NEW YORK – Compiono cento anni le gambe più celebri del teatro mondiale. Un secolo di calci alti, sincronia perfetta e sorrisi smaglianti che hanno definito un’icona indelebile dello spettacolo americano: le Rockettes. Dal loro arrivo puntuale ogni novembre al Radio City Music Hall di New York, queste straordinarie ballerine incantano milioni di spettatori con il loro Radio City Christmas Spectacular, un appuntamento che per molti segna l’inizio ufficiale del periodo natalizio nella Grande Mela. Ma la loro storia, che oggi celebriamo, affonda le radici ben lontano dai neon di Broadway, in un viaggio lungo cento anni che ha attraversato l’evoluzione culturale e sociale degli Stati Uniti.

Dalle “Missouri Rockets” al mito di Broadway

La genesi delle Rockettes risale al 1925, a St. Louis, Missouri, a circa 1.600 chilometri da New York. Fu qui che il coreografo Russell Markert, affascinato dalla precisione delle Tiller Girls, un gruppo di danza britannico che aveva ammirato nello show Ziegfeld Follies, decise di creare una sua versione americana. Il suo obiettivo era ambizioso: “Se mai avessi la possibilità di mettere insieme un gruppo di ragazze americane più alte, con gambe più lunghe e capaci di eseguire routine di tip tap complesse e calci all’altezza degli occhi… lascerebbero tutti a bocca aperta”. Così nacquero le “Missouri Rockets”, un gruppo iniziale di 16 ballerine.

Il loro talento non passò inosservato. L’impresario Samuel “Roxy” Rothafel le notò e le portò a New York per esibirsi nel suo Roxy Theatre. Qui, il loro nome fu cambiato in “Roxyettes”. La consacrazione definitiva avvenne nel dicembre del 1932, quando approdarono sul palco del neonato Radio City Music Hall, il più grande teatro al coperto del mondo, assumendo il nome che le avrebbe rese leggendarie: le Radio City Rockettes.

La fisica della perfezione: numeri e curiosità di uno show iconico

Dietro l’apparente leggerezza delle loro performance si cela una disciplina ferrea e una preparazione atletica di altissimo livello. Ogni Rockette deve padroneggiare diverse discipline, tra cui tap, danza moderna, jazz e balletto. La loro giornata è scandita da allenamenti intensi che le portano a eseguire fino a 650 calci al giorno, con una media di oltre 160 per ogni spettacolo. Oggi il corpo di ballo conta circa 80-84 ballerine, divise in due cast da 36 artiste che si alternano sul palco, più le “swing” pronte a subentrare.

I requisiti fisici sono sempre stati un marchio di fabbrica: l’altezza, per creare l’illusione ottica di uniformità, deve essere compresa tra circa 1,67 m e 1,78 m (in passato i parametri erano diversi e più restrittivi). Curiosamente, sono le stesse ballerine a occuparsi del proprio trucco e acconciatura, sfoggiando l’iconico rossetto rosso. Lo sforzo produttivo è immenso: oltre mille costumi e paia di scarpe vengono utilizzati durante la stagione, richiedendo circa 350 carichi di lavatrice a settimana. E se vi siete mai chiesti come ogni passo di tip tap sia così nitido, il segreto è tecnologico: le loro scarpe sono microfonate per garantire che il suono arrivi cristallino a ogni spettatore.

  • Coreografie storiche: Due numeri, “Parade of the Wooden Soldiers” e “The Living Nativity”, sono rimasti pressoché invariati sin dal debutto dello show nel 1933, diventando dei classici intramontabili.
  • Un impegno che va oltre il palco: Durante la Seconda Guerra Mondiale, le Rockettes furono tra le prime a offrirsi volontarie per intrattenere le truppe con la USO (United Service Organizations).
  • Salvatrici del loro teatro: Tra il 1978 e il 1979, guidarono una campagna per salvare il Radio City Music Hall dalla demolizione, contribuendo a farlo designare come sito di interesse storico.

Un secolo di evoluzione: lo specchio della società americana

La storia delle Rockettes è anche un riflesso delle trasformazioni della società americana. Per decenni, il corpo di ballo fu composto esclusivamente da ballerine bianche. Una barriera che iniziò a cadere solo nel 1985, con l’ingaggio di Setsuko Maruhashi, di origini giapponesi. Due anni dopo, nel 1987, fu la volta della prima ballerina afroamericana, Jennifer Jones. Un passo ancora più recente verso l’inclusività è stato compiuto nel 2019 con l’arrivo di Sydney Mesher, la prima ballerina con una disabilità visibile, essendo nata senza la mano sinistra.

Anche la loro partecipazione a eventi nazionali ha segnato momenti significativi. Oltre alla presenza fissa dal 1957 alla Macy’s Thanksgiving Day Parade, le Rockettes si sono esibite al Super Bowl del 1988 e a due cerimonie di insediamento presidenziale. Particolarmente discussa fu la loro partecipazione a quella di Donald Trump nel 2016, quando diverse ballerine scelsero di non esibirsi in segno di protesta, sollevando un dibattito nazionale sul ruolo degli artisti nella sfera politica.

La resilienza del gruppo è stata messa a dura prova anche dalla pandemia di Covid-19. Nel 2020, per la prima volta in quasi 90 anni, il Radio City Christmas Spectacular fu cancellato. La ripresa l’anno successivo fu interrotta bruscamente a causa di contagi all’interno del cast, a testimonianza delle sfide che anche un’istituzione così solida ha dovuto affrontare.

Celebrazioni del centenario e uno sguardo al futuro

Per celebrare questo storico traguardo dei 100 anni, la stagione 2025 del Christmas Spectacular si preannuncia ancora più speciale. Madison Square Garden Entertainment ha annunciato che lo show, in scena dal 6 novembre 2025 al 4 gennaio 2026, includerà attivazioni uniche per celebrare la storia e l’eredità delle ballerine. New York stessa rende omaggio alle sue icone: un tratto della Sixth Avenue, di fronte al Radio City Music Hall, è stato temporaneamente ribattezzato “Rockettes Way”. Lo spettacolo del centenario promette di fondere tradizione e innovazione, con l’introduzione di un nuovo sistema audio all’avanguardia modellato su quello della Sfera di Las Vegas, per un’esperienza ancora più immersiva.

Le Rockettes non sono solo un corpo di ballo; sono un simbolo di precisione, forza e sorellanza, come ha sottolineato la ballerina Hayden Helms: “Siamo rimaste fedeli a ciò che siamo… continuando a evolverci anno dopo anno. Per 100 anni, le donne si sono unite sul palco per esibirsi come una sola, ed è una rappresentazione potente di lavoro di squadra e dedizione”. Un’eredità che, a un secolo dalla sua nascita, continua a calcare con grazia e potenza il palcoscenico del futuro.

Di davinci

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