PALERMO – Un lungo e caloroso applauso ha accolto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al suo ingresso al Teatro Massimo di Palermo, cuore pulsante della cerimonia di chiusura di “Palermo Capitale italiana del Volontariato 2025”. In un discorso denso di significato e riconoscenza, il Capo dello Stato ha reso omaggio all’esercito silenzioso dei volontari italiani, definendoli “veri e propri patrioti” e riconoscendo il loro impegno come un “patrimonio che accresce il patrimonio morale del Paese”. Un messaggio potente che, dalla Sicilia, si irradia a tutta la nazione, sottolineando il valore insostituibile della solidarietà come pilastro della nostra democrazia.

La cerimonia ha segnato la conclusione di un anno intenso per Palermo, un periodo in cui la città ha messo in mostra la forza della sua rete solidale, composta da circa 2.430 enti del Terzo Settore. L’evento ha visto anche il passaggio ufficiale di testimone a Modena, designata Capitale italiana del Volontariato per il 2026.

Il Discorso del Presidente: Dati, Valori e Costituzione

Rivolgendosi a una platea composta da istituzioni, rappresentanti del Terzo Settore e numerosi volontari, il Presidente Mattarella ha voluto innanzitutto zittire “qualche scettico” con la forza dei numeri. Citando dati recenti dell’Istat, ha ricordato che in Italia quasi 5 milioni di persone, oltre il 9% della popolazione, dedicano ogni anno 84 milioni di ore del proprio tempo agli altri. “Anche soltanto in termini economici rappresenta un patrimonio impressionante. Un patrimonio basato sulla gratuità”, ha sottolineato Mattarella, evidenziando come questo impegno rifletta una comunità “non ripiegata su sé stessa, ma che sviluppa e pone in pratica valori di coesione sociale”.

Il Capo dello Stato ha poi elevato il dibattito, legando indissolubilmente l’azione del volontariato ai principi fondamentali della nostra Repubblica. Ha descritto il volontariato come “protagonista nell’attuazione dei principi della Costituzione, innanzitutto partecipazione e solidarietà”. Non un semplice “pronto soccorso” per le emergenze, sebbene fondamentale in contesti come l’operato della Protezione Civile, ma una forza che “accompagna e offre significato alla quotidianità delle persone”.

Un “Antidoto Prodigioso” contro le Paure Sociali

Uno dei passaggi più incisivi del discorso presidenziale è stato quello in cui ha definito il volontariato un “antidoto prodigioso”. In un’epoca segnata da incertezze e paure, spesso alimentate da “tossine messe in circolo ingannevolmente”, il volontariato si erge a baluardo. Queste “tossine”, ha spiegato Mattarella, sono “le indifferenze che non condannano la sopraffazione, la violenza, l’illegalità, l’allontanamento dalle ragioni della convivenza civile”. Fenomeni che “oscurano il futuro” e ai quali il volontariato si oppone con i fatti, dando “corpo alla speranza”.

Secondo il Presidente, il volontariato si rifiuta di accettare che l’antropologia prevalente sia “l’entropia dell’individualismo”. È, al contrario, una “leva possente per dare vicinanza, calore umano, fraternità” e per dare un senso profondo alle relazioni sociali, con un’attenzione speciale per le condizioni di fragilità.

Palestra di Democrazia e Lascito di un Anno Capitale

Il volontariato, ha insistito Mattarella, è una “palestra di democrazia concreta, che può immettere forza vitale nelle istituzioni”. Un concetto che rafforza l’idea del Terzo Settore non come un attore sussidiario, ma come una componente essenziale e dinamica della vita democratica del Paese.

L’anno di Palermo Capitale è stato la dimostrazione pratica di questa visione. Le numerose iniziative hanno contribuito, come sottolineato dal Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, a contrastare povertà ed emarginazione e a promuovere la crescita delle comunità. L’evento di chiusura è stato anche l’occasione per ascoltare le testimonianze di giovani volontarie come Chiara Runfolo, Alfiere della Repubblica, e Matilda Guagliardito, che hanno simboleggiato il futuro e la vitalità del movimento. La consegna al Presidente di una targa con il logo ‘WeCare Palermo’ ha suggellato l’impegno della città e dei suoi giovani.

Con il passaggio di consegne a Modena, l’esperienza di Palermo non si conclude, ma si trasforma in un lascito di buone pratiche e rinnovata consapevolezza, dimostrando come la solidarietà sia un motore di cambiamento inarrestabile per tutta la comunità.

Di veritas

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