Un assist che vale più di un gol, una giocata che può salvare una vita. Paulo Dybala, fuoriclasse della Roma e della nazionale argentina, ha messo da parte per un giorno maglia e scarpini per indossare i panni del soccorritore. Ieri, presso il centro sportivo Casa Viola, “casa” della società dilettantistica Boreale, la Joya ha partecipato attivamente a un corso di Primo Soccorso, organizzato dal compagno di squadra e amico Edoardo Bove in collaborazione con la Fondazione Giorgio Castelli. Un’iniziativa dal profondo valore sociale, che testimonia la crescente sensibilità del mondo del calcio verso tematiche cruciali per la comunità.

L’attaccante argentino non si è limitato a una semplice apparizione. Durante l’ora di lezione, ha seguito con attenzione le spiegazioni degli istruttori e si è cimentato in prima persona in una manovra di primo soccorso dedicata ai neonati, dimostrando un coinvolgimento sincero e un forte interesse per l’argomento. La sua presenza ha rappresentato un potentissimo veicolo promozionale per l’iniziativa, amplificandone il messaggio e sensibilizzando un pubblico vasto ed eterogeneo, composto non solo da tifosi ma da cittadini di ogni età.

L’impegno di Edoardo Bove e la “Legge Bove”

L’evento si inserisce nel solco dell’impegno che Edoardo Bove porta avanti da tempo sul tema della formazione al primo soccorso. Un impegno nato da una tragica esperienza personale che lo ha segnato profondamente e lo ha spinto a diventare un testimonial d’eccezione per questa causa. Il giovane centrocampista della Roma è infatti il promotore di un disegno di legge che porta il suo nome, il cui iter di approvazione è previsto per il 2026.

La “Legge Bove” si prefigge obiettivi ambiziosi e di fondamentale importanza per la tutela della salute pubblica. Tra i punti cardine della proposta, presentata in Senato dai senatori di Azione Marco Lombardo e Carlo Calenda, figurano:

  • L’obbligatorietà della formazione al primo soccorso nelle scuole secondarie di secondo grado e per specifiche categorie professionali.
  • L’introduzione di un certificato di frequenza ai corsi di primo soccorso come requisito per l’accesso all’esame della patente e ai corsi di laurea in Scienze Motorie.
  • La riduzione dell’IVA sui defibrillatori semiautomatici (DAE), strumenti salvavita la cui diffusione capillare è essenziale per un intervento tempestivo in caso di arresto cardiaco.

Ogni anno in Italia, circa 65.000 persone perdono la vita a causa di un arresto cardiaco improvviso, spesso per la mancanza di un intervento di primo soccorso tempestivo ed efficace. La proposta di Bove mira a creare una “comunità di soccorritori”, una rete di cittadini formati e consapevoli, in grado di fare la differenza tra la vita e la morte.

Il ruolo della Fondazione Giorgio Castelli e la location di Casa Viola

Partner fondamentale dell’iniziativa è la Fondazione Giorgio Castelli, un’organizzazione onlus nata nel 2006 in memoria di un giovane calciatore dilettante scomparso a seguito di un arresto cardiaco durante un allenamento. La Fondazione è da anni in prima linea nella lotta contro le malattie cardiovascolari e nella diffusione della cultura dell’emergenza. Attraverso corsi gratuiti di rianimazione cardiopolmonare e utilizzo del defibrillatore (BLS-D), ha già formato oltre 15.000 operatori e donato più di 360 defibrillatori, contribuendo a rendere più sicuri impianti sportivi, scuole e luoghi pubblici.

La scelta di Casa Viola come location per l’evento non è casuale. Il centro sportivo, immerso nella Riserva Naturale di Monte Mario, è la sede della Boreale, società in cui lo stesso Edoardo Bove è cresciuto e di cui è recentemente diventato proprietario, avviando un ambizioso progetto di riqualificazione. Un luogo simbolo, quindi, che unisce la passione per lo sport all’impegno per la crescita dei giovani e della comunità, in perfetta sintonia con i valori promossi dall’iniziativa.

Dybala, un campione dal cuore d’oro

La partecipazione di Paulo Dybala non sorprende chi conosce la sua sensibilità verso le tematiche sociali. L’attaccante argentino è da sempre attivo nel campo della beneficenza e della solidarietà. Già in passato ha aderito a iniziative come Common Goal, devolvendo una parte del suo stipendio a progetti di impatto sociale, e ha creato una sua fondazione, la Fundación Sonrisa, per aiutare i bambini meno fortunati attraverso lo sport. La sua presenza al fianco di Bove è l’ennesima dimostrazione di come i grandi campioni possano utilizzare la propria popolarità per veicolare messaggi positivi e contribuire a un cambiamento concreto nella società.

L’amicizia che lega i due calciatori giallorossi ha reso ancora più speciale questa giornata di formazione e solidarietà. Un’alleanza vincente, dentro e fuori dal campo, che ci ricorda come lo sport, nella sua accezione più nobile, sia uno straordinario strumento di crescita personale e collettiva, capace di unire le persone e promuovere valori universali come la solidarietà, la responsabilità e il rispetto per la vita.

Di nike

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