LONDRA – Un’istituzione sacra del calcio britannico, un rito che da oltre un secolo accompagna le festività natalizie di milioni di appassionati, viene messo in discussione. Il Boxing Day, la tradizionale giornata di campionato del 26 dicembre, quest’anno presenterà un volto inedito e scarno, con una sola partita di Premier League in programma: il posticipo serale tra Manchester United e Newcastle United all’Old Trafford. Una scelta che rompe con una consuetudine radicata e che ha immediatamente innescato un’ondata di polemiche, tra lo sdegno dei tifosi e le interpellanze parlamentari, ma che al contempo potrebbe trasformarsi in un’inaspettata opportunità per il calcio “minore”.
Le ragioni di una scelta senza precedenti
La Premier League ha giustificato questa drastica riduzione del programma con le crescenti pressioni derivanti da un calendario internazionale sempre più congestionato. L’espansione delle competizioni europee per club ha costretto a una revisione del calendario nazionale, riducendo i fine settimana disponibili a 33, nonostante il format del campionato a 380 partite sia rimasto invariato dal 1995. Con il 26 dicembre che quest’anno cade di venerdì, la Lega, vincolata anche da stringenti accordi televisivi che impongono di programmare la maggior parte dei turni nel weekend, ha optato per “spalmare” la 18ª giornata tra sabato 27 e domenica 28 dicembre. L’obiettivo dichiarato è anche quello di garantire ai calciatori un maggior periodo di riposo durante le festività, assicurando che nessuna squadra giochi con un intervallo inferiore alle 48-60 ore tra un match e l’altro, un tema sempre più centrale nel dibattito sulla salute degli atleti.
Di fatto, si tratta del programma più scarno per il giorno di Santo Stefano dal 1982, quando non si disputò alcuna partita della massima serie poiché il 26 dicembre cadde di domenica. Un contrasto stridente con l’anno scorso, quando nel Boxing Day si giocarono ben otto partite, a testimonianza di quanto questa tradizione sia sentita.
Un tuffo nella storia: le origini e la magia del Boxing Day
Il legame tra il calcio e il Boxing Day è profondo e risale agli albori di questo sport. La tradizione di giocare il 26 dicembre ha radici che affondano nell’epoca vittoriana, quando in questo giorno di festa, successivo al Natale, si era soliti donare scatole (“boxes”) con regali ai meno abbienti. La prima partita documentata risale addirittura al 26 dicembre 1860, quando si sfidarono Sheffield FC e Hallam FC, due dei club più antichi del mondo. Con l’istituzione della Football League nel 1888, la giornata divenne un appuntamento fisso, con sfide come Derby County-Bolton Wanderers e West Bromwich Albion-Preston North End a inaugurare la tradizione. Da allora, oltre 4.000 partite si sono disputate in questa data, consolidandola come un pilastro del folklore sportivo britannico.
Indimenticabile, e probabilmente ineguagliabile, resta il record stabilito nel Boxing Day del 1963, quando nelle dieci partite di First Division vennero realizzate ben 66 reti. Una giornata memorabile con risultati tennistici come il 10-1 del Fulham sull’Ipswich Town, il 6-1 del Burnley sul Manchester United e il rocambolesco 8-2 con cui il Blackburn si impose in casa del West Ham.
Le reazioni: tra rabbia e opportunità
La decisione della Premier League ha scatenato un acceso dibattito. Sui social media, i tifosi hanno espresso tutta la loro frustrazione per la rottura di una tradizione considerata intoccabile, un momento di aggregazione familiare e sportiva. A loro si sono uniti anche esponenti politici, che hanno portato la questione in Parlamento. La critica principale è rivolta a un calcio sempre più schiavo delle logiche televisive e commerciali, che sacrifica le consuetudini più amate sull’altare di un calendario insostenibile.
Tuttavia, non tutto il male viene per nuocere. La drastica riduzione dell’offerta della Premier League rappresenta una ghiotta opportunità per i club delle serie minori. Dalla Championship alla League Two, si spera di attrarre un pubblico più numeroso del solito, intercettando tutti quegli appassionati “orfani” delle grandi sfide della massima serie e desiderosi di vivere comunque l’atmosfera unica del calcio a Santo Stefano. Un’occasione per riscoprire il calcio più genuino e radicato sul territorio, lontano dai riflettori e dai budget faraonici della Premier.
Manchester United – Newcastle: i riflettori sull’unico match
Tutti gli occhi saranno dunque puntati sull’Old Trafford, per una sfida che si preannuncia comunque affascinante. Il Manchester United, che detiene il record di vittorie (22) nel Boxing Day in Premier League, affronterà un Newcastle che, al contrario, è la squadra con più sconfitte (16) in questa speciale giornata. I Red Devils, però, dovranno fare a meno di due pedine fondamentali come il capitano Bruno Fernandes e il giovane talento Kobbie Mainoo, entrambi infortunati. Un’assenza pesante per una squadra in cerca di continuità per risalire verso le posizioni europee. I Magpies, dal canto loro, arrivano da un periodo altalenante e cercheranno di sfruttare le difficoltà degli avversari per conquistare punti preziosi.
La Premier League ha già promesso che si tornerà a un programma più ricco il prossimo anno, quando il 26 dicembre cadrà di sabato. Ma la decisione di quest’anno rimane un segnale forte, un punto di svolta che evidenzia la tensione crescente tra la tradizione e le esigenze di un calcio moderno sempre più globale e frenetico.
