Un pomeriggio da incorniciare, di quelli che restano impressi nella memoria dei tifosi e negli almanacchi del calcio. Con una doppietta d’autore siglata all’Arena Garibaldi, Lautaro Martinez ha trascinato l’Inter a una vittoria preziosa per 2-0 sul campo del Pisa, ma soprattutto ha compiuto un balzo epocale nella storia del club. L’attaccante argentino, capitano e leader indiscusso della squadra, ha raggiunto e superato una leggenda del calibro di Sandro Mazzola, issandosi al quarto posto solitario nella classifica dei marcatori nerazzurri di tutti i tempi con 163 reti.
Un traguardo storico, celebrato al termine di una partita che si stava rivelando più ostica del previsto. L’Inter, reduce da due sconfitte consecutive tra campionato e Champions League, aveva bisogno di una scossa, di una risposta forte sul campo. E come spesso accade, a prendersi la squadra sulle spalle è stato proprio il suo numero 10. I due gol, arrivati nella ripresa, hanno spezzato l’equilibrio di un match combattuto, dimostrando ancora una volta l’incredibile fiuto del gol e la freddezza del “Toro” sotto porta.
UNA SCALATA INARRESTABILE: I NUMERI DI UN CAMPIONE
La doppietta di Pisa ha portato il bottino stagionale di Lautaro a dieci gol tra campionato e coppe, confermando il suo status di bomber implacabile. Ma è il dato complessivo a impressionare: 163 gol con la maglia dell’Inter, un numero che lo proietta nell’Olimpo dei più grandi attaccanti che abbiano mai vestito i colori nerazzurri. Il sorpasso su Sandro Mazzola, fermo a 161 reti, non è solo un dato statistico, ma un passaggio di consegne simbolico tra due epoche e due campioni straordinari. Mazzola, bandiera della Grande Inter di Helenio Herrera, ha segnato un’era con le sue giocate e i suoi 161 gol in 565 presenze. Lautaro ha raggiunto e superato questo traguardo in 352 presenze, con una media gol per partita superiore (0,46 contro 0,28).
Ora, nel mirino del capitano interista ci sono altri mostri sacri:
- Roberto Boninsegna, terzo a quota 171 gol. Un obiettivo che, considerando il ritmo realizzativo dell’argentino, potrebbe essere raggiunto già nel corso di questa stagione.
- Alessandro “Spillo” Altobelli, secondo con 209 reti, un traguardo più distante ma non impossibile per un giocatore nel pieno della sua maturità calcistica.
- Giuseppe Meazza, la leggenda assoluta, irraggiungibile o quasi con le sue 284 marcature.
Oltre a questo, Lautaro Martinez si è già affermato come il miglior marcatore straniero nella storia dell’Inter e il bomber di tutti i tempi del club in Champions League, a testimonianza della sua dimensione internazionale.
LE PAROLE DEL CAPITANO: “LAVORO PER L’INTER E PER I TIFOSI”
A fine partita, Lautaro Martinez ha espresso tutta la sua felicità, mettendo come sempre la squadra al primo posto. “Sono molto felice perché abbiamo conquistato i tre punti, era quello che cercavamo dopo due sconfitte. Abbiamo fatto il nostro dovere e questo è ciò che conta”, ha dichiarato ai canali ufficiali del club. Parole che evidenziano la sua mentalità da leader, capace di rispondere alle critiche con i fatti, ovvero con i gol.
“Lavoro per la squadra, per l’Inter, per me stesso e per la mia famiglia. Lasciamo parlare chi è fuori. Il mio lavoro è solo e soltanto per portare gioia ai tifosi dell’Inter”, ha aggiunto il “Toro”. Un messaggio chiaro, che rafforza il suo legame con l’ambiente e con una tifoseria che lo ha eletto a proprio idolo. “Ho ancora tanti anni di contratto, sono contento qui, la gente mi vuole bene. La squadra viene sempre prima di tutto”.
IL FUTURO È SUO: UN’EREDITÀ DA COSTRUIRE
A soli 28 anni, Lautaro Martinez ha già scritto pagine indelebili della storia interista. La sua fame di vittorie, la sua dedizione e il suo talento cristallino sono una garanzia per il presente e il futuro del club. La scalata nella classifica marcatori è la rappresentazione numerica di un percorso di crescita costante, che lo ha trasformato da giovane promessa a campione affermato e capitano carismatico. I tifosi nerazzurri si godono il loro gioiello, sognando nuovi traguardi e nuovi record, con la certezza che, finché ci sarà il “Toro” a guidare l’attacco, nessun obiettivo è precluso.
