Euforia sui Listini Europei, Milano Veste la Maglia Rosa

Una ventata di ottimismo ha soffiato sui mercati finanziari del Vecchio Continente, che hanno archiviato una seduta decisamente positiva, in scia all’apertura incoraggiante di Wall Street. A catalizzare la fiducia degli investitori sono state le indicazioni macroeconomiche provenienti dalla Federal Reserve, che ha dipinto un quadro roseo per l’economia statunitense nel 2026. Questo ha innescato un’ondata di acquisti che ha premiato in particolare il settore bancario e quello del lusso, due comparti chiave per le economie europee.

L’indice paneuropeo STOXX 600 ha chiuso con un progresso dello 0,7%, ma è stata Piazza Affari a distinguersi come la migliore d’Europa. L’indice FTSE MIB di Milano ha infatti registrato un balzo dell’1,5%, dimostrando una notevole forza relativa. Positive anche le altre principali piazze finanziarie: Parigi e Madrid hanno guadagnato l’1%, seguite da Londra (+0,9%) e da una più cauta Francoforte (+0,3%).

Settori in Movimento e l’Andamento delle Materie Prime

A livello settoriale, si è notata una buona performance del comparto energetico (+0,8%), che è riuscito a crescere nonostante un calo generalizzato dei prezzi del greggio. Bene anche le utility, che hanno segnato un +0,7%. Sul fronte delle materie prime, il petrolio ha invece imboccato la via del ribasso: il WTI è sceso dello 0,7% a 57,04 dollari al barile, mentre il Brent ha perso lo 0,5% attestandosi a 60,80 dollari. In calo anche il prezzo del gas (-0,3% a 27,59 euro al MWh). L’oro, bene rifugio per eccellenza, ha subito una lieve flessione dello 0,3% a 4.324 dollari l’oncia, un movimento che tipicamente accompagna una maggiore propensione al rischio da parte degli investitori.

Sul mercato valutario, l’euro ha mostrato i muscoli contro il dollaro, salendo a quota 1,1758. Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, i rendimenti dei titoli di Stato hanno registrato un leggero calo. Lo spread tra BTP decennali italiani e Bund tedeschi è rimasto stabile a 67 punti base, con il rendimento del titolo italiano al 3,51% e quello tedesco al 2,83%, segnale di una relativa tranquillità sul debito sovrano del nostro Paese.

Piazza Affari: la Juventus Spicca il Volo, Banche Toniche

La protagonista indiscussa della seduta milanese è stata la Juventus FC. Il titolo del club bianconero ha chiuso con un’impennata del 14,9%. A scatenare questa corsa all’acquisto è stata la decisione del Consiglio di Amministrazione di Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann che detiene il 65,4% del club, di respingere all’unanimità un’offerta non sollecitata presentata da Tether Investments. Quest’ultima, che già possiede l’11,5% della Juventus, aveva messo sul piatto 2,66 euro per azione, con un premio del 21% rispetto alla chiusura di venerdì, per un valore complessivo di circa 1,1 miliardi di euro per il 100% della società. Il secco “no” di Exor è stato interpretato dal mercato come una ferma volontà di non cedere il controllo e di continuare a valorizzare l’asset, infiammando la speculazione.

Il sentiment positivo ha contagiato anche il settore bancario. Monte dei Paschi di Siena (MPS) ha messo a segno un robusto +2,8%, in un periodo caratterizzato dalle complesse operazioni legate all’integrazione con Mediobanca (+1%). Tra gli altri titoli da segnalare, ottima performance per Prysmian (+2,3%), che ha beneficiato dell’aumento del target price da parte degli analisti di Jefferies, e per Tim (+2,1%). In controtendenza, invece, Diasorin (-1,4%) e Campari (-1,1%), che hanno chiuso la seduta in territorio negativo.

Di atlante

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