CITTÀ DEL VATICANO – Una serata che rimarrà impressa nella memoria Oltretevere, dove le note swing di Michael Bublé hanno incontrato la solennità dell’Aula Paolo VI e il sorriso di Papa Leone. Il “Concerto con i Poveri”, giunto alla sua sesta edizione, ha vissuto il suo momento più significativo con la partecipazione, per la prima volta, di un Pontefice. Un evento che non è stato solo un’esibizione musicale di altissimo livello, ma un gesto concreto di vicinanza e accoglienza verso duemila persone in difficoltà, invitate speciali nelle prime file per una serata di festa e condivisione.

Una Scelta Inedita nel Segno dell’Apertura

La presenza di Papa Leone ha segnato una netta discontinuità con i suoi predecessori. Se Papa Francesco, pur benedicendo l’iniziativa fin dalla sua nascita nel 2015, non aveva mai presenziato a questi eventi, ritenendoli lontani dal suo stile, e Benedetto XVI prediligeva appuntamenti di musica classica, Papa Leone ha abbracciato con entusiasmo l’energia di Michael Bublé. Una scelta che riflette una visione pastorale aperta al dialogo con la contemporaneità, capace di utilizzare linguaggi universali come la musica per raggiungere ogni cuore.

L’artista canadese, visibilmente emozionato, ha definito la serata come “il momento più importante della mia vita e della mia carriera”. La sua performance ha scaldato l’atmosfera, trasformando l’austera aula vaticana in un luogo di gioia contagiosa. Il repertorio ha sapientemente alternato i suoi grandi successi a classici natalizi, creando un ponte tra culture e generazioni.

  • Feeling Good: Un’apertura carica di energia, cover dell’iconico brano di Nina Simone.
  • Ave Maria di Schubert: Un momento di intensa spiritualità, un brano che, secondo indiscrezioni, sarebbe stato richiesto dallo stesso Pontefice.
  • Silent Night: Un classico intramontabile del Natale che ha unito in un unico coro l’intera platea.
  • Merry Christmas!: L’augurio finale di Bublé, accompagnato da un “God bless you!”, ha suscitato un cenno sornione e un applauso convinto da parte del Papa.

L’evento è stato arricchito dalla presenza del Coro della Diocesi di Roma e della Nova Opera Orchestra, diretti dal maestro Monsignor Marco Frisina, figura storica di questi appuntamenti. È stato proprio il coro a concludere la serata con una vibrante “Feliz Navidad”, un canto caro a Papa Leone fin dai tempi del suo missionariato in Perù, un toccante richiamo alle sue radici pastorali.

Le Parole del Pontefice: “La Musica, una Scala tra Terra e Cielo”

Al termine del concerto, Papa Leone ha preso la parola per offrire una profonda riflessione sul significato della musica. “Questa sera, mentre le melodie toccavano i nostri animi, abbiamo avvertito il valore inestimabile della musica: non un lusso per pochi, ma un dono divino accessibile a tutti”, ha esordito il Pontefice.

Nel suo discorso, ha descritto la musica come “un ponte che ci conduce a Dio”, una forza capace di elevare l’animo non per distrarre dalle difficoltà della vita, ma per ricordare la nostra vera identità di “figli amati da Dio”. Un messaggio di speranza che si è legato indissolubilmente all’imminente celebrazione del Natale.

“Il Vangelo stesso ci dice che mentre Gesù nasceva nella stalla di Betlemme, in cielo c’era un grande concerto di angeli!”, ha ricordato il Papa, sottolineando come la musica sia intrinseca alla celebrazione del Mistero dell’Incarnazione. L’invito finale è stato quello di prepararsi all’Avvento con un cuore “sveglio, attento agli altri, a chi ha bisogno”, pronto ad ascoltare quello che ha definito “il canto d’amore di Dio, che è Gesù Cristo”.

Un Gesto Concreto di Solidarietà

Il “Concerto con i Poveri” non è stato solo un evento artistico. Agli ospiti d’onore, invitati grazie alla collaborazione di numerose associazioni di volontariato come la Caritas e la Comunità di Sant’Egidio, è stata offerta una cena e distribuito un pacco natalizio. Un gesto tangibile che traduce in azione il messaggio di carità e accoglienza che ha pervaso l’intera serata, trasformando la bellezza dell’arte in un abbraccio fraterno per i più fragili.

Di veritas

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