Una squadra che unisce competenza, visione territoriale e un forte orientamento alla crescita per guidare le piccole e medie imprese italiane nel prossimo quadriennio. Con queste premesse, il neoeletto presidente della Piccola Industria di Confindustria, Fausto Bianchi, ha ufficializzato la composizione del team che lo affiancherà fino al 2029. La nomina segna l’avvio di un nuovo percorso strategico per quella che Bianchi ha definito “l’architrave del sistema produttivo italiano”, con l’obiettivo di rafforzare la competitività delle PMI in un contesto globale sempre più complesso e sfidante.
Imprenditore di seconda generazione, 49 anni, Bianchi porta con sé una vasta esperienza sia nel settore privato, come guida del Gruppo Bianchi Assicurazioni e AD di Blue Shield Technology, sia nel sistema associativo confindustriale. La sua elezione, avvenuta come candidato unico, lo proietta anche nel ruolo di Vice Presidente di Confindustria, a fianco del presidente Emanuele Orsini, consolidando il presidio istituzionale dedicato al mondo delle piccole e medie imprese.
Una squadra per la crescita e le transizioni
“Ho scelto persone capaci di rappresentare le esigenze reali delle imprese e di interpretare le sfide e le transizioni in atto, in particolare quella generazionale, come leve per costruire il futuro”, ha dichiarato Bianchi. Il programma della sua presidenza pone al centro il tema della crescita dimensionale, un passaggio cruciale per il tessuto imprenditoriale italiano: “Da micro a piccole, da piccole a medie e auspicabilmente da medie a grandi”. Per raggiungere questo obiettivo, la squadra lavorerà per promuovere politiche industriali, fiscali ed energetiche caratterizzate da coerenza, semplicità e stabilità.
La nuova governance è composta da otto vicepresidenti con deleghe specifiche, pensate per coprire le aree strategiche più rilevanti per lo sviluppo delle PMI:
- Giammaria De Paulis: Persone, Formazione e Competenze
- Anna Del Sorbo: Unione Europea e rapporto con le Confindustrie Europee
- Luca Fiorini: Semplificazione normativa e amministrativa
- Mattia Macellari: Transizione digitale, Innovazione e Intelligenza artificiale
- Roberto Marti: Trasporti, Logistica e Infrastrutture
- Fausto Mazzali: Mercati Esteri e Rapporti internazionali
- Christian Ostet: Rapporti associativi e Organizzazione
- Filippo Sertorio: Credito, Finanza e Fisco
Deleghe strategiche per affrontare le sfide del futuro
A completare il vertice, sette consiglieri delegati avranno il compito di presidiare tematiche verticali di grande attualità e importanza strategica:
- Roberto Franchina: Politiche strategiche per il Mezzogiorno
- Gianluca Giordano: Operazioni straordinarie d’Impresa e Transizione generazionale
- Michele Da Col: Comunicazione, Marketing e Community
- Matteo Assolari: Business Continuity
- Cristiano Dionisi: Economia del Mare
- Renato Goretta: Aerospazio, Difesa e Sicurezza
- Gianni Tardini: Rapporto Scuola-Impresa
Questa struttura riflette una visione a 360 gradi delle necessità delle piccole imprese, dalla gestione delle risorse umane all’innovazione tecnologica, passando per l’accesso ai mercati internazionali e la sostenibilità finanziaria. Particolare attenzione è rivolta a temi come la transizione generazionale, cruciale per la continuità di molte aziende a carattere familiare, e le nuove frontiere dell’economia come la blue economy e l’aerospazio.
Le priorità del mandato di Bianchi
Nel suo discorso di insediamento, Fausto Bianchi ha sottolineato l’urgenza di accompagnare le imprese nelle grandi trasformazioni in atto, da quella digitale a quella ecologica. La presidenza si impegnerà a “presidiare con determinazione il confronto istituzionale” per portare, sia in Italia che in Europa, “una voce chiara sulle esigenze delle piccole e medie imprese”. L’obiettivo è creare un ecosistema favorevole che possa attrarre investimenti, trattenere i talenti e generare valore sui territori, come sottolineato da Bianchi in un recente incontro a Confindustria Ancona.
Con questa nuova squadra, Piccola Industria Confindustria si prepara ad affrontare un quadriennio decisivo, con la consapevolezza che il futuro dell’economia italiana dipenderà in larga parte dalla capacità delle sue piccole e medie imprese di innovare, crescere e competere sui mercati globali.
