Un doppio anniversario, un intreccio di storie che attraversano i secoli per incontrarsi in un oggetto che è ormai parte dell’anima delle case italiane: il Calendario di Frate Indovino. Nel 2026, l’almanacco più amato e diffuso d’Italia compie ottant’anni, un traguardo che coincide con una ricorrenza spirituale di portata universale: gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Un’edizione, dunque, che si preannuncia da collezione, un ponte ideale tra la saggezza popolare custodita tra le sue pagine dal 1946 e l’eredità immortale del Poverello di Assisi.

Una storia nata nel dopoguerra

La storia del Calendario di Frate Indovino affonda le sue radici in un’Italia ferita ma desiderosa di speranza. Fu nel 1945 che a padre Mariangelo da Cerqueto, al secolo Mario Budelli, venne l’idea di creare un almanacco da allegare al periodico “Voce Serafica” dei Cappuccini umbri. L’intento era semplice e potente: offrire una “buona parola per la vita di ogni giorno”, unendo previsioni meteorologiche, consigli per i campi, proverbi e un messaggio di fede. Quel primo esperimento, stampato in sole 2.000 copie, fu l’inizio di un successo editoriale inarrestabile, capace di entrare nel cuore e nelle abitudini di milioni di famiglie. Oggi, con oltre due milioni e mezzo di copie distribuite ogni anno, l’almanacco è un vero e proprio fenomeno culturale, un compagno fedele che scandisce il tempo domestico.

L’edizione 2026: un omaggio a “Sancto Francesco”

L’edizione 2026, intitolata “Sancto Francesco”, è un tributo al patrono d’Italia nell’ottavo centenario del suo “Transito”, il passaggio alla vita eterna. Le pagine del calendario saranno un viaggio alla riscoperta dei valori francescani, arricchite dai contributi di firme prestigiose che si uniscono alle voci dei frati della redazione. Tra queste spiccano:

  • Il messaggio di pace da Gerusalemme del Cardinale Pierbattista Pizzaballa.
  • I testi del predicatore cappuccino Raniero Cantalamessa.
  • Le riflessioni del poeta Davide Rondoni e del filosofo Marco Guzzi.
  • Un intervento di Monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi, che parlerà dei giovani Santi “Francesco, Chiara e Carlo Acutis”.

Non mancheranno, ovviamente, le rubriche storiche che hanno decretato il successo dell’almanacco, come Il Grillo Sparlante, i preziosi consigli per l’orto e la buona cucina, gli aforismi e la sapienza tratta dalle Sacre Scritture. Un format che, come sottolinea Paolo Friso, direttore della casa editrice, “mantiene la sua continuità nella memoria, rievocando nella forma e nell’estetica ricordi e odori che riportano indietro nel tempo”.

Frate Indovino approda in TV con Giacomo Campiotti

Per celebrare questo importante anniversario, la tradizione si sposa con il linguaggio contemporaneo. Frate Indovino torna infatti in televisione con una clip speciale firmata dal noto regista di cinema e fiction Giacomo Campiotti. Presentato in anteprima a “Più Libri Più Liberi”, lo spot vede la partecipazione di volti amati dal grande pubblico come Valeria Fabrizi, Ugo Piva e Valentina Ruggeri, affiancati dai frati cappuccini Carlo Maria Chistolini, Carmine Ranieri e Gabriele Pisano.

“Il calendario di Frate Indovino è una presenza costante nella mia vita”, ha raccontato Campiotti, spiegando di aver accettato con entusiasmo la proposta dei suoi amici frati. Anche per Valeria Fabrizi, l’almanacco è un punto di riferimento: “Avere in casa l’Almanacco di Frate Indovino è come avere una piccola Bibbia perché, quando arriva il calendario, io lo leggo quasi tutto”. Lo spot, che andrà in onda sulle principali reti nazionali durante il periodo natalizio, mira a raccontare la fedeltà e la continuità che questo calendario rappresenta nelle famiglie italiane.

Un’opera di carità e inclusione

Dietro il suo aspetto semplice e familiare, il Calendario di Frate Indovino è anche un potente strumento di carità. I proventi economici dell’attività editoriale sono interamente investiti in opere caritative e di evangelizzazione sostenute dai Frati Minori Cappuccini in Italia e nel mondo, come le missioni in Amazzonia. Inoltre, l’impegno sociale si manifesta attraverso la distribuzione gratuita nelle carceri e negli ospedali e con la realizzazione di una versione in Braille per i non vedenti, a testimonianza di un’attenzione costante verso i più fragili.

Con i suoi ottant’anni di storia, il Calendario di Frate Indovino si conferma molto più di un semplice almanacco. È un’istituzione, un custode della memoria collettiva e un messaggero di pace e speranza che, nel 2026, si fa portavoce dell’eredità universale di San Francesco, continuando a offrire, con immutata semplicità, “una buona parola” per ogni giorno dell’anno.

Di euterpe

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