PADOVA – Un’operazione mirata della Guardia di Finanza di Padova ha portato al sequestro d’urgenza di ben 45.350 fuochi d’artificio, detenuti illegalmente da un grossista di articoli per la casa situato nella zona industriale del capoluogo euganeo. L’intervento, condotto dai finanzieri della Sezione Operativa Pronto Impiego del Gruppo di Padova, si inserisce in un più ampio dispositivo di controllo volto a contrastare i traffici illeciti e l’abusivismo commerciale, con un’attenzione particolare, in questo periodo dell’anno, alla vendita di articoli pirotecnici.

L’INDAGINE: SOSPETTI DA UNA MOVIMENTAZIONE ANOMALA

L’indagine ha preso avvio dal monitoraggio di soggetti economici che, con l’avvicinarsi delle festività di fine anno, intensificano la commercializzazione di prodotti pirotecnici. L’attenzione dei “Baschi Verdi” è stata catturata da un’anomala movimentazione di colli, privi di qualsiasi indicazione sul contenuto, da parte di uno dei rivenditori monitorati. Questo dettaglio ha fatto scattare il campanello d’allarme, inducendo i militari a procedere con controlli più approfonditi presso il magazzino del grossista.

IL BLITZ E LA SCOPERTA: UNA VERA E PROPRIA “BOMBA A OROLOGERIA”

Una volta all’interno dei locali, la situazione è apparsa subito estremamente pericolosa. Con la consulenza decisiva di una squadra dei Vigili del Fuoco di Padova, intervenuta sul posto per una valutazione tecnica, è stato accertato uno scenario di grave rischio. I fuochi d’artificio, rientranti nelle categorie “F1” e “F2” (considerate a bassa pericolosità ma pur sempre soggette a precise normative di stoccaggio), erano depositati in un vano non censito nel certificato di prevenzione incendi.

La criticità maggiore risiedeva nella modalità di conservazione: i “botti” erano ammassati alla rinfusa e in commistione con altro materiale altamente infiammabile, senza l’adozione di alcuna cautela idonea a prevenire un incendio. A rendere la situazione ancora più allarmante, l’intero carico di materiale esplodente era stato posizionato in modo da ostruire completamente una via di fuga, precludendone di fatto l’utilizzo in caso di emergenza e mettendo a repentaglio la vita di chiunque si fosse trovato all’interno della struttura.

LE ACCUSE E I PROVVEDIMENTI

Di fronte a un quadro così grave, i finanzieri hanno proceduto al sequestro d’urgenza di tutto il materiale pirotecnico. Il legale rappresentante dell’ingrosso è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Padova. Le ipotesi di reato contestate sono pesanti:

  • Commercio abusivo di materie esplodenti (art. 678 c.p.), un reato che mira a tutelare l’incolumità pubblica da pericoli derivanti dalla gestione non autorizzata di materiali esplosivi.
  • Omissione colposa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, per aver creato condizioni di lavoro palesemente insicure e pericolose.

LA DESTINAZIONE DEI FUOCHI SEQUESTRATI

I 45.350 articoli pirotecnici sequestrati sono stati immediatamente messi in sicurezza. Il materiale è stato affidato in custodia giudiziale a un operatore autorizzato del Co.Ge.Pir. (Consorzio nazionale di raccolta e smaltimento dei rifiuti pirotecnici). Questo consorzio, istituito per legge e senza scopo di lucro, garantisce la gestione e la distruzione sicura dei prodotti pirotecnici a fine vita o sequestrati, nel rispetto delle normative ambientali e di pubblica sicurezza.

L’IMPEGNO DELLA GUARDIA DI FINANZA PER LA SICUREZZA

Questa operazione evidenzia il costante impegno della Guardia di Finanza nella tutela della sicurezza pubblica e del mercato. Il contrasto al commercio illegale di fuochi d’artificio non solo protegge i consumatori da prodotti potenzialmente difettosi o non conformi, ma salvaguarda anche gli operatori commerciali onesti dalla concorrenza sleale. Le Fiamme Gialle ricordano che i cittadini possono segnalare eventuali irregolarità o situazioni sospette contattando il numero di pubblica utilità “117”, attivo 24 ore su 24.

Di veritas

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