La discussione sulla manovra finanziaria entra nel vivo, con la maggioranza di governo alla ricerca di risorse aggiuntive per oltre un miliardo di euro. Per reperire i fondi necessari a finanziare le modifiche concordate, l’attenzione si concentra nuovamente sul settore bancario, mentre si delineano accordi su temi caldi come gli affitti brevi e si accendono tensioni con le istituzioni europee sulla questione delle riserve auree della Banca d’Italia.
Aumento dell’Irap per le Banche: la Copertura nel Mirino
Per finanziare le modifiche alla legge di bilancio, la principale ipotesi sul tavolo è un ulteriore prelievo a carico degli istituti di credito. Si profila un aumento di 0,5 punti dell’aliquota Irap per le banche, che porterebbe l’incremento complessivo a 2,5 punti. Questa misura, secondo le stime, potrebbe generare un gettito di quasi 200 milioni di euro.
L’intenzione dichiarata dalla maggioranza è quella di colpire principalmente le grandi banche, quelle che hanno registrato utili significativi negli ultimi anni. Tuttavia, per evitare di penalizzare indiscriminatamente l’intero settore, si sta lavorando all’introduzione di una franchigia. Una delle ipotesi circolanti fissa questa soglia a 90.000 euro, ma diversi osservatori ritengono che un valore così basso finirebbe per escludere solo gli istituti di credito più piccoli, con uno o due sportelli, gravando comunque su banche di piccole e medie dimensioni. Su questo punto, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha assicurato che ci sarà un confronto con i soggetti interessati prima di ogni decisione definitiva.
Accordo sugli Affitti Brevi: Novità per i Proprietari
Dopo un intenso dibattito, il vertice di maggioranza tenutosi a Palazzo Chigi ha prodotto un’intesa significativa sul tema degli affitti brevi. L’accordo prevede di mantenere l’aliquota della cedolare secca al 21% per il primo immobile locato. L’aumento al 26% scatterà invece a partire dal secondo immobile. La novità più rilevante riguarda la soglia oltre la quale l’attività di locazione viene considerata di natura imprenditoriale: questa viene ridotta da cinque a tre immobili. Di conseguenza, chi affitta tre o più appartamenti sarà obbligato ad aprire una partita IVA e a seguire i relativi adempimenti fiscali. Questa soluzione, che dovrebbe garantire un’autocopertura finanziaria, mira a distinguere tra chi integra il proprio reddito e chi svolge un’attività imprenditoriale a tutti gli effetti.
Riserve Auree di Bankitalia: l’Allerta della BCE
Un altro fronte di grande attenzione è rappresentato dall’emendamento, a firma del capogruppo di Fratelli d’Italia Lucio Malan, che stabilisce che le riserve auree della Banca d’Italia “appartengono allo Stato, in nome del popolo italiano”. L’emendamento è stato ammesso all’esame della Commissione Bilancio del Senato, superando la prima fase di valutazione.
Questa mossa ha immediatamente sollevato le preoccupazioni della Banca Centrale Europea. Francoforte ha fatto sapere di non essere stata “consultata” in merito, un chiaro avvertimento che prelude a possibili conseguenze. La BCE potrebbe infatti valutare l’applicazione dei trattati europei, che prevedono l’obbligo di consultazione per iniziative legislative che rientrano nelle sue competenze, o inviare una notifica di mancata osservanza dei trattati. Un precedente simile risale al 2019, quando la BCE bocciò una mozione del governo giallo-verde per nazionalizzare le riserve auree, sottolineando come un’operazione del genere violerebbe il divieto di finanziamento monetario e comprometterebbe l’indipendenza della banca centrale.
Altri Punti della Manovra e il Lavoro in Parlamento
Oltre ai temi principali, la maggioranza ha trovato un’intesa anche su altri punti, tra cui l’ampliamento dell’esenzione ISEE sulla prima casa, con un innalzamento del valore catastale per le città più grandi, e sui dividendi. Si è inoltre discussa la possibilità di compensazione per i contributi previdenziali delle imprese e misure a favore delle forze dell’ordine.
Nel frattempo, il lavoro parlamentare prosegue a ritmo serrato. La Commissione Bilancio del Senato ha dichiarato inammissibili 105 emendamenti segnalati, 87 dei quali per mancanza di coperture finanziarie. L’obiettivo è chiudere l’esame in commissione e portare la manovra in Aula per il voto finale entro metà dicembre, ma le opposizioni lamentano già ritardi.
