Basilea – Un’insolita e potente euforia sta attraversando i mercati finanziari globali, spingendo due asset class tradizionalmente divergenti, le azioni statunitensi e l’oro, in quello che uno studio della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) ha definito un “territorio esplosivo”. Per la prima volta in almeno cinquant’anni, l’indice S&P 500 di Wall Street e il metallo prezioso mostrano un “comportamento esplosivo” simultaneo, alimentando un acceso dibattito sulla possibile formazione di una doppia bolla speculativa. Al centro di questa dinamica, secondo l’analisi pubblicata dalla “banca delle banche centrali”, vi sarebbe il ruolo sempre più preponderante degli investitori retail, i piccoli risparmiatori, attratti dai rendimenti crescenti e da un’intensa copertura mediatica.

Una Convergenza Anomala e Preoccupante

Storicamente, azioni e oro si muovono in direzioni opposte. Le prime prosperano in contesti di ottimismo economico e propensione al rischio, mentre il secondo è considerato il bene rifugio per eccellenza, ricercato nei momenti di incertezza e instabilità. Tuttavia, negli ultimi mesi, questa correlazione negativa si è infranta. Entrambi gli asset hanno registrato impennate significative, attirando “sostanziali flussi di denaro da parte degli investitori retail”, come sottolinea il documento della BRI. Questa convergenza anomala è il campanello d’allarme che ha spinto gli analisti a evocare lo spettro di una bolla.

Hyun Song Shin, Consigliere Economico e Capo del Dipartimento Monetario ed Economico della BRI, ha dichiarato che “l’oro si è comportato in modo molto diverso quest’anno rispetto ai suoi schemi abituali”, trasformandosi “molto di più in un asset speculativo”. Sebbene l’impulso iniziale del rally possa essere partito da investitori istituzionali alla ricerca di porti sicuri, l’entusiasmo è stato amplificato a dismisura dall’intervento dei piccoli risparmiatori.

Il Ruolo Chiave degli Investitori Retail

Lo studio della BRI pone un’enfasi particolare sul comportamento degli investitori retail. Attratti dalla “paura di perdere l’occasione” (FOMO – Fear Of Missing Out) e da narrazioni mediatiche che promettono guadagni facili, i piccoli risparmiatori si sono riversati su questi mercati. L’analisi dei flussi di fondi rivela che, mentre gli investitori istituzionali hanno ritirato capitali dalle azioni USA o mantenuto posizioni stabili sull’oro, i fondi retail hanno registrato notevoli afflussi. Questa divergenza di comportamento è un sintomo tipico delle fasi di euforia di mercato che spesso precedono le correzioni.

Una delle caratteristiche delle bolle, suggerisce lo studio, è proprio la crescente influenza dei piccoli risparmiatori, il cui comportamento tende a essere “gregario”. Questa propensione ad agire in massa, sia in acquisto che in vendita, può amplificare enormemente le oscillazioni dei prezzi, minacciando la stabilità complessiva del mercato. L’arrivo in forze del retail ha trasformato persino l’oro, tradizionalmente un asset stabile, in un prodotto più volatile e rischioso, anche grazie alla facilità di accesso offerta dagli ETF (Exchange-Traded Fund).

  • Comportamento da gregge: La tendenza dei piccoli investitori a seguire le mode del momento, acquistando quando i prezzi salgono e vendendo in preda al panico durante le discese.
  • Influenza mediatica: La copertura non specializzata su media generalisti ha acceso i riflettori su azioni e oro, attirando un pubblico non avvezzo alle dinamiche finanziarie complesse.
  • Accessibilità: La proliferazione di piattaforme di trading online e di strumenti come gli ETF ha reso più semplice per chiunque investire, anche senza una profonda conoscenza dei mercati.

I Precedenti Storici: Lezioni dal Passato

L’analisi della BRI non manca di richiamare i precedenti storici. Sia le azioni statunitensi che l’oro hanno già superato in passato soglie “esplosive”, e a queste fasi di euforia sono spesso seguite forti correzioni al ribasso. Vengono citati due esempi emblematici:

  1. La bolla dell’oro del 1980: Dopo una vertiginosa ascesa, il prezzo del metallo prezioso subì un crollo drastico.
  2. La bolla delle dot-com di fine anni ’90: L’euforia per i titoli tecnologici portò a valutazioni insostenibili, seguite da un crollo del mercato azionario nei primi anni 2000.

Sebbene ogni ciclo di mercato abbia le sue specificità, il pattern di un’ascesa rapida e accelerata, seguita da un crollo, è una costante che preoccupa i regolatori. La BRI avverte che, sebbene i tempi di una correzione siano incerti, “dopo la sua fase esplosiva, una bolla tipicamente scoppia con una correzione brusca e rapida”.

Un Dilemma per gli Investitori e i Regolatori

La situazione attuale pone un dilemma significativo. Da un lato, l’euforia dei mercati continua a generare rendimenti elevati. Dall’altro, i segnali di fragilità si accumulano, aumentando il rischio di perdite ingenti, soprattutto per i risparmiatori meno esperti. La domanda che si pongono gli analisti della BRI è cruciale: “Dove troverebbero rifugio gli investitori se sia le azioni che l’oro dovessero crollare contemporaneamente?”. La perdita della tradizionale funzione di bene rifugio dell’oro, trasformatosi in asset speculativo, elimina una delle principali ancore di salvezza in caso di tempesta sui mercati azionari.

Mentre il dibattito sulla sostenibilità di questi rialzi prosegue, l’avvertimento della Banca dei Regolamenti Internazionali invita alla massima prudenza. L’ingresso massiccio dei piccoli risparmiatori, se da un lato democratizza l’accesso alla finanza, dall’altro introduce un elemento di imprevedibilità e potenziale instabilità che non può essere ignorato.

Di atlante

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