GENOVA – Il calcio, a volte, sa essere spietato. Lo sa bene il Genoa di De Rossi che, al termine di una partita giocata per oltre 90 minuti in inferiorità numerica con coraggio, cuore e organizzazione, si vede beffare al minuto 94 da un colpo di testa di Isak Hien. È il difensore svedese a regalare all’Atalanta di Palladino tre punti d’oro, pesantissimi in ottica classifica, al termine di una sfida tesa e combattuta, valida per il posticipo della 16ª giornata di Serie A. Un turno, va ricordato, in formato ridotto per la concomitanza con la Supercoppa.

La svolta dopo 172 secondi: rosso a Leali

Lo stadio Luigi Ferraris si apprestava a vivere una serata di grande calcio, ma il copione della partita è stato stravolto dopo appena 2 minuti e 52 secondi. Un errore in disimpegno di Norton-Cuffy ha spalancato un’autostrada per Daniel Maldini, lanciato a rete. Il portiere del Genoa, Nicola Leali, in uscita disperata, non ha potuto fare altro che travolgere l’attaccante nerazzurro fuori area. L’arbitro Rosario Abisso non ha avuto dubbi: cartellino rosso diretto per aver interrotto una chiara occasione da gol (DOGSO) e Genoa in dieci uomini. Una tegola pesantissima che ha costretto il tecnico De Rossi a ridisegnare la squadra, inserendo il secondo portiere Sommariva al posto di Aarón Martín.

La reazione del Grifone: cuore e occasioni

Sotto di un uomo e contro una delle squadre più attrezzate del campionato, ci si sarebbe potuti aspettare un crollo del Grifone. Invece, i rossoblù hanno tirato fuori un’incredibile prova di carattere. Compatti, organizzati e mai domi, non solo hanno arginato la pressione dell’Atalanta, ma hanno anche creato le occasioni più nitide per passare in vantaggio. A inizio ripresa, una splendida accelerazione di Norton-Cuffy sulla destra ha liberato Vitinha, ma la sua conclusione di prima intenzione si è stampata sul palo esterno, facendo tremare tutto il popolo genoano. Poco dopo, è stato il neo-entrato Colombo a sfiorare il gol con un colpo di testa quasi a botta sicura, su cui si è superato un attentissimo Carnesecchi, autore di una parata decisiva.

L’assedio sterile della Dea

Dall’altra parte, l’Atalanta ha faticato a lungo a trovare varchi nel muro eretto dalla difesa del Genoa. Nonostante la superiorità numerica, la manovra della squadra di Palladino è apparsa spesso lenta e prevedibile. Scamacca e De Ketelaere, gli uomini più attesi, non sono riusciti a incidere, ben controllati dai giganti difensivi rossoblù Otoa e Vasquez. I tentativi dalla distanza di Ederson e le incursioni di Kolasinac non hanno impensierito più di tanto la retroguardia ligure, che ha retto l’urto con grande determinazione fino agli ultimi istanti di gara.

Il finale beffardo: Hien regala la vittoria

Quando ormai il pareggio a reti bianche sembrava il risultato più giusto e scritto, è arrivato l’episodio che ha deciso la partita. Al quarto minuto di recupero, su un calcio d’angolo battuto da Zalewski, il difensore Isak Hien è svettato più in alto di tutti. Complice un’uscita incerta del portiere Sommariva, lo svedese ha colpito di testa, depositando in rete il pallone dell’1-0. Una gioia incontenibile per lui, al primo gol in Serie A, e per tutta l’Atalanta, che non vinceva in trasferta da tre mesi. Una delusione cocente per il Genoa, che ha visto svanire un punto meritatissimo dopo una prestazione eroica.

Implicazioni di classifica

Questa vittoria sofferta permette all’Atalanta di salire al nono posto in classifica, rilanciando le proprie ambizioni europee. Per il Genoa, invece, la sconfitta è una beffa che lascia la squadra invischiata nella lotta per non retrocedere, anche se la prestazione offerta lascia ben sperare per il futuro del campionato.

Di nike

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