Un quadro a tinte fosche, ma con precise richieste di intervento, emerge dall’ultima assemblea nazionale della CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa). Il presidente Dario Costantini, rieletto per il prossimo quadriennio, ha dato voce alle preoccupazioni che attanagliano il cuore pulsante dell’economia italiana: le piccole e medie imprese. I due principali avversari della competitività e dello sviluppo, ha tuonato Costantini, sono i costi energetici insostenibili e una burocrazia asfissiante.
Bollette Energetiche: un Fardello Insopportabile
Nonostante il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica sia tornato a livelli pre-crisi, le bollette per le piccole imprese raccontano una storia ben diversa. Si registra infatti un incremento del 50% rispetto al 2021, una cifra che mette a dura prova la sopravvivenza di migliaia di attività. La denuncia della CNA è chiara: le PMI italiane pagano l’energia elettrica molto di più rispetto ai loro concorrenti europei, con un divario che si attesta intorno al 30% in più rispetto alla media UE. Questo svantaggio competitivo è aggravato da un sistema di tassazione che penalizza proprio le imprese di minori dimensioni.
Il dito è puntato contro gli oneri di sistema, che in Italia pesano sulle bollette per oltre il doppio rispetto agli altri Paesi europei. “Non possiamo continuare a pagare bollette dove la componente energia non arriva al 50% del totale,” ha affermato Costantini, sottolineando l’urgenza di una riforma strutturale della bolletta elettrica e di una maggiore concorrenza nel mercato. La liberalizzazione, secondo la CNA, ha finora prodotto benefici quasi esclusivamente per gli operatori, lasciando le imprese a fronteggiare costi sproporzionati.
La Riforma dell’Artigianato: un Obiettivo non più Rimandabile
Un altro tema cruciale affrontato durante l’assemblea è la necessità di modernizzare la legge quadro sull’artigianato, una normativa che ha ormai compiuto 40 anni. “È un nostro grande obiettivo che può diventare realtà nei prossimi mesi,” ha dichiarato Costantini. I dati evidenziano un paradosso preoccupante: negli ultimi quattro anni si sono perse 37.000 imprese artigiane, a fronte di un aumento di 150.000 micro e piccole imprese. Questo dato suggerisce la necessità di un quadro normativo più flessibile, capace di superare gli attuali vincoli societari e dimensionali per valorizzare il saper fare artigiano nell’economia moderna.
La legge annuale sulle PMI, che contiene la delega al Governo per la riforma, rappresenta un’opportunità storica. “Abbiamo nove mesi per creare un nuovo e moderno contesto normativo,” ha incalzato Costantini, auspicando un’azione rapida da parte del Parlamento e del Governo per dare attuazione alla delega. L’obiettivo è chiaro: trasformare la normativa da un freno a un motore di sviluppo, riconoscendo all’artigianato un ruolo centrale nel nuovo rinascimento del Paese.
Emergenza Lavoro: Imprese a Caccia di Talenti
La terza grande emergenza sollevata dalla CNA riguarda la drammatica difficoltà nel reperire manodopera qualificata. Un problema che attraversa l’intero territorio nazionale, da Nord a Sud. I numeri sono allarmanti: se nel 2021 il 13% delle aziende riusciva a trovare profili idonei, oggi questa percentuale è scesa all’11%. A ciò si aggiunge che un’impresa su tre (il 33%) non riesce a trovare alcun candidato. Questa carenza di personale rappresenta un serio ostacolo alla crescita e rischia di frenare interi settori strategici del Made in Italy.
Le cause di questo fenomeno sono molteplici e complesse:
- Disallineamento tra competenze: Spesso le abilità richieste dalle aziende non corrispondono a quelle offerte dal mercato del lavoro.
- Scarsa attrattività: Alcuni lavori, soprattutto quelli manuali, sono considerati poco appetibili dalle nuove generazioni.
- Inverno demografico: Il calo delle nascite e l’invecchiamento della popolazione riducono la forza lavoro disponibile.
La CNA stima che nei prossimi cinque anni le piccole imprese avranno bisogno di 750.000 nuovi lavoratori. Di fronte a questa esigenza e alla realtà di un “inverno demografico” già in atto, è necessario un intervento forte e coordinato per investire nella formazione, orientare i giovani verso le professioni artigiane e rendere questi mestieri nuovamente attrattivi. “Dobbiamo spiegare ai giovani quanto è bello il nostro mondo,” ha concluso Costantini, lanciando un appello per un patto tra istituzioni, imprese e mondo della scuola.
