifica.
