Milano si è accesa dei motori del futuro con l’avvio dei Geely Auto Talks, un’ambiziosa piattaforma di dialogo inaugurata dal gigante cinese dell’automotive Geely, in concomitanza con il suo atteso debutto commerciale nel mercato italiano. Nella prestigiosa cornice del Palazzo dei Giureconsulti, il Gruppo ha chiamato a raccolta istituzioni, imprese, media e mondo accademico per delineare una visione audace: un “Rinascimento Tecnologico” che ponga l’Italia al centro di una nuova era della mobilità. Un progetto a lungo termine, che proseguirà fino al 2026, con l’obiettivo di creare un ponte permanente di collaborazione tra Italia e Cina.

Un “Rinascimento Tecnologico” a trazione italo-cinese

Il concetto, evocativo e potente, è stato il filo conduttore dell’evento. Come spiegato da Marco Santucci, CEO di Geely Italia, non si tratta di una mera operazione commerciale, ma di una dichiarazione d’intenti. “Crediamo fortemente nel potenziale dell’Italia come hub strategico per l’innovazione e la mobilità del futuro“, ha affermato Santucci. Il “Rinascimento Tecnologico” rappresenta quel momento di trasformazione in cui la tecnologia cessa di essere un fine per diventare uno strumento per migliorare la qualità della vita, mettendo le persone e le loro esigenze al centro dello sviluppo. Un approccio che fonde design e tecnologia, proprio come arte e scienza si unirono nel Rinascimento italiano, un’ispirazione non casuale dato che uno dei cinque centri stile globali di Geely si trova proprio a Milano.

L’ingresso nel mercato italiano si concretizza inizialmente con due modelli di punta: il SUV 100% elettrico Geely EX5 e il super-ibrido plug-in Starray EM-i. La gamma è destinata ad ampliarsi rapidamente, con l’obiettivo di creare una rete di circa 100 punti vendita e assistenza su tutto il territorio nazionale entro il 2026, grazie alla partnership strategica con il distributore Jameel Motors.

Intelligenza Artificiale e ADAS: la sicurezza come priorità

Uno dei panel centrali dell’evento ha esplorato il ruolo cruciale dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dei sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS). Lungi dall’essere fantascienza, queste tecnologie sono viste come “angeli custodi digitali” che migliorano la sicurezza e l’esperienza di guida. I dati, presentati in esclusiva dall’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano, parlano chiaro: negli ultimi 14 anni, la diffusione degli ADAS ha comportato una riduzione del 12% degli incidenti e del 13% della loro gravità. Questo si traduce in un risparmio sociale stimato in 1,89 miliardi di euro solo nel 2024.

L’industria automotive si conferma uno dei settori a più alta maturità nell’adozione dell’AI, seconda solo al comparto tecnologico. Tuttavia, emerge un divario significativo: la Cina gestisce il 67% dei progetti di guida autonoma di livello 4 (senza intervento umano), contro un modesto 13% dell’Europa. L’AI, secondo le previsioni del Politecnico, permetterà agli ADAS di diventare sempre più precisi, rapidi e predittivi, generando ulteriori risparmi e, soprattutto, salvando vite umane.

Le nuove competenze: la sfida della formazione

La transizione verso la mobilità del futuro non è solo una questione tecnologica, ma anche umana. Un altro tema chiave dei Geely Auto Talks è stato quello delle competenze e della formazione. Una vasta indagine condotta dal Politecnico su oltre 5.000 cittadini europei e 65 manager del settore ha evidenziato una crescente carenza di professionalità adeguate. Il 56% delle aziende segnala una mancanza di competenze specifiche, soprattutto in ambito di elettrificazione, AI, sostenibilità e guida autonoma. Le figure professionali più richieste nei prossimi cinque anni saranno:

  • Automotive engineer
  • IT specialist e data analyst
  • Esperti di customer care e marketing data-driven

Geely intende porsi come attore sistemico per colmare questo divario, attivando partnership con università e istituzioni per formare i talenti di domani e radicare la propria presenza sul territorio.

Un colosso globale con radici solide

L’arrivo di Geely in Italia non è l’azione di un nuovo venuto, ma la mossa strategica di uno dei maggiori protagonisti dell’automotive mondiale. Fondato nel 1997 da Li Shufu, il gruppo Zhejiang Geely Holding Group ha costruito un impero che include marchi prestigiosi come:

  • Volvo Cars
  • Polestar
  • Lotus
  • Lynk & Co
  • Smart (in joint venture al 50% con Mercedes-Benz AG)
  • Benelli (tramite QJ)

Inoltre, Geely è il primo azionista di Daimler AG (Mercedes-Benz) con una quota del 9,7% e partecipa pariteticamente con Renault nella joint venture HORSE Powertrain Limited, leader mondiale nella progettazione e produzione di motori termici ed elettrificati. Questa profonda integrazione di competenze europee e cinesi è la chiave della sua strategia globale, che ora vede l’Italia come un tassello fondamentale.

Di davinci

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