Un fulmine a ciel sereno, ma non del tutto inatteso, scuote Stamford Bridge e l’intera Premier League in questo avvio di 2026. Enzo Maresca non è più l’allenatore del Chelsea. Il tecnico italiano ha rassegnato le proprie dimissioni, ponendo fine a un’avventura durata un anno e mezzo, caratterizzata da alti e bassi, trionfi inaspettati e un epilogo amaro. La notizia, ufficializzata dal club londinese con un comunicato, arriva dopo settimane di crescente tensione e risultati altalenanti, culminati nel deludente pareggio casalingo per 2-2 contro il Bournemouth, che ha acceso la dura contestazione dei tifosi.
La cronaca di un addio annunciato
L’idillio tra Maresca e il Chelsea sembrava essersi incrinato da tempo. Nonostante una prima stagione positiva, impreziosita dalla conquista della Conference League e del Mondiale per Club, i recenti risultati in campionato hanno fatto precipitare la situazione. Una sola vittoria nelle ultime sette partite di Premier League ha fatto scivolare i Blues al quinto posto, a ben 15 punti di distanza dalla capolista Arsenal. Un divario che la proprietà, guidata dal consorzio americano di Todd Boehly e Clearlake Capital, ha ritenuto inaccettabile.
Il punto di non ritorno è stato raggiunto martedì, al termine della sfida contro il Bournemouth. I fischi assordanti di Stamford Bridge all’indirizzo del tecnico e il suo successivo forfait in conferenza stampa sono stati il preludio di un divorzio ormai inevitabile. Le divergenze, però, non erano solo di natura tecnica. Secondo indiscrezioni, alla base della rottura ci sarebbero anche frizioni con lo staff medico e presunti contatti tra Maresca e il Manchester City, suo ex club da assistente di Pep Guardiola e prossimo avversario in campionato. Un’ipotesi, quest’ultima, che aggiunge un ulteriore strato di complessità a una vicenda già intricata.
Le ragioni della rottura: non solo i risultati
L’analisi dell’addio di Maresca non può limitarsi ai soli risultati sportivi. Il tecnico italiano, da tempo, lamentava una mancanza di supporto da parte della dirigenza, soprattutto in relazione alla politica di investimento massiccio su giovani talenti, che richiede tempo per dare i suoi frutti. A metà dicembre, dopo una vittoria contro l’Everton, Maresca si era lasciato andare a un duro sfogo, definendo le 48 ore precedenti come “le peggiori” da quando era alla guida del Chelsea, un chiaro messaggio alla proprietà.
Inoltre, sarebbero emerse divergenze sulla gestione dell’immagine pubblica dell’allenatore. Al tecnico sarebbe stato vietato di pubblicare un libro a cui stava lavorando e non sarebbe stata gradita la sua partecipazione al Festival dello Sport di Trento senza una preventiva autorizzazione del club. Dettagli che, sommati, dipingono il quadro di un rapporto logoro, in cui la fiducia reciproca era venuta a mancare.
Il Chelsea “mangia-allenatori”: un futuro incerto
L’addio di Maresca conferma la fama del Chelsea come club “mangia-allenatori” nell’era Boehly. L’italiano è il quinto tecnico a lasciare la panchina dei Blues in poco più di tre anni, dopo Thomas Tuchel, Graham Potter, Frank Lampard e Mauricio Pochettino. Una girandola di allenatori che testimonia l’instabilità di un progetto tecnico ancora alla ricerca di una sua identità definita.
Ora, la dirigenza del Chelsea è chiamata a una scelta cruciale per il futuro della squadra. Il nome più caldo per la successione di Maresca sembra essere quello di Liam Rosenior, attuale tecnico dello Strasburgo, club che fa parte della stessa galassia proprietaria dei Blues. Una soluzione interna che potrebbe garantire continuità, ma che al tempo stesso solleva interrogativi sulla reale volontà di aprire un ciclo a lungo termine.
- Periodo di Incertezza: Il Chelsea si trova ad affrontare un momento delicato, con obiettivi importanti ancora da raggiungere in quattro competizioni, tra cui la qualificazione alla prossima Champions League.
- Pressione sulla Proprietà: La gestione Boehly-Clearlake è sempre più sotto i riflettori, criticata per le ingenti spese sul mercato a fronte di risultati deludenti e una cronica instabilità tecnica.
- Il Futuro di Maresca: Per Enzo Maresca, invece, si aprono nuovi scenari. Il suo nome è stato accostato con insistenza al Manchester City come possibile successore di Pep Guardiola, un’ipotesi affascinante che lo vedrebbe tornare in un ambiente a lui familiare.
Il terremoto di Stamford Bridge è appena iniziato. Le prossime settimane saranno decisive per capire quale direzione prenderà il futuro del Chelsea e di uno degli allenatori italiani più promettenti della sua generazione.
