Un capitolo si chiude, un altro si apre per Etro, una delle case di moda più iconiche del Made in Italy. Con una mossa che ridisegna l’assetto proprietario e strategico del marchio, la famiglia Etro, che ha fondato la maison nel 1968, ha ufficialmente ceduto la propria quota di minoranza. Si conclude così un’epoca durata oltre mezzo secolo, caratterizzata da uno stile inconfondibile, intriso di viaggi, cultura e del celebre motivo Paisley, per inaugurare una nuova fase di sviluppo proiettata verso i mercati globali.
L’operazione, il cui closing è stato finalizzato, vede l’uscita di scena della holding di famiglia, Gefin, che deteneva circa il 32,8% del capitale. A subentrare è un consorzio di investitori industriali di alto profilo, pronti a iniettare nuove competenze e a sostenere l’espansione del brand. Al timone della società rimane saldamente il fondo di private equity L Catterton, specializzato nel settore dei beni di consumo e legato a LVMH, che, pur riducendo la sua partecipazione dal 63,71% al 51%, conserva il controllo di maggioranza, a garanzia di continuità strategica.
I nuovi protagonisti della galassia Etro
La nuova compagine societaria si presenta come un mosaico di competenze strategiche e complementari, pensate per accelerare la crescita del marchio. I nuovi partner che hanno acquisito la quota della famiglia Etro sono:
- Rams Global: un gruppo turco con oltre 36 anni di esperienza in 11 settori diversi, dal real estate di lusso all’ospitalità e alla gastronomia, con una solida presenza internazionale. La partnership con Etro non è nuova: le due società avevano già siglato un accordo per le Etro Residences a Istanbul, un progetto che prefigurava una collaborazione a lungo termine. Faruk Bülbül, in rappresentanza di Rams Global, assumerà la prestigiosa carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione, lavorando a stretto contatto con il management per guidare la crescita.
- Mathias Facchini: imprenditore di spicco nel fashion system italiano, fondatore di Swinger International, gruppo a cui fa capo il marchio Genny e che vanta importanti collaborazioni in licenza con grandi maison. L’ingresso di Facchini porta con sé un prezioso know-how produttivo e una profonda conoscenza del settore moda.
- Giulio Gallazzi: banchiere e investitore, che partecipa all’operazione attraverso Sri Group, veicolo di investimento focalizzato sulle piccole e medie imprese e azionista di rilievo del Gruppo Banca del Fucino. La sua esperienza finanziaria sarà cruciale per sostenere i piani di sviluppo.
Continuità manageriale e obiettivi futuri
Nonostante il cambio di azionariato, la guida operativa di Etro rimane saldamente nelle mani dell’Amministratore Delegato Fabrizio Cardinali, confermato nel suo ruolo. Arrivato nel 2021, Cardinali è stato l’artefice del rafforzamento della governance e del management team, riuscendo a rinvigorire l’immagine del brand e a riconnetterlo con i consumatori storici e nuovi. La sua permanenza è un segnale chiaro della volontà di proseguire lungo la traiettoria di crescita già intrapresa, in stretta collaborazione con L Catterton e i nuovi soci.
L’operazione, il cui valore si aggirerebbe intorno ai 70 milioni di euro secondo indiscrezioni, è stata accolta con favore dal mercato. La valutazione riconosciuta al marchio è risultata superiore a quella dell’investimento iniziale di L Catterton nel 2021, a testimonianza del valore creato in questi anni. L’obiettivo dichiarato è quello di consolidare le basi industriali e strategiche di Etro, accelerandone lo sviluppo internazionale e valorizzando il potenziale ancora inespresso, sia nei mercati già presidiati che in nuove aree geografiche. L’alleanza tra le competenze dei nuovi partner – dall’hospitality di lusso di Rams Global alla moda di Swinger International – mira a creare sinergie per espandere l’universo Etro in un vero e proprio lifestyle brand globale, fedele al suo straordinario heritage ma con uno sguardo rivolto al futuro.
