SAINT-VINCENT (AOSTA) – Una scossa tellurica ha investito il prestigioso Casinò de la Vallée di Saint-Vincent, al centro di una vasta inchiesta della Procura di Aosta che ipotizza un articolato sistema di riciclaggio e corruzione. Di fronte a un quadro accusatorio di assoluta gravità, che vede coinvolti clienti, collaboratori e due funzionari della stessa casa da gioco, la direzione aziendale ha annunciato una mossa decisa e trasparente: l’istituzione di una task force di alto profilo. Questo gruppo di lavoro avrà il compito cruciale di scandagliare gli atti dell’indagine non appena saranno disponibili e di rivedere a fondo le procedure interne per rafforzare i presidi di legalità.

La composizione della Task Force: un team di eccellenze

La scelta dei componenti della task force testimonia la volontà del Casinò di affrontare la crisi con la massima serietà e competenza. Si tratta di quattro figure di spicco nel panorama accademico e legale italiano, ciascuna con un bagaglio di esperienze specifico e complementare:

  • Professor Alain Devalle: Ordinario di economia aziendale presso l’Università di Torino, dottore commercialista e consulente aziendale. La sua expertise sarà fondamentale per analizzare i modelli gestionali e i flussi finanziari, identificando eventuali criticità nel sistema di controllo interno.
  • Avvocato Ascanio Donadio: Legale con consolidata esperienza in diritto penale, il cui contributo sarà essenziale per interpretare le implicazioni legali dell’inchiesta e valutare le responsabilità.
  • Avvocato Vittorio Provera: Membro dello studio Trifirò & Partners, vanta una decennale esperienza nel settore dei casinò italiani, con un focus particolare sugli aspetti civilistici e giuslavoristici. La sua conoscenza approfondita del settore sarà preziosa per contestualizzare le vicende.
  • Professor Maurizio Riverditi: Avvocato e docente di Diritto Penale all’Università di Torino, offrirà una prospettiva accademica e critica, garantendo un’analisi rigorosa e indipendente delle procedure aziendali alla luce delle normative vigenti.

Questo team multidisciplinare, come sottolineato dall’amministratore unico Marcello Buat, avrà il compito di “guardarci dentro” e “valutare se ci sono delle situazioni sulle quali dobbiamo intervenire”, un’operazione di trasparenza e autoanalisi necessaria per superare un “momento non facilissimo”.

I contorni dell’inchiesta: un sistema fraudolento

L’indagine, coordinata dalla Procura di Aosta e condotta dalla Guardia di Finanza, ha svelato un presunto “collaudato meccanismo fraudolento”. Al centro dell’inchiesta, che conta al momento 33 indagati, vi sarebbero reati fiscali a carico di tre società piemontesi attive nel commercio di materiale ferroso. Secondo l’ipotesi accusatoria, queste società avrebbero utilizzato fatture per operazioni inesistenti, per un valore di oltre 3 milioni di euro solo tra il 2023 e il 2024, al fine di abbattere gli utili e creare fondi neri.

Il denaro, una volta incassato, sarebbe stato trasferito sui conti di uno degli indagati e successivamente “ripulito” presso il Casinò di Saint-Vincent. Qui, secondo gli inquirenti, entravano in gioco due funzionari “infedeli” della casa da gioco: il direttore dell’ufficio cambio e fidi, Augusto Chasseur Vaser, e il direttore dell’ufficio marketing, Cristiano Sblendorio. Con la loro presunta compiacenza, ingenti somme di denaro contante venivano convertite in fiches o altri strumenti finanziari, simulando vincite mai avvenute e mascherandone l’origine illecita. Le indagini hanno portato a un sequestro di beni per un valore complessivo di 5 milioni di euro in diverse regioni d’Italia.

La posizione del Casinò: “Massima attenzione e tutela”

In una nota ufficiale, la società Casinò de la Vallée ha ribadito di essere “consapevole della rilevanza della normativa antiriciclaggio” e di aver “sempre ritenuto doveroso ottemperare ai dettami della stessa attraverso l’emanazione di procedure e regolamenti interni e la relativa formazione del personale”. L’azienda ha espresso “profondissima amarezza” per la vicenda, sottolineando come, in questo frangente, sia imperativo seguire le indagini con la massima attenzione, “sia per tutelarsi, sia per acquisire elementi utili a un intervento, ove necessario, sul sistema di controllo interno”.

La creazione della task force si inserisce proprio in questa strategia proattiva, un segnale forte della volontà di fare piena luce sui fatti e di rafforzare ulteriormente le misure di prevenzione. L’obiettivo è duplice: collaborare con la magistratura per l’accertamento della verità e, al contempo, implementare ogni correttivo necessario per garantire che il Casinò rimanga un presidio di legalità e un’eccellenza nel settore del gioco, nel rispetto delle stringenti normative nazionali ed europee in materia di antiriciclaggio.

Di veritas

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