Un vento di polemica sferza l’edizione di quest’anno di “Più libri più liberi”, la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria che si tiene presso La Nuvola di Roma. Al centro del dibattito, la presenza dello stand della casa editrice Passaggio al Bosco, il cui catalogo, secondo numerosi esponenti del mondo culturale, conterrebbe opere che esaltano figure e ideologie legate al nazifascismo. La questione ha innescato una profonda riflessione sui confini della libertà editoriale e sulla responsabilità culturale, dividendo autori, editori e l’opinione pubblica.

L’Appello del Mondo della Cultura

La controversia ha preso le mosse da una lettera aperta firmata da oltre ottanta tra scrittori, intellettuali, artisti e case editrici di primo piano nel panorama italiano. Nomi del calibro di Alessandro Barbero, Antonio Scurati, Zerocalcare, Carlo Ginzburg, Daria Bignardi e Caparezza hanno espresso la loro “sorpresa” e preoccupazione per l’inclusione di Passaggio al Bosco tra gli espositori. L’appello, indirizzato all’Associazione Italiana Editori (AIE), organizzatrice dell’evento, mette in discussione la compatibilità del catalogo dell’editore con i valori democratici e antifascisti che dovrebbero animare una manifestazione culturale di tale portata. I firmatari sostengono che non si tratti di semplici testi di analisi storica, ma di un “progetto apologetico” che glorifica figure come Léon Degrelle, fondatore della divisione vallona delle Waffen SS, e Corneliu Zelea Codreanu, leader del movimento fascista rumeno Guardia di Ferro.

La mobilitazione ha avuto conseguenze tangibili: il celebre fumettista Zerocalcare ha annunciato la sua decisione di non partecipare alla fiera, affermando di non voler condividere spazi con chi promuove ideologie naziste. A questa presa di posizione si sono unite altre defezioni importanti, tra cui quella del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e del giornalista Massimo Giannini, che hanno disertato l’evento in segno di protesta.

I Titoli al Centro della Polemica

Scorrendo il catalogo di Passaggio al Bosco, si trovano diversi titoli che hanno alimentato la polemica. Tra questi, opere che ripropongono gli scritti di figure storiche controverse e saggi che offrono una prospettiva revisionista su temi sensibili. Alcuni dei libri citati nel dibattito includono:

  • “Ernst Jünger” di Julius Evola
  • “Decima Flottiglia Mas” di J. Valerio Borghese
  • Opere su Corneliu Zelea Codreanu, definito interprete di “alte virtù”
  • Un pamphlet di Léon Degrelle, presentato come “impareggiabile contributo alla formazione dell’élite militante”
  • “Il razzismo contro i bianchi” di François Bouquet

Questi testi, secondo i critici, non si limitano a un’analisi storica ma promuovono attivamente un “pensiero identitario” che si radica in ideologie di estrema destra, in palese contrasto con i principi della Costituzione italiana.

La Posizione dell’Associazione Italiana Editori e le Reazioni

Di fronte a un’ondata di critiche così vasta, l’Associazione Italiana Editori (AIE) ha risposto attraverso le parole del suo presidente, Innocenzo Cipolletta. Pur condividendo le “sensibilità” espresse nell’appello, Cipolletta ha chiarito che Passaggio al Bosco non sarà esclusa dalla fiera. La motivazione risiede nei criteri di ammissione: la casa editrice ha regolarmente presentato domanda, risultando tra le prime, e ha sottoscritto, come tutti gli altri espositori, un regolamento che impegna ad aderire ai valori espressi nella Costituzione Italiana. L’AIE ha difeso la scelta in nome della libertà di edizione, sottolineando che spetterà ai lettori valutare i libri e alla magistratura vigilare sulla liceità dei contenuti, ricordando il divieto di apologia del fascismo vigente in Italia. Per stemperare le tensioni, l’associazione ha proposto di creare uno spazio di discussione all’interno della manifestazione per dibattere il tema.

Anche il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, è intervenuto sulla questione, sostenendo la posizione dell’AIE e affermando che la risposta più giusta non è la censura o l’assenza, ma il dibattito e la contestazione.

Un Clima Diviso: Proteste e Affluenza allo Stand

La decisione dell’AIE non ha placato gli animi. Diverse case editrici, tra cui Fandango, Bao Publishing e Sur, hanno organizzato una protesta simbolica, chiudendo i propri stand per trenta minuti in segno di dissenso. Ciononostante, la polemica sembra aver generato un effetto contrario a quello sperato dai promotori dell’appello. Lo stand di Passaggio al Bosco è risultato essere uno dei più visitati della fiera, con lunghe file di curiosi, sostenitori e critici. Il direttore della casa editrice, Marco Scatarzi, ha dichiarato di aver venduto quasi tutti i libri disponibili, sottolineando come molte persone, anche di sinistra, si siano avvicinate per solidarietà e per conoscere direttamente la loro proposta editoriale.

I responsabili di Passaggio al Bosco hanno scelto di non rilasciare dichiarazioni alla stampa durante la fiera, rimandando ogni commento a un comunicato ufficiale a conclusione dell’evento e affidando il loro pensiero a un post su Facebook in cui rivendicavano la legittimità della loro partecipazione.

La vicenda di Passaggio al Bosco a “Più libri più liberi” si configura quindi come un emblematico caso di studio sul complesso equilibrio tra la salvaguardia della libertà di espressione e la necessità di porre un argine a ideologie che si pongono in antitesi con i fondamenti democratici della nostra società. Un dibattito che, lungi dall’essere confinato tra gli stand di una fiera, interpella la coscienza culturale e civile dell’intero Paese.

Di euterpe

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