Un gesto di profonda generosità e solidarietà ha illuminato il mondo accademico pavese. Una coppia di coniugi bergamaschi ha donato 25mila euro all’Università di Pavia, una somma destinata a sostenere il percorso di studi di giovani palestinesi. Questa donazione si inserisce in un contesto più ampio di iniziative volte a garantire il diritto allo studio a chi proviene da aree di conflitto, rappresentando un ponte di speranza e un investimento nel futuro.

Il Progetto IUPALS: un corridoio accademico per la Palestina

La donazione andrà a finanziare le borse di studio del progetto “Italian Universities for Palestinian Students” (Iupals), promosso dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI). Questa iniziativa, che vede la collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero dell’Università e della Ricerca e del Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme, ha l’obiettivo di creare dei veri e propri corridoi accademici. Attraverso l’erogazione di borse di studio, si permette a studenti residenti nei Territori Palestinesi di frequentare corsi di laurea e master negli atenei italiani, offrendo loro non solo un’istruzione di alta qualità, ma anche un ambiente sicuro e stimolante in cui crescere.

L’Università di Pavia è da tempo in prima linea nell’accoglienza e nel sostegno a studenti internazionali, e questa donazione rafforza ulteriormente il suo impegno. L’ateneo pavese ha infatti ammesso ai propri corsi dieci studenti palestinesi, sette dei quali già beneficiari di borse di studio.

La donazione: da una a due borse di studio

Inizialmente, l’intenzione della coppia bergamasca era quella di finanziare una singola borsa di studio. Tuttavia, in accordo con il nuovo rettore dell’Università di Pavia, il professor Alessandro Reali, si è deciso di suddividere la somma per permettere a due studenti di beneficiare di questa opportunità. I fondi copriranno le spese di alloggio e parte delle spese vive, garantendo ai giovani un sostegno concreto per il loro percorso accademico e di vita in Italia.

Le due borse di studio sono già state assegnate a due dei quattro studenti palestinesi arrivati a Pavia il 26 novembre scorso, grazie all’ultima evacuazione da Gaza. I due giovani frequenteranno i corsi di laurea magistrale in lingua inglese in “Computer Engineering” ed “Economics, Development and Innovation”. Si tratta di percorsi di studio di grande rilevanza strategica, che forniranno competenze fondamentali per la futura ricostruzione e lo sviluppo della Palestina.

Le parole del Rettore: “Libertà e speranza”

Il rettore Alessandro Reali ha espresso profonda gratitudine per il gesto della coppia bergamasca, sottolineandone il grande valore simbolico. “Come abbiamo ricordato in occasione dell’arrivo dei primi studenti palestinesi a Pavia“, ha dichiarato il Rettore, “un valore assolutamente fondamentale per l’Università è la libertà: di insegnamento, di ricerca, di pensiero, di parola e di confronto, sempre nel rispetto reciproco“. Ha poi aggiunto: “Non possiamo che ringraziare i donatori di questa doppia borsa di studio per il loro gesto generoso e significativo, che supera confini geografici e culturali per restituire ciò che di più prezioso esiste: la speranza“.

Le parole del Rettore evidenziano la missione dell’università non solo come luogo di formazione, ma anche come faro di valori universali. In un mondo segnato da conflitti e divisioni, l’istruzione e la cooperazione internazionale rappresentano strumenti potenti per costruire ponti e promuovere un futuro di pace. “In Europa come in Palestina“, ha concluso Reali, “c’è bisogno di giovani preparati, capaci di contribuire alla ricostruzione mettendo a frutto conoscenze e competenze maturate anche grazie a programmi di mobilità, di cooperazione e di solidarietà internazionale“.

Un impegno che continua

L’iniziativa della coppia bergamasca non è un caso isolato. L’Università di Pavia ha recentemente lanciato una campagna di crowdfunding per sostenere ulteriori percorsi formativi dedicati ai giovani palestinesi. Questo dimostra un impegno continuo e una sensibilità diffusa verso la necessità di offrire opportunità concrete a chi vive in condizioni di estrema difficoltà. L’accoglienza di studenti e ricercatori palestinesi a Pavia è il risultato di una rete virtuosa che coinvolge istituzioni, associazioni e privati cittadini, uniti nell’obiettivo comune di promuovere la pace attraverso la cultura e la conoscenza.

Di veritas

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