Padova – Un episodio di violenza sessuale consumato a bordo di un autobus di linea urbana ha scosso la città di Padova, portando all’adozione di misure severe e immediate nei confronti di un giovane di 22 anni di nazionalità pakistana. L’uomo, denunciato da una studentessa minorenne, non solo è stato indagato dalla Procura della Repubblica, ma ha visto la sua richiesta di asilo rigettata e si appresta ora all’espulsione definitiva dall’Italia. Una vicenda che intreccia cronaca, sicurezza urbana e le complesse dinamiche legate alla gestione dei flussi migratori e della protezione internazionale.
La cronaca dei fatti: molestie sull’autobus e il coraggio della vittima
Tutto ha avuto inizio nella prima mattinata del 14 novembre, intorno alle 7:20. Una studentessa padovana di 17 anni, salita su un mezzo pubblico affollato per recarsi a scuola, è stata avvicinata da un giovane. Secondo la ricostruzione fornita dalla vittima agli inquirenti, l’uomo, posizionatosi alle sue spalle, l’avrebbe cinta e palpeggiata ripetutamente nelle parti intime, tentando un approccio insistente. Sotto shock e spaventata, la ragazza è riuscita a divincolarsi e a scendere alla fermata successiva, mettendosi in salvo.
Il coraggio della giovane è emerso in modo determinante il giorno seguente, il 15 novembre. Salendo sullo stesso autobus, intorno alle 7:50, ha riconosciuto il suo aggressore. Senza esitare, ha immediatamente allertato il numero di emergenza 113, consentendo a una pattuglia delle Volanti della Questura di intervenire tempestivamente. Gli agenti hanno fermato il mezzo pubblico e identificato il sospettato, accompagnandolo in Questura per gli accertamenti di rito.
L’azione delle autorità: Codice Rosso, Daspo e rigetto della protezione internazionale
L’uomo è stato identificato come un cittadino pakistano di 22 anni, richiedente asilo e residente a Padova, sbarcato a Lampedusa nel marzo del 2024. La gravità del racconto della vittima ha portato la Procura della Repubblica di Padova ad attivare immediatamente il “Codice Rosso”, la procedura d’urgenza introdotta per contrastare la violenza di genere, iscrivendo il 22enne nel registro degli indagati per il reato di violenza sessuale.
Parallelamente all’azione penale, il Questore di Padova, Marco Odorisio, ha avviato un’azione decisa sul piano amministrativo. Attraverso la Divisione Anticrimine, è stato emesso nei confronti del giovane un Daspo urbano, con il divieto per due anni di accedere a tutte le aree delle infrastrutture di trasporto pubblico, sia fisse che mobili, a livello locale, regionale e nazionale. Questa misura mira a prevenire la reiterazione del reato e a tutelare la sicurezza pubblica nei luoghi sensibili come stazioni e fermate dei mezzi pubblici.
Il passo successivo, e decisivo, ha riguardato lo status di richiedente asilo del 22enne. L’Ufficio Immigrazione della Questura ha segnalato il caso alla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, evidenziando la pericolosità sociale del soggetto. La Commissione, valutati gli elementi, ha rigettato la richiesta di protezione avanzata dal giovane, revocando contestualmente anche tutte le misure di accoglienza di cui beneficiava. Questa decisione ha aperto la strada al provvedimento più drastico.
Verso l’espulsione: il collocamento al CPR di Gradisca d’Isonzo
In seguito al rigetto della domanda d’asilo, il Questore Odorisio ha disposto il collocamento del 22enne presso il Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) di Gradisca d’Isonzo, in provincia di Gorizia. Questa struttura è destinata a trattenere i cittadini stranieri irregolari in attesa della loro effettiva espulsione dal territorio nazionale. L’obiettivo, come dichiarato dalla Questura, è l’allontanamento definitivo del giovane dall’Italia, una misura resa possibile dalla sinergia tra l’autorità giudiziaria e quella amministrativa e dalla valutazione negativa della sua pericolosità per la comunità.
La vicenda mette in luce l’efficacia del coordinamento tra le diverse istituzioni – Polizia di Stato, Procura della Repubblica e Commissione territoriale – nell’applicare con fermezza le normative vigenti a tutela delle vittime di reati violenti e della sicurezza collettiva. La tempestività dell’intervento, innescato dalla pronta reazione della giovane vittima, ha permesso di assicurare alla giustizia il presunto responsabile e di avviare un iter che, salvo ricorsi, si concluderà con il suo rimpatrio forzato.
