ROMA – In un pomeriggio carico di tensione e speranza, le linee telefoniche tra Roma, Kiev, Washington e altre capitali europee sono diventate il fulcro di un’intensa attività diplomatica volta a tracciare un percorso verso una “pace giusta e duratura” in Ucraina. Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato a un vertice telefonico strategico con il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky e altri leader, un colloquio avvenuto alla vigilia del cruciale e attesissimo incontro tra lo stesso Zelensky e il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, previsto a Mar-a-Lago, in Florida.
Il messaggio lanciato da Palazzo Chigi è stato chiaro e incisivo: l’unità del fronte occidentale è la condizione imprescindibile per qualsiasi progresso negoziale. “L’importanza, mai come in questo momento, di mantenere l’unità di vedute tra partner europei, Ucraina e Stati Uniti per porre fine a quasi quattro anni di conflitto“, ha dichiarato la premier Meloni, secondo una nota ufficiale. Una posizione che mira a consolidare un approccio comune prima che Zelensky si sieda al tavolo con un interlocutore, Donald Trump, le cui posizioni sul conflitto sono state spesso oggetto di dibattito e incertezza in Europa.
Un Fronte Compatto Prima del Faccia a Faccia con Trump
La conference call, alla quale hanno preso parte anche altri leader europei come il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron, oltre ai vertici dell’UE, è stata concepita per “serrare i ranghi”. L’obiettivo è presentare una posizione coesa e forte, per evitare che possibili divergenze possano essere sfruttate da Mosca. “Solo attraverso questa solida unità di vedute“, ha proseguito la Meloni, “la Russia può essere posta di fronte alle proprie responsabilità e spinta a dimostrare una reale disponibilità a sedere al tavolo dei negoziati“. Questo coordinamento è ritenuto vitale, specialmente considerando che l’incontro in Florida sarà il settimo faccia a faccia tra Trump e Zelensky in meno di un anno, un periodo segnato da riavvicinamenti ma anche da forti tensioni.
Il cancelliere tedesco Merz ha ribadito che Zelensky gode del “pieno sostegno” degli alleati europei e del Canada, sottolineando la volontà di lavorare “in stretto coordinamento con gli Stati Uniti”. Anche il Presidente della Finlandia, Alexander Stubb, ha definito la conversazione “positiva”, confermando l’impegno comune per una pace giusta.
I Nodi del Negoziato e le Minacce di Mosca
Sul tavolo del vertice in Florida ci sarà un piano di pace in 20 punti, frutto di intense negoziazioni tra Washington e Kiev. Tuttavia, i nodi da sciogliere restano enormi, a partire dalle questioni territoriali, come il futuro del Donbass e il controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Kiev punta a un congelamento dei combattimenti lungo le attuali linee del fronte, mentre Mosca non arretra dalla richiesta del pieno controllo sul Donbass.
La strada verso la pace appare ancora più impervia alla luce della recente escalation militare. Proprio alla vigilia di questi importanti appuntamenti diplomatici, la Russia ha lanciato un massiccio attacco missilistico su Kiev, utilizzando anche missili ipersonici. Un’azione che il presidente Zelensky ha interpretato come la prova della “reale attitudine di Vladimir Putin e della sua cerchia: nessuna volontà di porre fine alla guerra“. Da Mosca, il ministro degli Esteri Serghei Lavrov ha avvertito che il “regime ucraino non è pronto per colloqui costruttivi”, mentre Putin stesso ha minacciato di portare a termine l’operazione militare “con la forza” se Kiev non accetterà le sue condizioni.
Il Ruolo dell’Italia e le Sfide Future
L’attivismo diplomatico del governo Meloni riafferma il ruolo centrale dell’Italia nel sostenere l’Ucraina e nel cercare una soluzione negoziata che non comprometta i principi del diritto internazionale. La premier ha costantemente ribadito la necessità di un percorso che garantisca una “pace giusta”, un concetto che implica il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale ucraina. L’insistenza sull’unità transatlantica ed europea è una strategia volta a massimizzare la pressione sul Cremlino, l’unica leva ritenuta efficace per indurre la Russia a un dialogo autentico.
L’incontro tra Zelensky e Trump a Mar-a-Lago sarà, quindi, un momento della verità. Le diplomazie europee, e quella italiana in prima linea, hanno lavorato per fornire al presidente ucraino il massimo sostegno possibile, nella consapevolezza che l’esito di quel colloquio potrebbe definire le sorti del conflitto e il futuro della sicurezza nel continente europeo per gli anni a venire.
