Il settore manifatturiero britannico lancia segnali incoraggianti alla fine del 2025, mostrando una resilienza che fa ben sperare per l’anno appena iniziato. Secondo i dati definitivi pubblicati da S&P Global, l’indice dei responsabili degli acquisti (PMI) del settore manifatturiero è salito a 50,6 punti a dicembre, rispetto ai 50,2 di novembre. Si tratta del valore più elevato degli ultimi 15 mesi, un dato che, pur essendo leggermente inferiore alla stima preliminare di 51,2, segna il secondo mese consecutivo al di sopra della soglia critica di 50 punti, che separa la contrazione dalla crescita.
Una Crescita Guidata dalla Domanda Interna
L’analisi dei dati rivela un quadro composito. La ripresa è stata trainata principalmente da un leggero aumento della produzione, che ha registrato il terzo mese consecutivo di crescita, e da un’inversione di tendenza per quanto riguarda i nuovi ordini, aumentati per la prima volta dal settembre 2024. Questo miglioramento è stato sostenuto in particolare dalla domanda del mercato interno, che si è dimostrata il principale motore della crescita. Al contrario, i nuovi ordinativi dall’estero hanno continuato a contrarsi, segnando il 47° mese consecutivo di calo, sebbene il ritmo di questa diminuzione sia rallentato, mostrando timidi segnali di ripresa dalla domanda proveniente da Stati Uniti, Medio Oriente e regione Asia-Pacifico.
Secondo Rob Dobson, direttore di S&P Global Market Intelligence, i produttori britannici hanno beneficiato di una riduzione di alcuni venti contrari verso la fine dell’anno. Tra questi, la moderazione degli impatti negativi legati all’incertezza del bilancio d’autunno e la risoluzione di problemi specifici, come l’attacco informatico a Jaguar Land Rover, hanno contribuito a creare un clima più favorevole.
Luci e Ombre: Sfide e Prospettive per il 2026
Nonostante i dati positivi, il quadro generale presenta ancora delle ombre. La crescita non è uniforme in tutto il settore: l’espansione si è concentrata principalmente tra i grandi produttori, mentre le piccole e medie imprese hanno continuato a registrare una flessione sia della produzione che dei nuovi ordini. Questa divergenza solleva interrogativi sulla sostenibilità a lungo termine della ripresa.
Un’altra area di preoccupazione riguarda l’occupazione. A dicembre, il numero di addetti nel settore manifatturiero è diminuito per il quattordicesimo mese consecutivo. Sebbene il tasso di perdita di posti di lavoro sia stato il più debole di questo periodo, le aziende continuano a segnalare riduzioni del personale a causa di licenziamenti, congelamento delle assunzioni e necessità di controllo dei costi.
Sul fronte dei prezzi, si è registrata un’accelerazione dell’inflazione dei costi di produzione, con le aziende che hanno segnalato prezzi più alti per energia, metalli ed elettronica. Di conseguenza, anche i prezzi di vendita sono tornati ad aumentare dopo un calo registrato a novembre.
La fiducia delle imprese per l’anno a venire, pur rimanendo positiva, è leggermente diminuita rispetto al massimo di nove mesi raggiunto a novembre. I produttori esprimono preoccupazione per l’aumento dei costi, la maggiore tassazione, la ridotta competitività internazionale e l’incertezza geopolitica.
Il Contesto Economico Generale
Questi dati si inseriscono in un contesto economico britannico complesso. L’economia del Regno Unito sta attraversando una fase di transizione dopo una serie di shock significativi, tra cui la crisi finanziaria, la Brexit, la pandemia e il conflitto in Ucraina. Sebbene la Banca d’Inghilterra abbia avviato una politica monetaria più espansiva con un taglio dei tassi di interesse, l’incertezza rimane elevata. Le previsioni di crescita del PIL per il 2026 indicano un possibile rallentamento, nonostante il calo dei prezzi dell’energia.
L’inizio del 2026 sarà cruciale per capire se la crescita del settore manifatturiero potrà essere sostenuta una volta esauriti gli stimoli temporanei di fine anno. Come sottolinea Dobson, “la base dell’espansione deve spostarsi maggiormente verso l’aumento della domanda e allontanarsi dall’accumulo di scorte e dallo smaltimento degli arretrati”. Il recente taglio dei tassi di interesse potrebbe giocare un ruolo importante in questa transizione, incoraggiando maggiori investimenti e spese.
