ROMA – Una linea chiara, volta a fugare ogni dubbio su possibili ingerenze e a riaffermare il rispetto degli impegni presi. È questo il messaggio centrale emerso dall’informativa urgente del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, tenutasi oggi alla Camera dei Deputati. Al centro del dibattito, due temi di cruciale importanza per il sistema bancario e finanziario italiano: la recente operazione di Monte dei Paschi di Siena su Mediobanca e il futuro della partecipazione residua dello Stato nella banca senese.

Autonomia di MPS e Nessuna Pressione dal Tesoro

Il Ministro Giorgetti ha messo in chiaro, con toni fermi, che la decisione di MPS di lanciare un’offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS) su Mediobanca è stata “presa dai manager della banca senese in maniera autonoma”. “Noi, come azionisti, abbiamo preso atto”, ha aggiunto, smentendo categoricamente qualsiasi tipo di “ingerenza o pressione” da parte del Ministero dell’Economia (MEF) nelle diverse interlocuzioni avute con esponenti del sistema creditizio. Questa precisazione mira a sgombrare il campo da sospetti e retroscena, in un’operazione che ha catalizzato l’attenzione dei mercati e che è finita anche sotto la lente della Procura di Milano.

Giorgetti ha difeso l’operazione, definendola coerente con la necessità di “rafforzare il sistema bancario nazionale” e di garantire “un futuro stabile” a MPS, un istituto che emerge da un lungo e complesso percorso di risanamento. Ha inoltre sottolineato come l’OPAS sia stata realizzata “senza alcun esborso di risorse pubbliche” e in un momento in cui, avendo il MEF già ceduto la partecipazione di controllo, la banca era libera dai vincoli più stringenti imposti dalla Commissione Europea, come il divieto di acquisizioni.

La Quota Residua del MEF: una Scelta Strategica

Un altro punto fondamentale toccato dal Ministro riguarda il futuro della partecipazione residua dello Stato in Monte dei Paschi, attualmente attestata al 4,86% del capitale. Su questo fronte, Giorgetti ha annunciato un cambio di paradigma: “Ogni deliberazione sulla quota residua del Mef in Mps non sarà adottata in una logica di mera cassa, ma strategica”. Il valore di questa quota, superiore al miliardo di euro, sarà gestito tenendo conto della “rilevanza del risparmio per la tutela della sicurezza economica nazionale”.

Questa dichiarazione segna una distanza dalle logiche puramente finanziarie di dismissione, suggerendo che il Tesoro intende giocare un ruolo ponderato, seppur non di controllo, nelle future dinamiche dell’istituto senese e, di riflesso, dell’intero settore bancario italiano.

A rafforzare questa posizione, il Ministro ha confermato un punto cruciale legato agli accordi con l’Europa: “Resta inteso che il Mef, in coerenza con gli impegni assunti a livello europeo, non presenterà comunque alcuna lista in occasione del rinnovo del consiglio di amministrazione”. Tale mossa è coerente con la perdita del controllo sulla banca, un passo necessario e già comunicato alle autorità europee.

Il Percorso di Risanamento e Valorizzazione

Nel corso del suo intervento, Giorgetti ha voluto ripercorrere le tappe del risanamento di MPS, un percorso che ha permesso alla banca di passare da una situazione di profonda crisi a una ritrovata redditività. Ha elogiato “l’oculato lavoro del management”, guidato dall’Amministratore Delegato Luigi Lovaglio, che ha portato a un progressivo rafforzamento e a una significativa valorizzazione del titolo. Il valore delle azioni è infatti passato “da un minimo di 1,95 euro nel 2022 a superare gli 8 euro a dicembre 2025”. Un risultato notevole, ha rimarcato il ministro, ottenuto da un management che ha percepito “un compenso esponenzialmente inferiore rispetto a quello degli amministratori di banche di dimensioni comparabili”.

Il Ministro ha anche difeso la trasparenza delle procedure di dismissione delle quote statali, in particolare l’ultima operazione di novembre 2024, gestita da Banca Akros. Ha specificato che il MEF non conosceva in anticipo né il numero né l’identità degli investitori, e che la scelta del bookrunner è stata dettata dalle “migliori condizioni per la dismissione”, garantendo così il maggior introito possibile per le casse dello Stato.

Prospettive Future: Integrazione e Stabilità

Guardando al futuro, la strada sembra tracciata verso un’integrazione tra MPS e Mediobanca, con quest’ultima che dovrebbe comunque mantenere la propria autonomia come “legal entity”. L’attenzione è ora rivolta al via libera della Banca Centrale Europea, atteso tra fine gennaio e inizio febbraio, per poter procedere con i passi successivi.

L’intervento di Giorgetti alla Camera ha quindi cercato di mettere dei punti fermi su una vicenda complessa, riaffermando da un lato l’autonomia gestionale di una banca tornata protagonista sul mercato e, dall’altro, il ruolo strategico ma non invasivo dello Stato come azionista, custode di un interesse nazionale che va oltre il mero ritorno economico.

Di atlante

Un faro di saggezza digitale 🗼, che illumina il caos delle notizie 📰 con analisi precise 🔍 e un’ironia sottile 😏, invitandovi al dialogo globale 🌐.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *