Milano – “Sul Mercosur lo dico chiaro, l’unica cosa che noi abbiamo chiesto è che ci siano regole di reciprocità. È ovvio il Mercosur è un’opportunità, ci mancherebbe altro”. Con queste parole nette e dirette, il Ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, ha delineato la posizione del governo italiano sul controverso accordo di libero scambio tra Unione Europea e i paesi del blocco sudamericano (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay). L’intervento si è tenuto oggi a Milano, nel prestigioso contesto della Conferenza dell’Export e dell’internazionalizzazione delle imprese, un appuntamento chiave per il futuro del Made in Italy sui mercati globali.

Il Nodo della Reciprocità: Tutelare il “Sistema Italia”

Il cuore del messaggio del Ministro Lollobrigida è ruotato attorno a un concetto fondamentale: la reciprocità. L’accordo, pur rappresentando un’indubbia opportunità per le imprese esportatrici italiane, non può e non deve trasformarsi in una forma di concorrenza sleale ai danni degli agricoltori e produttori nazionali ed europei. “Quello che viene imposto ai nostri produttori europei, che a nostro avviso è corretto, deve essere anche garantito sui prodotti che arrivano”, ha specificato il Ministro a margine dell’evento. Il riferimento è agli stringenti standard europei in materia di diritti dei lavoratori, utilizzo di fitofarmaci e antibiotici, benessere animale e sicurezza alimentare, costi che le aziende europee sostengono per garantire prodotti di alta qualità e sicuri per i consumatori.

La preoccupazione, condivisa da diverse associazioni di categoria come Coldiretti, è che l’apertura al mercato sudamericano, senza l’imposizione delle medesime regole, possa portare a un’invasione di prodotti a basso costo, realizzati con standard inferiori a quelli richiesti in UE. Questo creerebbe una disparità competitiva insostenibile per il settore agroalimentare italiano. Lollobrigida ha definito l’accordo attuale come “un buon accordo”, che però “può diventare ottimo se dopo 25 anni si riesce a fare un passo definitivo sulla reciprocità”. L’Italia, quindi, si pone come mediatrice per “trasformare un potenziale buon accordo in un ottimo accordo che garantisca ogni settore produttivo”.

Un’Europa Divisa e il Ruolo dell’Italia

Il Ministro ha anche evidenziato una “frattura all’interno dell’Europa” sulla questione Mercosur, con nazioni importanti come Francia, Polonia, Austria e Irlanda che si mostrano attualmente contrarie alla ratifica. In questo scenario complesso, l’Italia si candida a svolgere un ruolo pragmatico e di ricomposizione, con l’obiettivo di rafforzare l’Europa attraverso un’intesa equa e bilanciata. Anche la Premier Giorgia Meloni ha recentemente definito “prematuro” firmare l’accordo, sottolineando la necessità di perfezionare le misure a tutela del settore agricolo e di discuterle con gli operatori del settore.

L’accordo UE-Mercosur, negoziato per oltre vent’anni, creerebbe una delle più grandi aree di libero scambio al mondo, con oltre 750 milioni di consumatori. Le stime parlano di un potenziale aumento significativo delle esportazioni europee, con l’Italia che potrebbe essere tra i maggiori beneficiari. Tuttavia, le preoccupazioni per l’agricoltura e per la protezione delle Indicazioni Geografiche (IG) dai fenomeni di “italian sounding” restano un punto critico.

L’Unità Nazionale: il Successo della Cucina Italiana Patrimonio UNESCO

Accanto alla complessa partita diplomatica sul Mercosur, il Ministro Lollobrigida ha voluto celebrare un importante successo per il Paese: il recente riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO. “Il lavoro comune del sistema Italia sulla candidatura a patrimonio dell’Unesco della cucina italiana è una dimostrazione”, ha affermato con orgoglio. Questo traguardo, secondo il Ministro, è l’emblema di come, “quando l’Italia si muove a sistema, quando l’Italia si muove insieme, non ce n’è per nessuno”.

Lollobrigida ha raccontato di aver consegnato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il simbolo della candidatura, sottolineando come questa “vittoria non è una vittoria di parte, è una vittoria di tutti”. Il riconoscimento UNESCO non è solo un omaggio alla tradizione gastronomica, ma rappresenta un valore aggiunto per l’intera filiera agroalimentare, uno strumento di promozione del Made in Italy e un baluardo contro la contraffazione. È la celebrazione di un “rito collettivo”, un insieme di pratiche sociali e abitudini che fanno del cibo un elemento culturale e identitario per il popolo italiano.

In conclusione, l’intervento del Ministro Lollobrigida a Milano ha toccato due corde cruciali per l’economia e l’identità nazionale: da un lato, la ferma difesa degli interessi produttivi italiani nell’arena del commercio globale; dall’altro, l’esaltazione di un patrimonio culturale che unisce il Paese e ne proietta l’eccellenza nel mondo. Un messaggio di pragmatismo e orgoglio, che riassume la sfida dell’Italia contemporanea: competere a livello internazionale senza mai rinunciare alla propria unicità e qualità. “Parliamo e festeggiamo ogni tanto la consapevolezza che la nostra bella Italia può non essere prima, ma non è seconda davvero a nessuno”, ha concluso il Ministro.

Di atlante

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