Venezia ha dato il benvenuto al 2026 con un evento che, come ogni anno, catalizza l’attenzione del mondo culturale italiano e internazionale: il Concerto di Capodanno dal Gran Teatro La Fenice. Un’edizione, la ventitreesima, che resterà negli annali non solo per l’altissima qualità dell’esecuzione musicale, ma anche per il contesto particolare in cui si è svolta, tra un debutto attesissimo e una protesta tanto silenziosa quanto eloquente.
Sul podio, per la prima volta nella prestigiosa sala veneziana, il Maestro Michele Mariotti, attuale Direttore Musicale del Teatro dell’Opera di Roma. La sua direzione ha conquistato pubblico e critica, regalando momenti di rara intensità interpretativa e guidando con mano sicura l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice. Accanto a lui, due solisti di fama internazionale, anch’essi al loro debutto alla Fenice: il soprano Rosa Feola e il tenore Jonathan Tetelman, le cui voci hanno impreziosito un programma interamente dedicato ai grandi maestri del melodramma italiano.
Una Protesta Simbolica nel Cuore della Musica
Tuttavia, l’evento non è stato solo una celebrazione dell’arte. Tra le pieghe degli abiti da sera e sulle giacche degli orchestrali e dei coristi, un piccolo dettaglio ha catturato l’attenzione: una spilletta dorata a forma di chiave di violino. Un simbolo scelto dalle maestranze del teatro per manifestare in modo composto ma visibile il proprio dissenso nei confronti della nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale della Fenice a partire dall’ottobre 2026. La decisione, presa senza una consultazione preventiva con i lavoratori del teatro, ha generato mesi di tensioni, culminate in questa forma di protesta garbata durante uno degli appuntamenti più mediatici dell’anno. Significativamente, anche il Maestro Mariotti ha scelto di indossare la spilla, in un gesto di solidarietà che non è passato inosservato.
Un Programma d’Eccellenza per Celebrare l’Anno Nuovo
Nonostante il clima di tensione sottotraccia, la musica è stata la vera e indiscussa protagonista. Il programma, meticolosamente curato, ha offerto un viaggio emozionante attraverso il repertorio lirico più amato. La prima parte del concerto è stata un omaggio alla grande tradizione sinfonica operistica italiana, con l’esecuzione di brani orchestrali di grande impatto:
- La sinfonia dalla Semiramide di Gioachino Rossini
- La sinfonia dalla Norma di Vincenzo Bellini
- La suggestiva “Tregenda” dalla prima opera di Giacomo Puccini, Le Villi
- La maestosa sinfonia dai Vespri siciliani di Giuseppe Verdi
La seconda parte, trasmessa in diretta televisiva su Rai1, ha visto protagonisti il Coro, preparato dal Maestro Alfonso Caiani, e i due solisti. Il pubblico ha potuto godere di interpretazioni memorabili:
- Il coro “Feste! Pane! Feste!” dalla Gioconda di Amilcare Ponchielli.
- Rosa Feola ha incantato con l’aria “Sombre forêt” dal Guglielmo Tell di Rossini.
- Jonathan Tetelman ha emozionato con “Cielo e mar”, sempre dalla Gioconda di Ponchielli.
- Un intenso momento pucciniano con il “coro a bocca chiusa” da Madama Butterfly e il duetto “O soave fanciulla” da La bohème.
- L’Intermezzo dalla Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni ha introdotto il gran finale.
Il concerto si è concluso con una sequenza di arie e cori che rappresentano l’apice della tradizione operistica italiana: “Nessun dorma” dalla Turandot di Puccini, “Casta diva” dalla Norma di Bellini, l’immancabile “Va, pensiero, sull’ali dorate” dal Nabucco di Verdi e, infine, il brindisi “Libiam ne’ lieti calici” dalla Traviata di Verdi, che ha suggellato la mattinata con un augurio universale.
Danza e Scenari Veneziani: un Arricchimento Visivo
La diretta televisiva, curata dalla regia di Claudia De Toma, è stata ulteriormente impreziosita da suggestivi intermezzi di danza. Le étoiles Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel, insieme al corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, hanno eseguito le coreografie di Diego Tortelli, indossando costumi creati da Laura Biagiotti. Le performance sono state registrate in due location d’eccezione, il Museo di Palazzo Grimani e gli spazi della Biennale Architettura, creando un dialogo affascinante tra musica, danza e la bellezza senza tempo di Venezia.
Tra le autorità presenti nel palco reale, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e il sottosegretario al Ministero della Cultura Gianmarco Mazzi, accolti dal sovrintendente Nicola Colabianchi. Il successo dell’evento, salutato da dieci minuti di applausi e dalla richiesta di bis, ha confermato ancora una volta il ruolo del Concerto di Capodanno della Fenice come un rito irrinunciabile per salutare l’anno nuovo, unendo la grande musica a riflessioni profonde sul mondo della cultura.
