TORINO – L’industria automobilistica europea si trova a un bivio cruciale, stretta tra la necessità impellente di una transizione ecologica e la crescente pressione competitiva dei mercati asiatici. In questo scenario complesso e denso di sfide, emerge una proposta tanto audace quanto necessaria, un faro di potenziale rinnovamento: più collaborazione tra i costruttori e un’iniezione massiccia di innovazione. È questa la visione strategica presentata dall’associazione CAReGIVER durante un importante convegno tenutosi nell’Aula Magna del Politecnico di Torino, un evento che ha raccolto il patrocinio dell’ateneo e ha visto la partecipazione di figure chiave del settore, del mondo accademico e delle istituzioni.

CAReGIVER, costituita nel 2024, non è un’associazione come le altre. Il suo valore risiede nel patrimonio di conoscenze dei suoi oltre 170 soci: un gruppo di tecnici, ingegneri e progettisti che hanno scritto pagine fondamentali della storia dell’auto italiana, guidando la messa in produzione dei veicoli a marchio Fiat, Lancia e Alfa Romeo dal 1970 al 2015. Un capitale umano che oggi, spinto dalla passione incrollabile per l’automobile e la mobilità, si mette a disposizione per tracciare una nuova rotta.

Un Consorzio Europeo per Condividere il Futuro

Il cuore della proposta, illustrata con chiarezza dal presidente di CAReGIVER, Renzo Porro, è la creazione di “una collaborazione attiva, ad esempio un consorzio europeo, per le piattaforme Small e Medium, aperto a tutti i costruttori per condividere costi di ricerca e sviluppo e gli investimenti produttivi“. L’idea è quella di mutualizzare gli sforzi titanici, sia in termini economici che intellettuali, necessari per sviluppare le fondamenta delle auto di domani. In un mercato dove la produzione di autoveicoli nell’Unione Europea nel 2023 si è fermata a 12 milioni, la metà della capacità produttiva teorica, l’ottimizzazione delle risorse diventa un imperativo categorico.

Ma non si tratta solo di una manovra di contenimento dei costi. L’obiettivo, come sottolineato da Porro, è anche la “realizzazione di una vettura con forti contenuti innovativi per portare sul mercato una proposta in linea con la grande tradizione europea“. Un’auto che non sia solo un prodotto, ma un manifesto tecnologico e stilistico, capace di riaffermare l’eccellenza ingegneristica del Vecchio Continente.

La Piattaforma del Futuro: Ibrido, Efficienza e “Full-by-Wire”

A delineare i contorni tecnici di questa visione è stato Stefano Re Fiorentin, membro del comitato tecnico dell’associazione ed esperto con un passato nei centri di ricerca Fiat. La piattaforma ipotizzata da CAReGIVER è un concentrato di fisica applicata e ingegneria meccanica avanzata. I suoi pilastri sono:

  • Ottimizzazione degli spazi: Offrire il miglior rapporto possibile tra abitabilità interna e dimensioni esterne, una sfida cruciale soprattutto nei segmenti delle vetture compatte.
  • Architettura ibrido-serie: Un sistema propulsivo dove il motore termico non è direttamente collegato alle ruote, ma funge da generatore per ricaricare le batterie che alimentano i motori elettrici. Questa configurazione permette al motore a combustione di operare sempre nel suo regime di massima efficienza, riducendo consumi ed emissioni.
  • Generatore elettrico policombustibile: La vera chiave di volta per una transizione flessibile. Questo generatore sarebbe in grado di utilizzare diversi tipi di carburanti, inclusi biocarburanti ed e-fuel, offrendo una soluzione ponte verso una mobilità totalmente a zero emissioni, senza essere vincolati a un’unica fonte energetica.
  • Guida “full-by-wire”: L’adozione di sistemi di guida completamente elettronici, senza collegamenti meccanici diretti tra volante, pedali e le parti corrispondenti del veicolo. Questo non solo apre la strada a nuove configurazioni dell’abitacolo e a una maggiore sicurezza, ma è anche un prerequisito fondamentale per i futuri sistemi di guida autonoma.
  • Moto-ruote posteriori: L’integrazione dei motori elettrici direttamente nelle ruote posteriori, una soluzione che massimizza l’efficienza e libera spazio prezioso all’interno del telaio.

Il Sostegno Istituzionale e la Transizione Energetica

L’iniziativa di CAReGIVER ha trovato un’importante sponda nelle istituzioni. In un messaggio inviato agli organizzatori, il Ministro per l’Ambiente e la Sostenibilità Ecologica, Gilberto Pichetto Fratin, ha sottolineato la grande attenzione del governo per la sostenibilità del settore. “Il nostro impegno è accompagnare la transizione energetica senza trascurare la competitività delle imprese e il loro bisogno di innovazione“, ha dichiarato, evidenziando la necessità di un approccio equilibrato che non penalizzi un’industria strategica per l’economia nazionale ed europea. Il Ministro ha in più occasioni ribadito la necessità di non fare “scelte ideologiche” come quella del solo elettrico, aprendo a tecnologie alternative come biocarburanti e GPL.

Al convegno, che ha riempito l’Aula Magna, sono intervenuti anche la vicesindaca di Torino, Michela Favaro, l’assessore regionale al Bilancio, Andrea Tronzano, il dirigente territoriale del Mimit, Vincenzo Zezza, e il vicerettore del Politecnico di Torino, Stefano Sacchi, a testimonianza dell’ampio interesse e del supporto territoriale per un dibattito così vitale per il futuro di un distretto storicamente legato all’automotive.

Una Visione per il Rilancio

La proposta di CAReGIVER non è solo un piano tecnico, ma un appello alla coesione e alla lungimiranza. In un’epoca di frammentazione e di sfide epocali, l’idea di unire le forze, di condividere il sapere e di investire collettivamente sull’innovazione radicale appare come l’unica strada percorribile. Si tratta di ripensare il concetto stesso di competizione, trasformandola in una “coo-petizione” strategica a livello europeo per affrontare i colossi globali. La strada è in salita, ma la ricetta presentata a Torino, fondata su un’eredità di eccellenza e proiettata verso le frontiere della tecnologia, ha il sapore di un futuro possibile e sostenibile per l’automobile europea.

Di davinci

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