L’Honduras ha vissuto una giornata elettorale di fondamentale importanza, che potrebbe ridisegnare gli equilibri politici ed economici del paese per il prossimo futuro. Oltre 6,5 milioni di cittadini sono stati chiamati alle urne per eleggere non solo il nuovo presidente per il mandato 2026-2030, ma anche i 128 deputati del Congresso Nazionale, i 298 sindaci con le rispettive amministrazioni comunali e i 20 rappresentanti al Parlamento Centroamericano. Le operazioni di voto si sono svolte in un clima di alta tensione e polarizzazione, con le urne aperte dalle 7:00 del mattino ora locale (le 14:00 in Italia) fino alle 17:00 (mezzanotte italiana).

I Protagonisti della Sfida Presidenziale

La corsa alla presidenza si è rapidamente delineata come una sfida a tre, con candidati che rappresentano visioni profondamente diverse per il futuro dell’Honduras. I primi risultati parziali vedono un serrato testa a testa tra due figure di spicco del centro-destra:

  • Nasry “Tito” Asfura: Candidato del Partito Nazionale (PNH), di orientamento conservatore, è un noto imprenditore edile ed ex sindaco della capitale, Tegucigalpa. Asfura, che aveva già corso per la presidenza nel 2021, ha ricevuto un esplicito endorsement dall’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che lo ha definito “l’unico vero amico della libertà”. La sua campagna si è concentrata sul rifiuto delle “ideologie fallite”, con un chiaro riferimento al progetto socialista della sua avversaria.
  • Salvador Nasralla: Popolare presentatore televisivo e politico di lungo corso, si presenta per il Partito Liberale (PLH). Nonostante una collocazione di centro-destra, Nasralla si è posizionato come un outsider impegnato nella lotta alla corruzione endemica del paese. Questa è la sua quarta candidatura alla presidenza.
  • Rixi Moncada: In rappresentanza del partito di governo, Libertà e Rifondazione (Libre), di sinistra, Moncada è un’avvocata che ha ricoperto importanti incarichi, tra cui Ministra delle Finanze e della Difesa nell’attuale amministrazione di Xiomara Castro. Il suo programma, intitolato “Democratizzare l’economia”, propone una riforma fiscale progressiva, un maggiore accesso al credito per i piccoli produttori e un rafforzamento del ruolo dello Stato nell’economia.

Completano la rosa dei candidati Nelson Ávila del Partito dell’Innovazione e dell’Unità Socialdemocratica (PINU-SD) e Mario Rivera della Democrazia Cristiana (PDCH), sebbene con minori possibilità secondo i sondaggi.

Primi Risultati e Scenari Futuri

Lo scrutinio procede a rilento, ma i dati preliminari diffusi dal Consiglio Nazionale Elettorale (CNE) indicano una competizione estremamente serrata. Con circa il 49% delle schede scrutinate, Nasry Asfura del Partito Nazionale è in leggero vantaggio con il 40,30% dei voti, tallonato da Salvador Nasralla del Partito Liberale con il 39,41%. Più distaccata Rixi Moncada di Libre, ferma al 19,46%. Rappresentanti del partito di Asfura hanno invitato alla cautela, affermando che “questo non finisce finché non si conta l’ultimo voto”.

Questo scenario lascia presagire un possibile ritorno al potere delle forze conservatrici, dopo la parentesi del governo di sinistra di Xiomara Castro, eletta nel 2021 ponendo fine a 12 anni di governi del Partito Nazionale seguiti al colpo di stato del 2009.

Un Contesto Complesso: Tra Crisi Economica e Ingerenze Esterne

Le elezioni si svolgono in un contesto socio-economico particolarmente delicato. L’Honduras è uno dei paesi più poveri e diseguali dell’America Latina, con oltre il 70% della popolazione in condizioni di povertà e un alto tasso di violenza. L’economia, duramente colpita dalla pandemia di COVID-19 e da due uragani, mostra lenti segnali di ripresa, con una previsione di crescita tra il 3,5% e il 4,5% per il 2025. Tuttavia, il paese affronta sfide enormi, tra cui la corruzione diffusa, un sistema giudiziario compromesso e la forte dipendenza dalle rimesse degli emigrati, che costituiscono circa il 25% del PIL.

La campagna elettorale è stata inoltre caratterizzata da una forte polarizzazione e da accuse di possibili frodi, che hanno spinto alla presenza di circa 33.000 osservatori nazionali e internazionali per monitorare la correttezza del voto. L’intervento di Donald Trump a favore di Asfura ha ulteriormente acceso il dibattito, inserendo un elemento di geopolitica internazionale in una contesa già tesa. Washington osserva con attenzione l’esito del voto, preoccupata di non perdere influenza in un’area strategica del Centroamerica.

Misure di Sicurezza e Partecipazione

Per garantire un clima di ordine durante la giornata elettorale, il governo ha implementato la cosiddetta “ley seca”, un divieto temporaneo sulla vendita e il consumo di bevande alcoliche in tutto il territorio nazionale. La partecipazione alle elezioni primarie di marzo, che ha visto un’affluenza del 42,9%, ha definito i candidati principali in lizza. Il corpo elettorale per queste elezioni generali è composto da 6.522.577 cittadini, di cui una parte significativa risiede all’estero, principalmente negli Stati Uniti, dove sono stati allestiti seggi in 12 città.

L’Honduras attende ora con il fiato sospeso i risultati definitivi, che non solo determineranno la guida del paese ma influenzeranno anche le dinamiche politiche ed economiche dell’intera regione centroamericana.

Di atlante

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