Milano – Cala il sipario su un’era in Piazzetta Cuccia. Mediobanca ha ufficializzato di aver raggiunto un accordo per la risoluzione dei rapporti di lavoro con due delle sue figure più iconiche: l’ex Amministratore Delegato Alberto Nagel e il Direttore Generale Francesco Saverio Vinci. La notizia, diffusa tramite una nota ufficiale, pone fine a settimane di trattative e segna un punto di svolta decisivo per la storica banca d’affari italiana, aprendo formalmente la strada a una nuova governance.
Gli accordi, sottoscritti il 4 dicembre 2025, sono stati approvati dal Consiglio di Amministrazione il primo dicembre, seguendo un iter rigoroso che ha coinvolto il comitato remunerazioni e il collegio sindacale, nel pieno rispetto delle normative interne ed esterne, inclusa quella sulle operazioni con parti correlate.
I dettagli economici dell’accordo
L’intesa economica raggiunta tra Mediobanca e i suoi due storici manager è di assoluto rilievo. Le cifre, tutte da intendersi al lordo, sono state definite nel dettaglio:
- Ad Alberto Nagel è stato riconosciuto un importo di 4.300.000 euro a titolo di indennità, comprensiva del corrispettivo per le rinunce connesse sia al rapporto di lavoro che alle cariche sociali ricoperte.
- A Francesco Saverio Vinci è stato attribuito un importo di 4.625.000 euro, anch’esso a copertura della cessazione del rapporto e delle relative rinunce.
A queste cifre si sommano gli importi relativi ai patti di non concorrenza, non sollecitazione e non storno, un elemento che era stato al centro delle negoziazioni per evitare che le competenze strategiche dei due manager potessero essere messe a disposizione di diretti competitor.
- Per Alberto Nagel, è previsto un compenso aggiuntivo di 700.000 euro lordi per un vincolo di durata variabile tra i sei e i dodici mesi.
- Per Francesco Saverio Vinci, l’impegno di non concorrenza avrà una durata di tre mesi e un corrispettivo di 375.000 euro lordi.
Sommando le indennità e i patti di non concorrenza, il costo complessivo dell’operazione per Mediobanca supera i 10 milioni di euro. È importante sottolineare, come precisa la nota della banca, che restano invariati i diritti retributivi già maturati dai due manager nell’ambito dei precedenti piani di incentivazione.
Un cambio al vertice che segna una svolta
L’uscita di Nagel e Vinci non è un fulmine a ciel sereno, ma la conclusione di un processo di cambiamento negli equilibri azionari di Mediobanca. La fine dell’era Nagel, alla guida dell’istituto per quasi due decenni, è maturata in seguito a una trasformazione dell’assetto proprietario, che ha visto l’ascesa di nuovi soci di peso. Questo ha portato a un rinnovamento del Consiglio di Amministrazione e alla nomina di nuove figure apicali, con Alessandro Melzi d’Eril nel ruolo di Amministratore Delegato e Vittorio Grilli alla presidenza.
Alberto Nagel, entrato in Mediobanca nel 1991, ha guidato l’istituto attraverso fasi complesse del mercato finanziario, dalla crisi del 2008 a quella dei debiti sovrani, riuscendo a distribuire ingenti dividendi agli azionisti e a rafforzare i ricavi del gruppo. La sua gestione è stata caratterizzata da una profonda trasformazione della banca, che da salotto buono della finanza italiana si è evoluta in un gruppo finanziario diversificato e internazionale. Francesco Saverio Vinci, in Mediobanca dal 1987, è stato per anni il suo braccio destro, una figura chiave nella gestione operativa del gruppo.
Il futuro di Mediobanca
Con la formalizzazione dell’uscita di Nagel e Vinci, Mediobanca si proietta verso un nuovo capitolo della sua storia. La nuova leadership dovrà affrontare sfide importanti, tra cui la gestione della strategica partecipazione in Generali e il consolidamento delle aree di business a maggior crescita, come il wealth management. Il mercato e gli analisti osservano con attenzione le prossime mosse del nuovo vertice, per comprendere quale sarà la direzione strategica che l’istituto di Piazzetta Cuccia intenderà perseguire in un contesto economico e finanziario in continua evoluzione.
