ROMA – Il Natale si conferma, anche quest’anno, un palcoscenico privilegiato per la comunicazione politica. Nell’era digitale, i tradizionali messaggi di auguri si trasformano in post, video e immagini attentamente studiati per veicolare non solo un pensiero per le festività, ma anche per rafforzare la propria immagine, lanciare messaggi politici e dialogare direttamente con il proprio elettorato. Dai vertici del governo all’opposizione, i leader italiani hanno utilizzato i social media per presentare narrazioni personali e politiche, offrendo uno spaccato delle diverse strategie comunicative in campo.

Giorgia Meloni: l’augurio pop e la difesa delle radici

La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha scelto un approccio duplice. La mattina del 25 dicembre, ha pubblicato sui suoi canali social una foto che la ritrae sorridente davanti all’albero di Natale. L’immagine, studiata per apparire informale e vicina ai cittadini, la mostra con un maglione rosso natalizio recante la scritta “Anche a te e famiglia”, una frase colloquiale e ironica che strizza l’occhio a un tipico scambio di auguri. In mano, una tazzina di caffè rossa completa il quadro di una leader in un momento di relax domestico.

A questo approccio più “pop” si è affiancato un video messaggio, diffuso già alla Vigilia, dal tono più istituzionale e politico. In questo video, Meloni ha posto l’accento sul valore del presepe, definito come un simbolo che “non impone nulla a nessuno, racconta una storia, custodisce dei valori, rende più profonde le radici”. Un chiaro messaggio in difesa dell’identità e delle tradizioni culturali, in cui ha invitato gli italiani a essere “orgogliosi della vostra identità”. Un intervento che mira a consolidare il legame con il suo elettorato di riferimento, presentandosi come custode dei valori tradizionali.

Matteo Salvini: il Natale della “libertà” dopo il caso Open Arms

Ben diverso il registro scelto dal vicepremier e Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. Il suo videomessaggio natalizio è stato dominato da un tema centrale: la sua recente e definitiva assoluzione nel processo Open Arms. “Io sono felice perché dopo cinque anni di processi, di viaggi e testimonianze, è il primo Natale che posso festeggiare in famiglia, non più da indagato o da imputato, ma da italiano assolto, libero”, ha dichiarato Salvini. Le sue parole trasformano l’augurio in una potente rivendicazione personale e politica, riaffermando la legittimità delle sue azioni passate come Ministro dell’Interno. Ha sottolineato di aver “difeso la sicurezza, i confini e la dignità del mio Paese”, un messaggio chiaro rivolto alla sua base elettorale. La conclusione è un augurio per il 2026, affinché porti “tutto quello che questo 2025 ha faticato a portare”.

Antonio Tajani: il messaggio istituzionale alle Forze dell’Ordine e ai più fragili

L’altro vicepremier, Antonio Tajani, ha optato per un videomessaggio dal tono sobrio e prettamente istituzionale. Il Ministro degli Esteri ha rivolto il suo pensiero a diverse categorie di persone, mostrando un’attenzione particolare per chi serve lo Stato e per chi si trova in difficoltà. “Un pensiero affettuoso a chi è in ospedale, un pensiero affettuoso a tutti i nostri militari che garantiscono la presenza internazionale del nostro Paese in tante parti lontane nel mondo”, ha affermato Tajani. Ha poi esteso il suo saluto alle “donne e gli uomini delle forze dell’ordine che garantiscono anche in questi giorni, di giorno e di notte, la nostra sicurezza”. Un messaggio che include anche un pensiero per i detenuti e per il personale sanitario, volto a proiettare un’immagine di responsabilità, vicinanza e solidarietà istituzionale.

Ignazio La Russa e il richiamo alla spiritualità

Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha affidato i suoi auguri a un’immagine dal forte valore simbolico. Ha infatti pubblicato una foto che lo ritrae accanto a Papa Francesco, scattata durante la recente visita del Pontefice in Senato. “Ho scelto questa foto, carica di significato”, ha scritto La Russa, per augurare “giorni di serenità e di pace, vissuti nel calore degli affetti e in quella speranza che il Natale rinnova ogni anno”. La scelta non è casuale: associa la seconda carica dello Stato alla massima autorità spirituale, sottolineando un legame con i valori della tradizione cattolica e inviando un messaggio di unità e pace.

Carlo Calenda: l’ironia cinematografica come critica politica

In netto contrasto con toni istituzionali e tradizionali, il leader di Azione, Carlo Calenda, ha scelto la via dell’ironia e della critica pungente. Spiegando di aver ceduto alle “pressioni del suo social media manager”, Calenda ha liquidato gli auguri degli altri leader politici (“Santanchè con colbacco; Conte con gli elfi; Renzi che cita la Bibbia e Salvini che fa gli auguri al mondo”) per optare per un “classico degli anni ’80”. Ha quindi pubblicato la celebre battuta del film ‘Vacanze di Natale’ di Carlo Vanzina: “Anche questo Natale… se lo semo levato dalle palle”. Una scelta dissacrante che mira a posizionarsi come un’alternativa pragmatica e disincantata rispetto a quella che, dal suo punto di vista, è una retorica politica vuota e di circostanza.

Di veritas

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