Una data da cerchiare in rosso sui calendari degli amanti della cultura, un momento destinato a rimanere impresso negli annali della storia del teatro lirico. Sabato 6 dicembre 2025, il prestigioso Teatro di San Carlo di Napoli inaugura la sua Stagione d’Opera 2025/2026 con un evento senza precedenti: la prima rappresentazione assoluta della Medea di Luigi Cherubini. Un titolo fondamentale nel passaggio tra Classicismo e Romanticismo, ammirato persino da Beethoven per il suo rigore formale e la sua dirompente tensione drammatica, che per la prima volta calcherà le scene del Massimo partenopeo.

Questa nuova e audace produzione del Teatro di San Carlo, presentata nella versione italiana di Carlo Zangarini su libretto originale di François-Benoît Hoffmann, è affidata alla visione registica di Mario Martone, figura di spicco del panorama teatrale e cinematografico italiano. Un nome che promette una lettura profonda e contemporanea del mito eterno della maga della Colchide, tradita e assetata di una vendetta che la consumerà fino alle più estreme conseguenze.

Una Produzione Stellare per un Debutto Storico

A dare voce e anima alla terribile e tormentata Medea sarà il soprano statunitense Sondra Radvanovsky, artista acclamata a livello mondiale e considerata una delle interpreti di riferimento per questo ruolo. Per la Radvanovsky, già applauditissima alla Metropolitan Opera di New York, si tratta del debutto italiano nei panni della protagonista, un’occasione imperdibile per il pubblico di ammirare la sua “lettura definitiva” del personaggio, capace di unire una tecnica vocale impeccabile a un’intelligenza drammatica che scava nelle pieghe più oscure dell’animo umano.

Sul podio, a guidare con maestria l’Orchestra e il Coro del Teatro di San Carlo (quest’ultimo preparato da Fabrizio Cassi), ci sarà il Maestro Riccardo Frizza. “Nel Novecento Medea si è praticamente incarnata in Maria Callas, diventando leggenda vocale, interpretativa e sociale”, ha dichiarato Frizza, sottolineando l’importanza storica dell’evento. “Incredibilmente l’opera non è mai stata rappresentata al San Carlo: per questo sono onorato di rompere un tabù facendo qualcosa di storicamente importante per questo teatro che amo profondamente”.

Il cast si completa con un parterre di artisti di primo livello:

  • Anita Rachvelishvili interpreterà Néris, la fedele e dolente confidente di Medea.
  • Il ruolo dell’argonauta Giasone sarà sostenuto da due tenori di fama: Francesco Demuro (per le recite del 6, 10 e 13 dicembre) e Giorgio Berrugi (per la replica finale del 16).
  • Giorgi Manoshvili vestirà i panni di Creonte, re di Corinto.
  • La giovane rivale in amore, Glauce, sarà interpretata da Désirée Giove, allieva dell’Accademia del Teatro di San Carlo, affiancata dalle ex allieve Maria Knihnytska e Anastasiia Sagaidak come ancelle.

La Visione di Mario Martone: “Corinto Siamo Noi”

Il regista Mario Martone, che cura anche lo spazio scenico, promette un allestimento immersivo e potente, capace di abbattere la tradizionale quarta parete per coinvolgere il pubblico in un’esperienza totale. “Come sempre quando affronto una tragedia greca, anche per questa Medea metto in crisi l’idea di spazio tradizionale”, ha affermato Martone. “Il San Carlo viene utilizzato in tutta la sua profondità, dalla platea al palcoscenico. Non si tratta soltanto di un richiamo allo spazio fondante del teatro tragico greco, l’anfiteatro, che evoca l’agorà, lo spazio pubblico, l’assemblea”.

La sua lettura attualizza il mito, trasformando la Corinto antica in uno specchio della nostra società. “Ha a che fare anche con una visione di Medea in questo caso non barbarica e lontana, ma molto vicina a noi, in cui dominano la depressione, la aridità sociale, la dissociazione, il senso della fine del mondo. Corinto siamo noi“. Una visione che, come rivelato dallo stesso regista, dialoga con l’immaginario cinematografico contemporaneo, traendo ispirazione dal film Melancholia del grande regista Lars Von Trier, un omaggio che si preannuncia denso di suggestioni visive ed emotive.

Il team creativo di Martone è composto da professionisti di altissimo profilo: le scene sono di Carmine Guarino, i costumi di Daniela Ciancio, le coreografie di Daniela Schiavone, il disegno luci di Pasquale Mari e i video di Alessandro Papa. Un lavoro corale per un allestimento che si preannuncia “raffinato, molto curato”, come sottolineato dal sovrintendente e direttore artistico Fulvio Macciardi.

Un Evento per la Città e per i Giovani

Il sovrintendente Macciardi ha espresso grande orgoglio per questa scelta, un titolo che seguiva da anni e che trova finalmente la sua giusta collocazione. “Trovo stimolante il legame che crea tra la mitologia e il mondo contemporaneo. È come se opere come questa ci aiutassero a rileggere in modo critico il nostro tempo presente”. In quest’ottica, il Teatro di San Carlo ha voluto dedicare una speciale attenzione alle nuove generazioni, organizzando una “primina” per gli under 30 mercoledì 3 dicembre, un’iniziativa volta ad avvicinare un pubblico sempre più vasto e giovane al mondo dell’opera.

L’opera, che ha una durata di circa 2 ore e 40 minuti con un intervallo, andrà in scena per quattro repliche dopo la prima del 6 dicembre (ore 19:00): mercoledì 10 (ore 19:00), sabato 13 (ore 17:00) e martedì 16 dicembre (ore 20:00). Un’occasione irripetibile per assistere a una pagina di storia del teatro e per lasciarsi travolgere dalla potenza immortale di un capolavoro che, dopo oltre due secoli, trova finalmente la sua casa nel cuore di Napoli.

Di euterpe

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