COMO – Un’operazione di sicurezza nazionale ha portato all’espulsione e al rimpatrio forzato di un cittadino del Bangladesh di 37 anni, residente a Como, a causa dei suoi presunti legami con gruppi terroristici di matrice islamica. Il provvedimento, firmato dal prefetto di Como, Corrado Conforto Galli, ed eseguito dal questore Marco Calì, è il culmine di una complessa attività investigativa e di intelligence che ha visto la collaborazione di diverse articolazioni della Polizia di Stato.

L’ATTIVITÀ DI INTELLIGENCE E IL MONITORAGGIO

L’uomo, in Italia dal 2021, era da tempo sotto la lente degli investigatori comaschi. Un meticoloso lavoro di intelligence e un capillare monitoraggio dei suoi spostamenti e delle sue attività sul territorio sono stati condotti grazie a un costante coordinamento tra la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, la Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere, la D.I.G.O.S. di Como e l’Ufficio Immigrazione della Questura lariana. Le indagini hanno tenuto conto della segnalata appartenenza del soggetto, nel suo Paese d’origine, a gruppi religiosi estremisti.

IL PERCORSO GIUDIZIARIO: DAL DECRETO DI ESPULSIONE AL DINIEGO DELLA PROTEZIONE

Già nel febbraio scorso, il 37enne era stato destinatario di un primo decreto di espulsione, al quale però non aveva ottemperato. In risposta, aveva presentato una richiesta di protezione internazionale, stabilendo la propria dimora a Como, dove nel frattempo era riuscito a ottenere un regolare contratto di lavoro.

Tuttavia, la sua istanza è stata recentemente rigettata dal Tribunale Ordinario di Roma. I giudici hanno motivato la decisione sostenendo che l’uomo, nonostante la sua presenza in Italia dal 2021, non si fosse sufficientemente integrato nel tessuto sociale e lavorativo. A pesare sulla decisione, soprattutto, la conferma della sua “contiguità a gruppi terroristici islamici” e, di conseguenza, l’adesione a valori ritenuti contrari alla pacifica convivenza. Con il diniego della protezione, è stata ufficializzata la sua posizione di irregolarità sul territorio nazionale.

L’ESECUZIONE DEL RIMPATRIO

A seguito della sentenza del Tribunale di Roma, gli investigatori della D.I.G.O.S. di Como hanno localizzato e fermato il 37enne nella sua abitazione in città. Affidato agli specialisti dell’Ufficio Immigrazione per le procedure di rito, è stato imbarcato su un volo diretto in Bangladesh, con un provvedimento di accompagnamento coatto alla frontiera eseguito con l’ausilio della forza pubblica.

IL COMMENTO DELLE ISTITUZIONI

Il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni, ha espresso il suo ringraziamento al prefetto e al questore di Como per la “brillante operazione”, definendola “un’operazione di sicurezza di altissimo livello”. Molteni ha inoltre sottolineato come, negli ultimi tre anni, siano stati oltre 200 i soggetti radicalizzati e presunti terroristi allontanati dal territorio nazionale a garanzia della sicurezza.

Di veritas

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