BARI – Una storia di solitudine e umanità emerge dalle strade di Bari nel giorno più festoso dell’anno. Pietro, un uomo di 65 anni, conosciuto da molti come il clochard con la passione per la lettura, è stato trovato senza vita la mattina di Natale in piazza Cesare Battisti. Avrebbe compiuto 66 anni il prossimo 10 gennaio. A stroncarlo, secondo le prime informazioni, sarebbe stato un malore fatale, reso ancora più tragico dall’impossibilità di chiedere aiuto.
L’ultimo regalo e l’amore per la poesia
La notizia è stata diffusa dall’associazione di volontariato “Incontra”, che da anni si prende cura delle persone senza dimora in città. Proprio i volontari dell’associazione avevano incontrato Pietro la sera della Vigilia, come facevano ogni giorno. Gli avevano portato il loro regalo, una “scatola di Natale”, un’iniziativa di solidarietà a cui partecipa l’intera cittadinanza. All’interno, un pensiero, un dolce, coperte pulite e, soprattutto, una lettera. Un gesto a cui Pietro teneva moltissimo, per quel pensiero gentile dedicatogli da un donatore anonimo.
“Immaginiamo questa mattina Pietro intento a leggere la lettera a lui dedicata prima di incamminarsi tra le strade della sua città”, scrive l’associazione nel suo commosso ricordo. Perché Pietro, nonostante le durezze della vita di strada, non aveva mai perso l’amore per la cultura. “A Pietro piaceva leggere, tantissimo, romanzi, storie e poesie”, continuano i volontari. Ricordano l’ultima poesia letta insieme, che lo aveva commosso profondamente: “Sacro è sentirsi così ricco da poter chiedere a Dio se ha bisogno di qualcosa”.
Una morte che interroga la comunità
Il corpo di Pietro è stato rinvenuto intorno all’ora di pranzo del 25 dicembre. Sul posto sono intervenuti i soccorritori e le forze dell’ordine, che hanno potuto solo constatare il decesso. La sua scomparsa, proprio nel giorno che simboleggia la fratellanza, ha riacceso i riflettori sulla drammatica condizione dei senza fissa dimora, una vera e propria emergenza sociale che si acuisce con il freddo invernale. La morte di Pietro è un monito per l’intera comunità: un “malore fatale che colpisce nuovamente chi è solo e chi quindi è impossibilitato a chiedere aiuto”, come sottolineato dall’associazione Incontra.
Michele Tataranni, presidente di “Incontra”, lo ha ricordato come “un carissimo amico” e “un uomo speciale”. Nonostante una vita difficile, Pietro era una persona descritta come amorevole e gentile. La sua storia ha toccato il cuore di molti, diventando un simbolo della fragilità di chi vive ai margini.
L’emergenza freddo e la risposta delle istituzioni
La tragedia di Pietro evidenzia l’urgenza di risposte concrete per fronteggiare l’emergenza freddo a Bari. Proprio in questi mesi, l’amministrazione comunale ha attivato un Piano operativo per il contrasto delle solitudini e a tutela delle persone più vulnerabili. Recentemente, il sindaco ha firmato ordinanze per aumentare i posti letto nei centri di accoglienza notturna, come “Andromeda” e la casa di comunità “Don Vito Diana”, per consentire a chi vive per strada di trovare un riparo dalle rigide temperature. Le unità di strada, come “Care for People”, sono attive nella distribuzione di bevande calde, kit di emergenza e legna da ardere. Tuttavia, come dimostra la morte di Pietro, la rete di solidarietà e gli interventi istituzionali, pur fondamentali, a volte non bastano a colmare il vuoto della solitudine estrema. L’appello che emerge da questa triste vicenda è quello a un maggiore impegno collettivo per non lasciare indietro nessuno, per costruire una comunità più inclusiva e attenta ai bisogni degli “ultimi”.
