Un segnale d’allarme risuona nel mondo del lavoro italiano. I dati preliminari diffusi dall’INAIL, relativi al periodo gennaio-ottobre 2025, evidenziano una crescita preoccupante delle denunce di infortuni mortali, che si attestano a 889 casi (escludendo gli studenti), segnando un incremento rispetto agli 877 registrati nello stesso periodo del 2024. Una media drammatica che si avvicina a tre decessi al giorno, un tributo inaccettabile che l’economia del Paese continua a pagare.
Un’Analisi Dettagliata del Fenomeno
Scendendo nel dettaglio dei dati, emerge un quadro complesso e sfaccettato. L’aumento dei decessi non è un dato isolato, ma si inserisce in un contesto di generale peggioramento delle condizioni di sicurezza. Si registra infatti un incremento sia per gli infortuni avvenuti in occasione di lavoro, che passano a 652 con un aumento dello 0,5%, sia per quelli in itinere, ovvero durante il tragitto casa-lavoro, che salgono a 237, con una crescita più marcata del 3,9%. Anche gli infortuni non mortali seguono lo stesso trend negativo: le denunce per incidenti in occasione di lavoro sono state 350.849 (+0,2%), mentre quelle in itinere hanno raggiunto le 82.101 unità (+2,8%).
Questa tendenza al rialzo non risparmia nessun’area del Paese, sebbene con intensità diverse. L’analisi territoriale mostra un aumento delle denunce di infortunio al Centro (+3%), nelle Isole (+1,5%), nel Nord-Est (+0,2%) e al Sud (+0,1%), a fronte di un calo registrato solo nel Nord-Ovest (-2%). Per quanto riguarda i casi mortali, l’incremento è particolarmente evidente al Sud (da 135 a 152 decessi) e nel Nord-Est (da 143 a 149), mentre si osserva un calo nel Nord-Ovest, al Centro e nelle Isole.
Il Boom delle Malattie Professionali
Un altro dato estremamente allarmante è quello relativo alle malattie professionali. Le denunce presentate all’INAIL sono state 81.494, con un balzo in avanti del 10,2% rispetto ai primi dieci mesi del 2024. Questo incremento significativo suggerisce una maggiore consapevolezza da parte dei lavoratori, ma anche una persistente esposizione a rischi lavorativi che si manifestano nel tempo.
Le patologie più frequentemente denunciate rimangono quelle a carico del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, seguite da quelle del sistema nervoso e dell’udito. Tuttavia, si osserva una crescita anche per le malattie respiratorie e i tumori di origine professionale, a testimonianza della complessità e della varietà dei rischi presenti nei luoghi di lavoro. L’aumento delle denunce coinvolge in modo trasversale i principali settori produttivi: Industria e servizi, Agricoltura e Conto Stato.
Uno Sguardo al Contesto Generale
È interessante notare come, nonostante l’aumento dei numeri assoluti, l’incidenza infortunistica, rapportata al numero di occupati secondo i dati Istat, mostri un calo nel lungo periodo. Si è passati da 1.688 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100.000 occupati nell’ottobre 2019 a 1.449 nell’ottobre 2025, con una riduzione del 14,2%. Questo dato, sebbene positivo, non deve far abbassare la guardia, poiché il recente aumento delle denunce indica una possibile inversione di tendenza che necessita di essere monitorata attentamente.
Un capitolo a parte meritano gli studenti, per i quali la tutela INAIL è stata estesa. Le denunce di infortunio che li riguardano sono state 64.391, in aumento del 4,7% rispetto al 2024. Di queste, 1.512 hanno coinvolto studenti impegnati in percorsi di “formazione scuola-lavoro”, un dato in calo dell’8,9% rispetto all’anno precedente.
Settori e Fasce d’Età a Rischio
L’analisi settoriale rivela che alcuni comparti sono più esposti di altri. Tra i settori con un incremento dei decessi spiccano le attività manifatturiere (da 86 a 98 casi) e il commercio (da 48 a 57). Inoltre, i dati regionali, come quelli della Lombardia, evidenziano come una percentuale significativa delle vittime sul lavoro, il 44%, abbia più di 55 anni. Questo solleva interrogativi importanti sulla gestione della sicurezza per i lavoratori più anziani e sulla necessità di politiche di prevenzione specifiche.
I dati forniti dall’INAIL rappresentano uno strumento fondamentale per comprendere le dinamiche del mondo del lavoro e per orientare le politiche di prevenzione. L’aumento delle denunce di infortuni, sia mortali che non, e delle malattie professionali, non può essere ignorato. È un appello forte e chiaro alla responsabilità di istituzioni, imprese e parti sociali per rafforzare la cultura della sicurezza e garantire che il lavoro sia un diritto e non una condanna.
