Roma – In una delle ultime riunioni dell’anno, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto-legge che proroga fino al 31 dicembre 2026 l’autorizzazione alla cessione di aiuti all’Ucraina. La decisione, giunta al termine di un intenso confronto politico all’interno della maggioranza, conferma la linea di sostegno a Kiev intrapresa dall’Italia sin dall’inizio del conflitto nel 2022, allineandosi agli impegni internazionali assunti in ambito UE e NATO.
Un sostegno a 360 gradi: non solo armi
Il nuovo provvedimento, il tredicesimo dall’inizio della guerra, non si limita alla sola cessione di “mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari”, ma allarga il campo d’azione a un supporto più ampio. Come sottolineato dal vicepremier e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, si tratta di “aiuti militari, civili, energetici, infrastrutturali”. Questa specificazione è il risultato di un’intesa raggiunta in seno al governo, che ha recepito le richieste di dare maggiore enfasi agli aiuti di natura non offensiva. Infatti, il decreto pone ora una priorità sugli “strumenti difensivi, logistici e sanitari per aiutare la popolazione civile ucraina”. Questo include interventi per la ricostruzione della rete elettrica, supporto alla logistica e assistenza sanitaria.
Il dibattito politico e le “modifiche lessicali”
L’approvazione del decreto è stata preceduta da un dibattito politico, in particolare con la Lega che ha spinto per una revisione del testo. Le richieste del Carroccio miravano a sottolineare la natura difensiva del supporto e a dare maggior peso agli aiuti civili. Questo ha portato a delle modifiche lessicali nel testo finale: sebbene nell’articolato del decreto rimanga il riferimento agli equipaggiamenti “militari”, nel titolo tale aggettivo è stato oggetto di discussione. Inizialmente sembrava fosse stato rimosso per poi ricomparire nella versione definitiva approvata. Nonostante queste sfumature semantiche, la sostanza del provvedimento non cambia, garantendo la continuità del sostegno italiano a Kiev. L’assenza del vicepremier Matteo Salvini al Consiglio dei Ministri è stata attribuita a “motivi personali” e non a divergenze sul contenuto del decreto, come confermato dalla presenza e dal voto favorevole degli altri ministri della Lega.
Continuità e contesto internazionale
Il percorso di sostegno dell’Italia all’Ucraina ha attraversato governi diversi, mantenendo una linea di coerenza. Dal primo decreto approvato dal governo Draghi nel febbraio 2022, si è giunti a una serie di provvedimenti che hanno permesso a Roma di partecipare attivamente allo sforzo collettivo degli alleati europei e atlantici. Anche per questo nuovo pacchetto di aiuti, i dettagli specifici sulle forniture militari resteranno riservati, seguendo una prassi consolidata.
L’approvazione del decreto si inserisce in una fase diplomatica particolarmente intensa. Recenti colloqui tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump hanno riacceso le speranze per un percorso negoziale. In questo scenario, l’Europa sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel sostegno all’Ucraina, anche a fronte di una possibile minore spinta da parte dell’amministrazione statunitense. Dal 2022, l’Unione Europea e i suoi Stati membri hanno mobilitato oltre 170 miliardi di euro a favore di Kiev, di cui oltre 69 miliardi destinati alla componente militare.
Altri aspetti del decreto
Oltre alla proroga degli aiuti, il decreto-legge approvato dal governo Meloni contiene anche altre importanti disposizioni. Tra queste figurano:
- Il rinnovo dei permessi di soggiorno per i cittadini ucraini fuggiti dalla guerra, garantendo loro protezione temporanea e la possibilità di risiedere e lavorare in Italia.
- Misure per la sicurezza dei giornalisti freelance inviati nei territori di guerra, prevedendo una copertura assicurativa.
Il testo del decreto sarà ora trasmesso alle Camere per l’iter di conversione in legge, con il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, che illustrerà i dettagli in Aula alla Camera il prossimo 15 gennaio.
