Un vaso di Pandora si è scoperchiato nel panorama televisivo italiano, innescando una spirale di accuse, denunce e indagini che vede contrapposti due dei volti più noti e discussi dello spettacolo: Fabrizio Corona e Alfonso Signorini. La vicenda, esplosa sui social media attraverso il format “Falsissimo” di Corona, si è rapidamente trasformata in un complesso caso giudiziario che ora vede coinvolta la Procura della Repubblica di Milano e che minaccia di estendersi ben oltre lo scontro personale tra i due protagonisti.
Le accuse di Corona e il “Sistema Signorini”
Tutto ha avuto inizio quando Fabrizio Corona, attraverso il suo canale online, ha lanciato pesantissime accuse contro Alfonso Signorini, storico direttore del settimanale Chi e conduttore del popolarissimo reality show Grande Fratello. Corona ha parlato di un presunto “sistema Signorini”, un meccanismo attraverso il quale il conduttore avrebbe richiesto favori sessuali a giovani aspiranti concorrenti in cambio di un posto nella “casa più spiata d’Italia”. A sostegno delle sue affermazioni, l’ex agente fotografico ha mostrato stralci di chat e fotografie private che coinvolgerebbero Signorini e, in particolare, l’ex concorrente del GF Vip (edizione 2021-2022), Antonio Medugno.
La controffensiva legale: Signorini denuncia, Corona indagato
La reazione di Alfonso Signorini non si è fatta attendere. Pur mantenendo un profilo pubblico di relativo silenzio, ha immediatamente affidato la questione ai suoi legali, presentando una querela contro Fabrizio Corona. L’ipotesi di reato contestata è quella di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, comunemente nota come revenge porn. Questa mossa ha portato all’apertura di un fascicolo presso la Procura di Milano, coordinato dalla procuratrice aggiunta Letizia Mannella e dal sostituto procuratore Alessandro Gobbis. Di conseguenza, gli investigatori della Squadra Mobile e della Polizia Postale hanno eseguito perquisizioni a carico di Corona, sequestrando smartphone, tablet e altro materiale informatico per analizzarne il contenuto.
Corona in Procura: “Il Me Too italiano”
Convocato dai magistrati milanesi, Fabrizio Corona ha trasformato l’interrogatorio in una piattaforma per rilanciare le sue accuse. Assistito dal suo legale, ha dichiarato ai cronisti di aver parlato solo per pochi minuti del reato che gli viene contestato, e per oltre un’ora del “sistema” che attribuisce a Signorini, facendo nomi e cognomi. Corona ha affermato di aver raccolto più di cento testimonianze e che due denunce formali contro il conduttore sarebbero state depositate a breve. L’obiettivo dichiarato è quello di ribaltare il tavolo, trasformando l’inchiesta a suo carico in quello che ha definito il “Me Too italiano“, sostenendo che una persona con un ruolo di potere come quello di Signorini non possa adescare giovani promettendo un accesso privilegiato a un programma televisivo.
La svolta: Antonio Medugno querela Signorini
La vicenda ha subito un’escalation decisiva quando una delle persone chiamate in causa da Corona, l’ex gieffino Antonio Medugno, è passata dalle parole ai fatti. Assistito dagli avvocati Cristina Morrone e Giuseppe Pipicella, Medugno ha depositato formalmente una querela contro Alfonso Signorini. Le accuse sono gravissime: violenza sessuale ed estorsione. Nella sua testimonianza, rilasciata sempre nel format di Corona, Medugno aveva raccontato di un incontro a Roma nell’abitazione del conduttore, durante il quale avrebbe respinto delle avances. La denuncia di Medugno sposta ora il focus dell’indagine, che potrebbe allargarsi e portare all’apertura di un nuovo, distinto fascicolo d’inchiesta direttamente a carico di Signorini, qualora i magistrati ravvisassero elementi sufficienti.
L’intervento del Codacons e le reazioni del mondo televisivo
Il caso ha assunto una rilevanza tale da richiamare l’attenzione di enti terzi. Il Codacons, insieme all’Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi, ha presentato un esposto alla Procura di Milano, all’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) e al Garante per la Privacy. L’intervento non mira a giudicare le responsabilità individuali, ma a chiedere chiarezza sui meccanismi di casting dei reality show, sollevando dubbi su possibili abusi di potere, mancanza di trasparenza e violazioni delle normative che regolano il sistema radiotelevisivo. Nel frattempo, da Mediaset e da Endemol Shine Italy, la società che produce il Grande Fratello, trapela cautela. Endemol ha comunicato di aver avviato delle verifiche interne, mentre l’azienda di Cologno Monzese attende gli sviluppi giudiziari prima di prendere decisioni definitive sul futuro del conduttore, la cui posizione alla guida del reality appare inevitabilmente in bilico.
