MILANO – “Ora ci siamo, tutto è pronto per le gare”. Con queste parole cariche di orgoglio e soddisfazione, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha voluto rassicurare sullo stato di avanzamento dei preparativi in vista delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. A poco più di un mese dalla cerimonia di apertura, prevista per il 6 febbraio, il governatore rivendica con forza la volontà che ha portato i Cinque Cerchi in Lombardia, superando “diffidenze e tentativi di sgambetti”. Un evento che, nelle sue parole, “resterà nella memoria di tutti, valorizzando i territori e il nostro patrimonio culturale”.
Un’Olimpiade “diffusa” e senza “cattedrali nel deserto”
Il modello organizzativo di Milano Cortina 2026 si distingue per essere il “primo esempio di Olimpiade diffusa”, un concetto chiave nella visione del presidente Fontana. Questa impostazione, che coinvolge un’ampia area geografica tra Lombardia, Veneto e le province autonome di Trento e Bolzano, è stata pensata per rispettare le esigenze dei singoli territori, evitando la costruzione di imponenti e costose “cattedrali nel deserto”. La parola d’ordine è legacy, ovvero l’eredità che i Giochi lasceranno. Le strutture, infatti, saranno riutilizzate secondo il “principio dell’eredità a Cinque Cerchi”, un impegno concreto per la sostenibilità e lo sviluppo a lungo termine delle comunità locali. A conferma della prontezza operativa, Fontana ha menzionato anche il rinnovamento dei bacini per l’innevamento artificiale, cruciali per garantire lo svolgimento delle competizioni in qualsiasi condizione meteorologica.
Sostenibilità ed eredità: i pilastri di Milano Cortina 2026
La sostenibilità non è solo uno slogan, ma un pilastro fondamentale del progetto olimpico. La candidatura italiana ha prevalso anche grazie all’allineamento con l’Agenda Olimpica 2020 e la “New Norm” del CIO, che promuovono Giochi come motore di sviluppo durevole. Questo si traduce in scelte concrete:
- Riutilizzo delle infrastrutture: Oltre il 90% delle sedi di gara utilizzerà impianti esistenti o temporanei, minimizzando l’impatto ambientale e i costi.
- Investimenti mirati: La Regione Lombardia ha messo in campo circa 5,1 miliardi di euro, di cui una parte significativa (47%) destinata al potenziamento del trasporto ferroviario e della mobilità sostenibile.
- Economia circolare: Un esempio virtuoso è il riutilizzo di 20.000 arredi provenienti dai Giochi Olimpici di Parigi 2024. Inoltre, la Fondazione Milano Cortina 2026 punta a recuperare o riciclare il 100% del cibo in eccesso, trasformando un problema ambientale in un’opportunità sociale.
L’impatto economico complessivo stimato è di 5,3 miliardi di euro, suddivisi tra spesa turistica e investimenti infrastrutturali, con una ricaduta positiva sull’attrattività dei territori. Tuttavia, non mancano le criticità: un recente report di Open Olympics ha evidenziato ritardi nella consegna di diverse opere infrastrutturali, con il 57% che potrebbe essere completato solo dopo la fine dei Giochi.
La magia della torcia olimpica e il sogno della Stelvio
L’attesa per i Giochi è scandita anche dal suggestivo viaggio della fiaccola olimpica. Un percorso che attraverserà tutta l’Italia, toccando 78 comuni solo in Lombardia. Il presidente Fontana ha assicurato la sua presenza a una tappa per lui particolarmente significativa: “Sicuramente non mi perderò la fiaccola del 14 gennaio nella mia Varese”. Un momento dal “grande significato simbolico e promozionale per tutti i territori attraversati”. Il viaggio della fiamma in Lombardia si snoderà in due momenti, dal 14 al 19 gennaio e dal 30 gennaio al 6 febbraio, giorno della cerimonia inaugurale a San Siro.
Infine, interrogato sulla gara che più vorrebbe seguire dal vivo, Fontana non ha dubbi e rivela la sua anima di appassionato di sport invernali: “Mi piacerebbe assistere alla discesa libera maschile sulla Stelvio a Bormio, ha un fascino straordinario”. Una scelta che evoca immagini di sfide epiche su una delle piste più iconiche e impegnative del Circo Bianco, simbolo della grande tradizione alpina che questi Giochi intendono celebrare e proiettare nel futuro.
Focus sulle sedi di gara e stato dei lavori
Mentre il conto alla rovescia prosegue, i cantieri lavorano a pieno ritmo. A Cortina, la nuova pista da bob “Eugenio Monti”, dopo un percorso travagliato e diverse polemiche, è stata completata e ha superato i test di pre-omologazione, diventando, a detta di molti, un impianto all’avanguardia. Anche i lavori per migliorare la viabilità nella “Perla delle Dolomiti” procedono spediti. In Lombardia, lo Speed Skating Stadium, ricavato dalla riconversione di padiglioni a Rho Fiera, è destinato a diventare, dopo i Giochi, il “Live Dome”, l’arena indoor più grande d’Europa con 45.000 posti. Nonostante i progressi, la situazione generale delle infrastrutture presenta delle ombre, con diverse opere strategiche, come alcune varianti stradali e collegamenti ferroviari, che non saranno pronte per l’evento.
