BELLUNO – Una data cerchiata in rosso sul calendario per il Cadore e per l’intero sistema di accessibilità alle Dolomiti. Il prossimo 26 gennaio apriranno ufficialmente al traffico le nuove varianti di Valle e Tai di Cadore lungo la strategica Strada Statale 51 di Alemagna. La notizia, attesissima dal territorio, è stata confermata dall’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, durante un sopralluogo tecnico ai cantieri svoltosi il 28 novembre. Questo traguardo rappresenta una tappa fondamentale nel vasto piano di potenziamento infrastrutturale in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, ma i cui benefici andranno ben oltre l’evento a cinque cerchi.
Alla presenza delle massime autorità locali, tra cui la vicepresidente della Regione Veneto, Elisa De Berti, il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, e i sindaci dei comuni direttamente interessati, è stato dato il via libera a un’operazione che promette di cambiare il volto della mobilità nella Valle del Boite. “Le varianti della SS51 segnano un traguardo molto atteso dalle comunità locali”, ha dichiarato Gemme, sottolineando come queste opere non siano solo funzionali all’appuntamento olimpico, ma siano state “pensate prima di tutto per migliorare la mobilità quotidiana di chi vive e lavora in questa area strategica per il nostro Paese”.
Un Piano da Oltre 350 Milioni di Euro per la Montagna
Le due varianti sono il fiore all’occhiello di un imponente programma di interventi avviato da Anas con i finanziamenti originariamente legati ai Mondiali di Sci del 2021. Da allora, l’impegno è proseguito in modo organico per adeguare l’intero asse viario, con un investimento complessivo che supera i 350 milioni di euro, configurandosi come uno dei più significativi programmi infrastrutturali mai dedicati alla viabilità di montagna in Italia.
Il piano ha già portato alla realizzazione di oltre cento interventi, di cui circa la metà focalizzati sulla mitigazione del dissesto idrogeologico. Si è agito su più fronti: consolidamenti, regimentazione delle acque, difese dei versanti e adeguamento delle opere idrauliche. Un esempio emblematico della complessità del lavoro svolto è stata la gestione della frana della Croda Marcora, che ha richiesto soluzioni ingegneristiche straordinarie per garantire la sicurezza e la continuità dei collegamenti.
Le Sfide Tecniche e le Caratteristiche delle Opere
Il percorso per arrivare a questo risultato non è stato privo di ostacoli. Come evidenziato dall’AD Gemme, i cantieri hanno dovuto affrontare numerose complessità, tra cui ritrovamenti archeologici, bonifiche ambientali e criticità geologiche. La collaborazione sinergica tra le strutture di Anas, le imprese esecutrici e le amministrazioni locali è stata cruciale per superare queste sfide e rispettare il cronoprogramma.
Nel dettaglio, le due opere presentano caratteristiche ingegneristiche di rilievo:
- Variante di Valle di Cadore: Introduce un nuovo tracciato di circa 800 metri, di cui ben 613 metri in galleria. Quest’opera permetterà di superare definitivamente il congestionato nodo urbano del paese, attualmente regolato da un semaforo che causa lunghe code, specialmente nei periodi di alta affluenza turistica. Durante gli scavi, è stata inoltre gestita un’area archeologica emersa in fase di cantiere.
- Variante di Tai di Cadore: Si sviluppa per una lunghezza di circa 1,5 chilometri e comprende una galleria naturale di 1.000 metri, oltre a nuovi svincoli e importanti adeguamenti idraulici. In questo caso, una delle sfide iniziali è stata la bonifica di una discarica con presenza di amianto, gestita con procedure specialistiche dedicate per garantire la massima sicurezza ambientale.
Un Futuro di Maggiore Accessibilità e Sostenibilità
L’apertura delle varianti, a soli 70 giorni dall’inizio delle Olimpiadi, non è solo una vittoria contro il tempo, ma un investimento strategico per il futuro del Cadore. L’obiettivo primario è duplice: da un lato, garantire un accesso fluido e sicuro a Cortina d’Ampezzo per atleti, addetti ai lavori e spettatori durante i Giochi; dall’altro, e forse ancora più importante, consegnare al territorio un’infrastruttura moderna che migliori la qualità della vita dei residenti, riduca i tempi di percorrenza e l’inquinamento nei centri abitati.
L’AD Gemme ha concluso il suo intervento ribadendo l’impegno di Anas a presidiare il territorio con competenza e attenzione. “La nostra responsabilità è assicurare qualità delle opere, affidabilità e un presidio tecnico costante”, ha affermato. “Con queste due aperture cruciali mettiamo a disposizione infrastrutture all’altezza della sfida olimpica, delle Dolomiti e del futuro del Cadore”. Un futuro che, dal 26 gennaio, apparirà decisamente più vicino e scorrevole.
