CAMPOBASSO – Una lezione di sensibilità e immaginazione che parte dai più piccoli e arriva dritta al cuore delle istituzioni. Questa mattina, il Consiglio Comunale di Campobasso ha approvato all’unanimità l’istituzione della “Giornata della Lentezza”, una ricorrenza civile che sarà celebrata ogni anno il 20 dicembre. La decisione, carica di significato simbolico e culturale, nasce da una proposta tanto semplice quanto profonda, avanzata dai bambini della classe quinta D della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo Montini.
La data scelta non è casuale: il 20 dicembre è il giorno della scomparsa, avvenuta nel 2020, del dottor Sergio Zarrilli, amato e stimato pediatra campobassano la cui memoria viene così onorata. La sua figura, nota per la grande professionalità e per un’umanità fuori dal comune, ha ispirato i valori fondanti di questa nuova giornata: rallentare, ascoltare, ricordare e celebrare il valore del tempo condiviso, della gentilezza e dell’attenzione verso il prossimo.
Dal banco di scuola all’aula consiliare: la genesi di un’idea
Il percorso che ha portato all’istituzione della “Giornata della Lentezza” è una straordinaria testimonianza di cittadinanza attiva. Tutto ha avuto inizio quando gli alunni della (allora) quarta D dell’Istituto Montini hanno partecipato alla terza edizione del Premio Letterario “Sergio Zarrilli”, un concorso dedicato a promuovere la lettura e la creatività tra i giovani. Il tema di quell’edizione era “Raccontiamo… il coraggio”.
I bambini, riflettendo sulla vita frenetica che spesso anche loro sono costretti a vivere, hanno dato vita a un racconto intitolato “Il coraggio di dire basta!”. La storia narra di un bambino, Michele, che insieme ai suoi compagni trova il coraggio di chiedere alla sindaca della propria città di istituire una giornata dedicata alla lentezza, per restituire spazio ai sogni, alle relazioni e alle cose semplici. Con questo elaborato, la classe ha vinto il primo premio.
Ma la storia non si è fermata alla carta. Spinti dall’entusiasmo e dal desiderio di trasformare la fantasia in realtà, i giovani studenti hanno portato la loro proposta direttamente all’amministrazione comunale. Come nel loro racconto, si sono recati a Palazzo San Giorgio e hanno presentato la loro idea alla sindaca Marialuisa Forte, che ha accolto con emozione e impegno la richiesta. Questa mattina, i bambini erano presenti in aula consiliare per assistere all’approvazione della delibera, un momento che ha trasformato il loro sogno in un atto ufficiale per l’intera comunità.
Un omaggio a Sergio Zarrilli, il “pediatra dei bambini”
La “Giornata della Lentezza” è indissolubilmente legata alla figura di Sergio Zarrilli. Scomparso improvvisamente a 65 anni a causa di un malore, Zarrilli non era solo un medico, ma un punto di riferimento per intere generazioni di campobassani. Era noto per i suoi modi affabili e gentili, per la sua dedizione e per la capacità di ascoltare non solo i piccoli pazienti ma anche i loro genitori.
Oltre alla sua attività professionale, Zarrilli era un instancabile promotore culturale. È stato un fervente sostenitore di iniziative come “Nati per Leggere”, che promuove la lettura ad alta voce fin dalla più tenera età, credendo fermamente nel valore educativo dei libri. La sua vita è stata un esempio di come la cura e l’attenzione possano fare la differenza, valori che la nuova giornata si propone di celebrare e diffondere.
Le implicazioni culturali e sociali della “Giornata della Lentezza”
L’istituzione di questa giornata rappresenta una potente dichiarazione culturale in un’epoca dominata dalla velocità e dalla connessione digitale costante. Come sottolineato da diversi consiglieri, l’obiettivo è promuovere una riflessione profonda sul nostro stile di vita. La consigliera Stefania Di Claudio ha avanzato la proposta di celebrare la giornata anche attraverso un gesto simbolico: spegnere i dispositivi elettronici per alcune ore per “accendere il presente”.
La sindaca Marialuisa Forte ha evidenziato come la richiesta dei bambini sia un appello a riscoprire “tempi più lenti, per stare con gli amici e, soprattutto, con la famiglia”. L’iniziativa invita la comunità a fermarsi, a coltivare le relazioni umane e a riscoprire il piacere delle piccole cose, contrastando la frenesia che spesso ci allontana da ciò che conta davvero. Si tratta di un’eredità tangibile del pensiero del dottor Zarrilli e un investimento sul benessere futuro della comunità, a partire proprio dai suoi cittadini più giovani.
