Berlino è diventata il fulcro di un’intensa attività diplomatica nel tentativo di porre fine alla guerra in Ucraina. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha partecipato a un vertice di alto livello con i principali leader europei e, in un sviluppo significativo, con gli inviati speciali degli Stati Uniti, Steve Witkoff e Jared Kushner. Al centro dei colloqui, durati diverse ore, un piano di pace in 20 punti e la definizione di “robuste garanzie di sicurezza” per Kiev.
Un Vertice Multilaterale per una Pace “Giusta e Duratura”
L’incontro, ospitato dal Cancelliere tedesco Friedrich Merz, ha visto la partecipazione di figure chiave dello scacchiere europeo, tra cui la Presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer, oltre ai vertici di Unione Europea e NATO. La presenza della delegazione americana, composta da Witkoff, inviato speciale del presidente Trump, e Kushner, suo genero e consigliere, ha sottolineato la crescente urgenza di Washington nel voler mediare una soluzione al conflitto. I leader europei, in una dichiarazione congiunta, hanno accolto con favore i “significativi progressi” compiuti e hanno concordato di lavorare a stretto contatto con Washington e Kiev per raggiungere una “pace duratura che preservi la sovranità dell’Ucraina e la sicurezza europea”.
Le discussioni si sono concentrate su un piano di pace rivisto, originariamente proposto dagli Stati Uniti, che è stato oggetto di negoziati con il contributo di Kiev e delle capitali europee. Secondo quanto emerso, i colloqui hanno prodotto “progressi reali”, come dichiarato dal capo negoziatore ucraino Rustem Umerov, sebbene permangano divergenze su questioni territoriali cruciali.
I Punti Chiave della Negoziazione: Sicurezza e Territorio
Uno dei temi più complessi sul tavolo è stato quello delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Kiev cerca assicurazioni legalmente vincolanti, simili a quelle offerte ai membri della NATO, per prevenire future aggressioni. In questo contesto, Zelensky si è detto pronto a considerare la rinuncia all’adesione alla NATO in cambio di tali garanzie. Gli Stati Uniti avrebbero offerto “robuste” garanzie di sicurezza, in linea con i principi dell’Articolo 5 del Trattato NATO, un’offerta che però potrebbe non rimanere sul tavolo a tempo indeterminato.
Il nodo più difficile da sciogliere resta la questione dei territori, in particolare il controllo della regione del Donbas, in gran parte occupata dalle forze russe. Zelensky ha respinto con forza l’idea, avanzata dagli Stati Uniti, di creare una zona economica demilitarizzata nel Donbas, definendola una soluzione ingiusta e impraticabile. Il presidente ucraino ha ribadito che qualsiasi decisione su concessioni territoriali spetta esclusivamente al popolo ucraino, possibilmente attraverso un referendum.
Il Ruolo Anomalo di Kushner e Witkoff
La presenza di Jared Kushner e Steve Witkoff, entrambi imprenditori immobiliari senza un background formale nella diplomazia, ha suscitato interesse e interrogativi. Inviati dal presidente Trump, il loro coinvolgimento evidenzia una strategia che privilegia canali non convenzionali e relazioni personali per sbloccare complesse trattative internazionali. Kushner, in particolare, ha aggiunto una dimensione economica ai negoziati, affiancandola a quella prettamente legata alla sicurezza. Il loro operato si inserisce in una zona grigia dove affari, politica e diplomazia si intrecciano, un approccio distintivo dell’amministrazione Trump.
Prospettive Future e Reazioni Internazionali
Nonostante l’ottimismo cauto espresso da più parti, con lo stesso Kushner che ha parlato di “molti progressi”, la strada verso un accordo definitivo appare ancora complessa. Il Cremlino ha mantenuto una posizione attendista, affermando di aspettarsi aggiornamenti dalla parte statunitense e ribadendo che la non adesione dell’Ucraina alla NATO è una condizione fondamentale per qualsiasi accordo.
Il vertice di Berlino ha segnato la prima volta in cui rappresentanti di Ucraina, Stati Uniti, Unione Europea e NATO si sono seduti allo stesso tavolo per discutere congiuntamente una potenziale soluzione al conflitto. I leader europei hanno anche proposto la creazione di una “forza multinazionale” a guida europea, con il supporto degli Stati Uniti, per garantire l’applicazione di un eventuale accordo di pace. I colloqui, descritti come “costruttivi e produttivi”, proseguiranno, con la speranza di poter raggiungere una comprensione completa entro la fine dell’anno.
