ROMA – Un messaggio forte e chiaro, intriso di fiducia e senso di responsabilità. Gabriele Gravina, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), suona la carica in vista dei prossimi, decisivi impegni della Nazionale sulla strada che porta ai Mondiali del 2026 in America, Messico e Canada. Le sue parole, rilasciate a margine degli auguri per il nuovo anno, delineano un orizzonte in cui non c’è spazio per alibi o tentennamenti: il pass per la rassegna iridata, dopo due assenze consecutive che ancora bruciano, è un obiettivo da centrare a ogni costo.

“ARBITRI DEL NOSTRO DESTINO”: LA FILOSOFIA DI GRAVINA

Il concetto chiave espresso dal numero uno di Via Allegri è quello dell’autodeterminazione. “Abbiamo la consapevolezza che siamo arbitri del nostro destino”, ha dichiarato Gravina, sottolineando come il futuro degli Azzurri sia interamente nelle mani e nei piedi dei giocatori e dello staff tecnico. Una presa di posizione che sposta l’attenzione dalle possibili insidie esterne alla forza interna del gruppo. “C’è grande convinzione e massima determinazione. Se vogliamo andare in America dobbiamo strappare due vittorie con le unghie e con i denti, con ogni energia e modalità a disposizione. Dobbiamo centrare questo obiettivo”.

Queste dichiarazioni arrivano in un momento cruciale per il calcio italiano, che cerca di “voltare pagina” dopo le recenti delusioni. La qualificazione ai Mondiali non è solo un traguardo sportivo, ma rappresenta una priorità per l’intero movimento, un modo per restituire entusiasmo e credibilità a livello internazionale. L’Italia, infatti, ha chiuso il suo girone di qualificazione al secondo posto, alle spalle della Norvegia, ed è ora attesa dai temuti playoff di marzo.

IL PATTO CON GATTUSO E LA SPERANZA PER IL NUOVO ANNO

Centrale nel discorso di Gravina è la figura del commissario tecnico, Gennaro Gattuso. Il presidente ha rivelato di aver avuto un recente incontro con l’allenatore e il suo staff, dal quale è emersa una totale sintonia d’intenti. “Gattuso l’ho visto l’altro giorno”, ha confermato, lasciando intendere un dialogo costante e proficuo per pianificare le prossime mosse. La scelta di Gattuso, subentrato a Luciano Spalletti, è stata dettata dalla volontà di infondere nuova grinta e carattere a una squadra che ne ha disperatamente bisogno.

L’augurio del presidente per il nuovo anno va oltre il semplice risultato sportivo, toccando una corda più profonda. “Per il nuovo anno auguro a tutti coloro che ci seguono una maggiore serenità”, ha affermato, prima di tornare sul suo “desiderio più grande”. La qualificazione, appunto. “Ci sono tutte le condizioni per voltare pagina, i ragazzi ci tengono e anche il girone mondiale mi sembra abbordabile”, ha aggiunto con una nota di ottimismo.

LA STRADA VERSO I MONDIALI: I PLAYOFF DI MARZO

Dopo aver mancato la qualificazione diretta, l’Italia si trova di fronte all’ostacolo degli spareggi, un percorso che evoca ricordi dolorosi. La squadra ha concluso il Gruppo I con 18 punti, dietro a una Norvegia dominante che ha chiuso a quota 24. La pesante sconfitta per 4-1 subita proprio contro i norvegesi a San Siro nell’ultimo match del girone ha lasciato scorie e sollevato interrogativi sulla tenuta psicologica e tecnica della squadra.

Ora, l’attenzione è tutta rivolta ai playoff di marzo 2026, che assegneranno gli ultimi quattro posti disponibili per le nazionali europee. Saranno due partite da vincere a tutti i costi, due finali in cui non sarà ammesso il minimo errore. Gravina ha più volte ribadito la fiducia nel gruppo e nel CT, ma è consapevole che servirà una prestazione di altissimo livello per superare lo scoglio e porre fine a un’assenza dalla fase finale dei Mondiali che dura dal 2014.

LE SFIDE DEL CALCIO ITALIANO: OLTRE LA NAZIONALE

Le preoccupazioni di Gravina, tuttavia, non si limitano al campo. Il presidente della FIGC ha spesso evidenziato problemi strutturali del calcio italiano, come la scarsità di giovani talenti lanciati nei campionati professionistici e la necessità di riforme per rendere il sistema più sostenibile. In una recente intervista, ha difeso il suo operato di fronte alle critiche, ponendo una domanda retorica: “Se vado via io che succede, l’Italia vince il Mondiale e spariscono i problemi?”. Un modo per sottolineare che le difficoltà del movimento hanno radici profonde e richiedono soluzioni complesse, che vanno al di là del risultato di una singola partita o della guida della federazione.

Nonostante le criticità, l’obiettivo immediato resta uno solo: conquistare un posto al sole nel calcio che conta, quello della Coppa del Mondo. Le parole di Gravina sono un appello all’unità e alla massima concentrazione, un richiamo al dovere per una Nazionale che non può più permettersi di deludere un intero Paese.

Di nike

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