ROMA – Un messaggio di “affettuoso pensiero” e di profonda sintonia sui grandi temi della pace e del dialogo nel Mediterraneo. Con queste parole, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha salutato Papa Leone XIV al suo rientro dal viaggio apostolico in Turchia e Libano, svoltosi dal 27 novembre al 2 dicembre. Un pellegrinaggio denso di significati, che ha toccato due nazioni chiave per gli equilibri geopolitici e religiosi dell’area, e il cui eco ha trovato piena risonanza nelle parole del Capo dello Stato.
Nel suo messaggio, il Presidente Mattarella ha voluto evidenziare come “il Suo richiamo incessante al rispetto della persona umana, alla solidarietà e all’inclusione ha trovato corrispondenza nell’entusiasmo dei tanti che si sono radunati per accoglierLa”. Un’accoglienza calorosa che testimonia la sete di speranza e di fraternità dei popoli di quella regione, segnata da profonde crisi e tensioni.
Un Viaggio tra Dialogo Ecumenico e Sfide della Coesistenza
Il primo viaggio internazionale di Papa Leone XIV, eletto al soglio pontificio l’8 maggio 2025, è stato attentamente seguito dalle cancellerie di tutto il mondo. La scelta della Turchia e del Libano non è stata casuale. In Turchia, il Pontefice ha voluto celebrare i 1700 anni dal primo Concilio di Nicea, l’odierna Iznik, un momento fondamentale nella storia del Cristianesimo. Questo anniversario è stato l’occasione per un forte momento di preghiera ecumenica e per un incontro con il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo, a suggellare un cammino di dialogo tra la Chiesa Cattolica e quella Ortodossa. Oltre agli appuntamenti istituzionali, come l’incontro con il presidente Erdoğan ad Ankara, il viaggio ha avuto momenti di grande valore simbolico, come la visita alla Moschea Blu di Istanbul.
La tappa in Libano, nazione definita “un messaggio” di pluralismo e convivenza, ha assunto toni particolarmente intensi. Il Papa ha pregato sul luogo della devastante esplosione al porto di Beirut del 2020 e ha incontrato i rappresentanti di tutte le comunità religiose del Paese, dai cattolici maroniti agli ortodossi, dai musulmani sunniti e sciiti ai drusi. Un appello all’unità per un Paese ferito da una crisi economica e sociale senza precedenti, dove la tenuta del suo modello di coesistenza è messa a dura prova.
L’Appello ai Giovani: Custodi dell’Identità Plurale del Mediterraneo
Un passaggio chiave del messaggio di Mattarella, ripreso con enfasi, è quello dedicato alle nuove generazioni. “Mi riferisco, in particolare, ai giovani”, scrive il Presidente, “chiamati a tutelare l’identità plurale del Mediterraneo, affinché torni a essere un crocevia di dialogo e di pace”. Questa sottolineatura si collega direttamente ai numerosi appelli che Papa Leone XIV ha rivolto proprio ai giovani durante il suo viaggio. A Beirut, l’incontro con migliaia di ragazzi di fedi diverse è stato uno dei momenti più toccanti, un invito a non cedere alla rassegnazione e a costruire insieme un futuro diverso da quello immaginato dalle logiche del conflitto e della divisione.
Il Capo dello Stato, già nel messaggio inviato al Papa alla vigilia della partenza, aveva auspicato che il viaggio potesse rinvigorire “le ragioni dell’unità e della fratellanza umana”, ricordando come “l’armonia interreligiosa e il pluralismo culturale hanno a lungo costituito tratti fondamentali delle civiltà sorte lungo le rive del Mediterraneo”. È tempo, secondo Mattarella, che questo anelito si traduca in “iniziative concrete”.
La Sintonia tra Quirinale e Vaticano per la Stabilità Regionale
Il messaggio presidenziale non è un semplice atto di cortesia diplomatica, ma la conferma di una visione strategica condivisa tra la Santa Sede e l’Italia sul ruolo cruciale del Mediterraneo. Entrambe le istituzioni, pur nella distinzione dei loro ruoli, operano per promuovere una cultura del dialogo e della cooperazione in un’area strategica per la stabilità globale. La “diplomazia dei ponti” di Papa Leone XIV si salda così con l’azione della politica estera italiana, che vede nella pace e nello sviluppo del “Mare Nostrum” una priorità assoluta.
In conclusione, le parole del Presidente Mattarella non solo omaggiano il successo di un viaggio apostolico complesso e delicato, ma rilanciano con forza un’agenda di pace e di incontro. L’entusiasmo, specialmente quello dei giovani, che ha accolto il Pontefice in Turchia e Libano, diventa così il seme di speranza su cui investire per trasformare il Mediterraneo da frontiera di crisi a laboratorio di convivenza e prosperità condivisa.
