Il mondo dello sport ha perso una delle sue colonne portanti. Nicola Pietrangeli, icona assoluta del tennis italiano e figura di spicco a livello mondiale, si è spento all’età di 92 anni. La notizia ha scosso profondamente l’intero panorama sportivo, generando un’ondata di commozione e cordoglio che attraversa generazioni di atleti, tifosi e addetti ai lavori.

Tra i primi a esprimere il proprio dolore, una leggenda che con Pietrangeli condivide la passione per la terra rossa e i trionfi a Parigi: Rafael Nadal. Con un messaggio toccante diffuso sui suoi canali social, il campione spagnolo ha voluto rendere omaggio al maestro italiano. “Ho appena saputo della triste notizia della morte di un grande del tennis italiano e mondiale”, ha scritto Nadal. “Le mie più sentite condoglianze a tutta la famiglia, il figlio Filippo, e alla famiglia del tennis italiano. Riposa in pace, Nicola”. Un tributo significativo, che unisce due epoche diverse del tennis, accomunate dal rispetto per un uomo che ha incarnato l’eleganza e la classe dentro e fuori dal campo.

Una Carriera Leggendaria: Tra Parigi e la Coppa Davis

Nato a Tunisi l’11 settembre 1933, Nicola Pietrangeli è stato un pioniere, un precursore, l’uomo che ha mostrato al tennis italiano la via per competere ai massimi livelli mondiali. È stato il primo tennista italiano a vincere un torneo del Grande Slam, conquistando per ben due volte il Roland Garros, nel 1959 e nel 1960. In altre due occasioni raggiunse la finale sulla terra parigina, a testimonianza di un dominio su quella superficie che pochi hanno saputo eguagliare. La sua carriera vanta anche una storica semifinale a Wimbledon nel 1960, dove sfiorò l’impresa contro Rod Laver.

Ma il nome di Pietrangeli è indissolubilmente legato alla Coppa Davis. Ancora oggi detiene record mondiali difficilmente battibili: è il giocatore con più partite disputate (164) e con il maggior numero di vittorie, sia in singolare (78) che in doppio (42). Se da giocatore non riuscì mai a sollevare la prestigiosa “insalatiera”, guidò da capitano non giocatore la storica spedizione azzurra che trionfò in Cile nel 1976, un successo indimenticabile per lo sport italiano, segnato anche dalle polemiche e dal famoso gesto delle magliette rosse di Panatta e Bertolucci.

Un’Icona di Stile e un Fenomeno di Costume

Oltre i risultati sportivi, Nicola Pietrangeli è stato un vero e proprio fenomeno di costume. Con il suo fascino, la sua eleganza e la sua lingua tagliente, ha rappresentato un’epoca, quella della “Dolce Vita”, portando il tennis sulle prime pagine dei giornali e avvicinando a questo sport un pubblico vastissimo. Il suo nome è talmente legato al Foro Italico che lo stadio più iconico del complesso, teatro di tante sue battaglie, porta oggi il suo nome, un tributo eterno alla sua grandezza.

Il Cordoglio Unanime del Mondo dello Sport e delle Istituzioni

La notizia della sua scomparsa ha suscitato reazioni commosse da ogni angolo del paese e del mondo. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso il suo “autentico dispiacere”, ricordando come “i suoi straordinari successi sportivi e la sua umana simpatia, gli hanno procurato l’affetto di tanti italiani”. Anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha sottolineato come Pietrangeli sia stato “un campione capace di ispirare diverse generazioni”.

Parole toccanti sono arrivate dal Presidente della FITP, Angelo Binaghi: “Oggi il tennis italiano perde il suo simbolo più grande, e io perdo un amico. Nicola non è stato soltanto un campione: è stato il primo a insegnarci cosa volesse dire vincere davvero”. Gli fa eco il Presidente del CONI, che ha invitato a osservare un minuto di raccoglimento in tutte le manifestazioni sportive. Messaggi di cordoglio sono giunti da tutto il mondo del tennis, da Adriano Panatta, che lo ha definito “un amico”, a Fabio Fognini, fino a Jasmine Paolini e ai vertici dell’ITF, la Federazione Internazionale del Tennis.

Con Nicola Pietrangeli non se ne va solo un campione ineguagliabile, ma un pezzo di storia d’Italia. Un uomo che, con la racchetta in mano, ha saputo incarnare il talento, la passione e l’ambizione di un’intera nazione, lasciando un’eredità che continuerà a vivere su ogni campo da tennis.

Di nike

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